Quanto mi mancano le tue emozioni,i tuoi sguardi,le tue semplicità.
Nei ricordi dei tempi che scorrono,amo riaverti con me,anche solo per piccoli attimi.
Mi manchi, lo ripeterò finchè avro un filo di respiro, vorrei stare con te per sempre, ma quel maledetto tempo,che conosce solo l’andare avanti,mi impone di lasciarti.
Nonostante questo,grazie a te trovo la forza di andare avanti,perché nei momenti tristi e bui,ci sei tu a confortarmi.
Con te ho lasciati i momenti più belli della mia vita:al primo bacio,al primo amico sincero,alla sensazione che si prova quando si ama, per finire ora col ricordarti.
Fin da piccoli si nasce con la paura.dell’uomo nero o altre fantasie da piccoli,per finire con la paura del tempo che scorre inesorabilmente.
Giovinezza che in tempi passato sei divenuta persino una canzone mi manchi molto.
Spero di riviverti un giorno
Una vera corsa contro il tempo,uno sforzo vano.
L'imperativo è avere,possedere,essere invincibile.
Televisione,giornali,mass media odierni ci riempiono della vita degli "eroi" di oggi,mentre la vita di noi " comuni mortali" come me stesso, passa come un alito di vento
Ultimo giorno in maschera,
una festa scolastica, ed io l'avevo invitato.
si lo conoscevo da poco ma era il cugino di una vicina di casa .anche lui abitava nello stesso palazzo,
e la sua camera era proprio sopra la mia.
Abbiamo ballato per tutta la festa, ci siamo baciati emozionati, come due ragazzini,
e lui era davvero un ragazzino , aveva quattro anni meno di me ed era minorenne.
A quel tempo si era maggiorenni a ventuno anni.. lui ne aveva 20.
Il giorno dopo non ci siamo visti e neanche gli altri giorni , così per tutta la settimana.
Avevo pensato fosse uno scherzo quel bacio ,pensavo ad un ripensamento..
Ma il lunedi lo vedo, all'uscita dall'ufficio, mi viene incontro e tutto in un fiato mi dice:
il carnevale è finito.. non è uno scherzo .. io ti amo veramente.
la mia gioia è troppo grande ma non riesco a dire niente lui mi bacia in mezzo alla strada
ed io non sto piu a pensare alla gente , gli butto le braccia nel collo e lo bacio .
Giorni meravigliosi ! ma tutto in segreto.. nessuno doveva sapere , ci avrebbero ostacolati.
ma qualcuno spiava i nostri passi , la cugina vedeva quando mi ritiravo io , e dopo un poco
vedeva lui..e cosi' informo' i suoi genitori.
Io, ero un ostacolo ai suoi studi ..lui doveva laurearsi , era iscritto in agraria, ma avrebbe
voluto seguire un'altra strada.
I suoi genitori decidono di andare al paese per un periodo, lui fa appena in tempo a mandarmi un biglietto tramite una sorella che era dalla nostra parte,
mi spiega che i suoi lo contrastavano che non avremmo potuto vederci ma mi avrebbe scritto , avrebbe dato le lettere ad un amico ed io dovevo indirizzare le mie a lui.
le lettere arrivavano ,tutti i giorni un espresso ed io anche due al giorno. le mie lettere dopo averle lette le nascondeva dietro un capezzale.
il telefono suo padre lo aveva nascosto in un armadio e chiuso a chiave.solo una vota riesce a scappare e venire da me, mentre i suoi genitori andavano in un altro paese per una cresima.
ma il silenzio , la tranquillità desta sospetti .. il padre comincia a cercare e trova le lettere , in una delle lettere legge:tuo padre non potra ostacolare il nostro amore . noi ci ameremo per sempre , e' cattivo con te perchè lui non ha mai amato nella sua vita,
queste parole hanno incrementato ancor più il suo odio per me..voleva vendicarsi..
voleva a tutti i costi che suo figliofacesse quello che voleva lui.. e nei sui programmi io non c'ero .
dopo circa due mesi tornano dal paese , io riesco a vederlo raramente..
Era un giorno come un altro, uno di quei giorni di freddo umido, che entra nelle ossa e ti fa star male,
Avevo dei brividi, ma sapevo che non era per il freddo avevo la sensazione che stesse per
succedere qualcosa, e la notizia non si fece attendere oltre.
