Voglio smentire la mia pesantezza poetica e filosofica mettendo in versi una nota grottesca storiella. Senza acrimonia perché anch'io sono stato capo carismatico di qualcosa.
Un dì nell’Eden l’uomo fu creato
animal dal magnifico organismo:
ad andar su due zampe abilitato
nell’altre due teneva un meccanismo
tant’adatto al pugnar ch’al far di fino
e infin un parlator pappagallino
in gola incorporato, nientemeno!
Gli organi quindi disser compiaciuti
“Il mondo conquistiamo in un baleno
ognun di sé recando gli attributi.
Ove però la pugna si convenga
ci vuole un capo che carisma tenga”..
Tosto “Capo son io” disse il cervello
“ovviamente o volete voi scherzare?
sono il più furbo, fors’anche il più bello,
nessuno senza me sa dove andare,
e poiché la mia sede è già nel capo,
cercarne un altro è vano rompicapo”.
Sarebber tutt’insiem stati d’accordo
ma il cuor che avea di sé alto concetto
disse: “Son io il capo e non demordo,
in me vivono l’anima e l’affetto
e sempre pompo sangue a tutti voi,
senza me non potreste far gli eroi.”
“Senza noi non andresti tu lontano”,
i polmon come mantici sbuffando
dissero al cuore, “tutto il corpo umano
di ossigeno ha bisogno specie quando
sta pugnando. Perché poi monarchia?
noi possiam esser capi in dïarchia”.
E i reni: ”A dïarchia ci candidiamo,
se uno è leso l’altro sopperisce;
galantorgani siamo e garantiamo
che con la produzion nostra di pisce
voi vi scompiscerete dalle risa
appena infin vittoria sarà arrisa”.
Disse il fegato livido di bile:
“Per combatter ci vuol tanto coraggio,
fegato appunto, minimo un barile
mentre voi sol n’avete magro assaggio”.
Muscoli ed ossa: “senza noi che fare
quando s’ha da combattere o scappare?”
Nel chiasso gli altri organi e strutture
zitti e zitte non fecero litigio
già soppesando gerarchie future,
ciascun potendo aver il suo prestigio.
Però s’oppose il buco del sedere
“C’è in guerra tanta merda da vedere
io quindi sarò il vostro condottiero”.
Tutti risero: “Puoi tu millantare
tu che sei solo un orificio nero?”
Lui allor rifiutò di lavorare
e si racchiuse in sé, cocciutamente,
per giorni e giorni e giorni indifferente
che l’intestin s’empisse a mongolfiera
rischiando di scoppiar, quindi inondare,
di cacca e puzze tossica bufera,
quegli organi cocciuti ad affermare
ch’a comandar mancava di carisma
essendo sol cagaglia di vil risma.
Fu lunga la vertenza e l’esplosione
fu evitata d’un pel sicché vittoria
arrise al cul cui fu soddisfazione
sedersi su una sedia cacatoria.
È inutile cercar un capo a zonzo
basta chi possa e voglia far lo stronzo.
animal dal magnifico organismo:
ad andar su due zampe abilitato
nell’altre due teneva un meccanismo
tant’adatto al pugnar ch’al far di fino
e infin un parlator pappagallino
in gola incorporato, nientemeno!
Gli organi quindi disser compiaciuti
“Il mondo conquistiamo in un baleno
ognun di sé recando gli attributi.
Ove però la pugna si convenga
ci vuole un capo che carisma tenga”..
Tosto “Capo son io” disse il cervello
“ovviamente o volete voi scherzare?
sono il più furbo, fors’anche il più bello,
nessuno senza me sa dove andare,
e poiché la mia sede è già nel capo,
cercarne un altro è vano rompicapo”.
Sarebber tutt’insiem stati d’accordo
ma il cuor che avea di sé alto concetto
disse: “Son io il capo e non demordo,
in me vivono l’anima e l’affetto
e sempre pompo sangue a tutti voi,
senza me non potreste far gli eroi.”
“Senza noi non andresti tu lontano”,
i polmon come mantici sbuffando
dissero al cuore, “tutto il corpo umano
di ossigeno ha bisogno specie quando
sta pugnando. Perché poi monarchia?
noi possiam esser capi in dïarchia”.
E i reni: ”A dïarchia ci candidiamo,
se uno è leso l’altro sopperisce;
galantorgani siamo e garantiamo
che con la produzion nostra di pisce
voi vi scompiscerete dalle risa
appena infin vittoria sarà arrisa”.
Disse il fegato livido di bile:
“Per combatter ci vuol tanto coraggio,
fegato appunto, minimo un barile
mentre voi sol n’avete magro assaggio”.
Muscoli ed ossa: “senza noi che fare
quando s’ha da combattere o scappare?”
Nel chiasso gli altri organi e strutture
zitti e zitte non fecero litigio
già soppesando gerarchie future,
ciascun potendo aver il suo prestigio.
Però s’oppose il buco del sedere
“C’è in guerra tanta merda da vedere
io quindi sarò il vostro condottiero”.
Tutti risero: “Puoi tu millantare
tu che sei solo un orificio nero?”
Lui allor rifiutò di lavorare
e si racchiuse in sé, cocciutamente,
per giorni e giorni e giorni indifferente
che l’intestin s’empisse a mongolfiera
rischiando di scoppiar, quindi inondare,
di cacca e puzze tossica bufera,
quegli organi cocciuti ad affermare
ch’a comandar mancava di carisma
essendo sol cagaglia di vil risma.
Fu lunga la vertenza e l’esplosione
fu evitata d’un pel sicché vittoria
arrise al cul cui fu soddisfazione
sedersi su una sedia cacatoria.
È inutile cercar un capo a zonzo
basta chi possa e voglia far lo stronzo.

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