Mi affacciai al balcone e non mi fu difficile capire,sotto c'era un camion che caricava mobili,
se ne andavano, traslocavano--
riesce ad uscire , vuole parlarmi ..ed io sento che c'e' qualcosa di strano in lui.
siamo seduti sulla macchina , lui piange ..mi prende la mano e mi sfila l'anello, mi dice:
ci dobbiamo lasciare .. ma io ti amerò sempre .. un giorno tornerò e ti porterò via , quel giorno nessuno potrà
impedirci di amarci.poi mi consegna una cassettina con incise delle canzoni che aveva registrato per me...sono canzoni che ho cantato per te , ascoltale e pensami .un ultimo bacio tra le lacrime ,straziante mentre grido:perchè perchè
ma lui scende dalla macchina e corre senza voltarsi.
Ascolto la sua voce..eternita' la lontananza, mamma mia ..la sua voce mi entra nell'anima ..
La nuova abitazione non è molto distante da casa mia , lo vedo più volte con amici cerco di fermarmi ma lui scappa
poi riesco a bloccarlo.. gli dico che si comporta come un bambino.
e lui... si voglio essere come un bambino non mi cercare piu'.
la verità di questo allontanamento.. una promessa fatta a Dio ..perchè anche la madre stava male
Lui avrebbe rinunciato a me .. purchè non le avesse tolto la madre.
passano diversi mesi..
io ho evitato di vederlo,
non l'ho cercato più.
Un giorno la cugina mi chiama .. è tutta agitata , mi dice:
Mario e' grave, ha avuto un incidente..e' in coma
Non sapevo più cosa fare mi sentivo impazzire , volevo vederlo!
poi anche in una radio locale sento dell'incidente, ha una emorragia interna
ed occorre sangue di gruppo A negativo.
mi presento all'ospedale ..
sua sorella nel vedermi urla che non devodargli il mio sangue..
il medico la prende dalle spalle e le urla che è una pazza
a vietare una persona a dare sangue... suo fratello sta morendo! e lei non vuole? vada via!.
Il mio sangue era di un gruppo diverso..
io non ho potuto fare niente..
durante il periodo che era all'ospedale, in coma , suo padre muore .lui non sa niente.
si risveglia dopo circa un mese , parla, grida si agita ed inveisce contro il padre dicendo: e' colpa tua !!
è colpa tua!!
Io vado a trovarlo, ha gli occhi chiusi, mi avvicino e lo bacio, ma lui gira la faccia dall'altro lato come a scansarsi.
io mormoro : non fa niente ed esco.
Quando si rimette , zoppica un poco..Poi si fa vedere con una ragazza..
il cuore si fa in mille pezzi.aveva cercato un'altra , io non esistevo più per lui.
poi tutto si capovolge.. cerco di non pensare più a lui.. lavoro non ho un minuto libero..
un ragazzo che non aveva mai smesso di togliermi gli occhi di dosso anche mentre ero con Mario .. si fa avanti..
mi affeziono a lui.Strana la vita ..e' nato lo stesso giorno e mese di Mario e come secondo nome .lo stesso secondo nome di Mario. ancora qualcosa di strano...ci fidanziamo nello stesso giorno e mese in cui mi fidanzai con Mario. .come se Dio me lo avesse mandato per farmi dimenticare Mario.. ho tanta voglia di crearmi una famiglia .. di avere tanti figli maschi , una squadra di calcio proprio come diceva Mario..
ho vinto un concorso , sono andata fuori sede .. e stavo veramente formando una squadra di calcio..
Mario.. non l'ho visto più .. dalla cugina ho saputo che vive a Padova, è sposato ,ha dei figli ..si è laureato in medicina e fa il medico ortopedico.
Però mi piacerebbe vederlo, incontrarlo anche se sono passati 43 anni.

Ogni giorno, mi chiedo di cosa ho bisogno e cosa mi manca.
Mi mancano le vecchie emozioni, i vecchi amici, i bei vecchi tempi.
Avevo fretta di crescere, ed ora vorrei tornare bambino.
Vorrei rivivere il primo bacio,il primo amore, riavere le lacrime per piangere, oggi divenute secche dalla freddezza dell’amore. Ogni notte,grazie ai sogni,ho il privilegio di rivivere quei momenti.
La frenesia dell’oggi, uccide come il peggior omicida, tutto ciò che è, o meglio ,era ,stupendo vivere.
Il mio passato, rivissuto la notte, era ricco di sentimenti,bellezze,figure armoniose,e tantissimo senso della famiglia,.
Oggi, solo pronunciare la parola grazie,vieni considerato un debole.
Scrivere poesie,dalle madame odierne, è ritenuto oltraggioso
Caro papà
Sei il mio migliore amico.
Quando parlo con te , mi sento bene,non mi giudichi come fanno la maggior parte dei miei amici.
Dall'alto della tua esperienza,mi aiuti molto.
Quando mi sento solo,tu, con la tua compagnia fai svanire questa sensazione.
Mi hai insegnato a vivere e capire il silenzio.
Nella disperazione, ti avvicini a me,e mi offri la tua amicizia.
Ricordo ancora quando ero preso in giro, e tu con il tuo cuore mi hai difeso a spada tratta.
Ogni giorno ci becchiamo.
Ma gli uomini si amano anche così
Mi chiamo Sara, ho diciassette anni,ma un tempo mi chiamavo Maria Grazia
poi Caterina,cambio sempre nome,ma sono sempre io,che importa il nome,
son subito riconosciuta,dal mio modo di parlare, di scrivere da una foto che è
sempre stata un punto di riferimento nei miei sogni di ragazzina,
una ragazzina cresciuta nella povertà, nella solitudine, cresciuta troppo in fretta.
Ecco vorrei comiinciare con Caterina , anche se il mio primo esordio l'ho
fatto con Maria Grazia.
Piccolo esordio ..pochi amici , nessun post condiviso ..tranne una poesia
di un'amica che mi ha accettata ma che non sapeva nulla della mia esisten-
za.Un'amica come tante...un nome per far numero e niente di più ,per lei,
ma non per me,perchè per me diventerà una mamma, la mamma che non ho
mai conosciuto.
Mia madre, da una relazione extraconiugale rimane incinta,
scoperta, viene cacciata di casa e va a vivere con la sua mamma.
Io nasco dopo 8 mesi,un parto difficile con una ostetrica improvvisata:mia nonna.
Mamma non ce la fa , dopo due giorni di febbre altissima muore ed io piccolo
esserino ancora fragile resto alle cure della nonna ed allattata da una vicina di
casa:Angela.
Cresco,si cresco di stenti perchè per vivere la nonna vende erbe mediche che
lei stessa raccoglie in campagna.
La chiamavano strega ma io volevo bene a quella donna che , anche con la
sua rudezza mi aveva fatta nascere, ma un sorriso da quel volto io non l'avevo
mai visto,una carezza mai avuta e il giorno ero sempre sola a fantasticare.io non
giocavo con gli altri bambini, nessuno faceva avvicinare i propri figli a giocare con me.
io, ero la figlia della strega, eppure era mia nonna.non so perche' tutti mi chiamavano cosi'.
Ogni tanto Angela passava, mi portava una caramella, un pezzo di pane ma era sempre
di corsa,aveva tanto lavoro da fare ,ma a me bastava quella presenza,il suo sorriso
dolce, ecco era lei che avrei voluto per mamma.
Quando mia nonna girava per il bosco, io uscivo dalla mia tana, prendevo un pò
d'aria,mi fermavo a guardare gli altri bambini che giocavano,
ricordo ancora come saltavano su una gamba su quei segni fatti nella strada
con il carbone, io non giocavo, me ne stavo nascosta perche se mi vedevano
mi tiravano dei sassi.
Che brutti ricordi!
Ora , sono in una stanza , quattro letti , due armadi un tavolino e quattro sedie.
Le pareti sono tutte bianche , niente nelle pareti. solo uno specchio e un picco-
lo lavandino.
Una finestra da su un viale alberato, qualche fiore selvatico si intra-
vede tra quell'ammasso di erbe che noi stesse, io e tutti gli abitanti di questi al-
loggi dobbiamo estirpare.-
Un pizzico di cielo, il chiarore della luna da un'immagine spettrale,ma forse
siamo anche noi solo degli spettri, anime che vagano da una stanza all'altra,in
un letto dove si può solo morire, senza una parola buona, senza una carezza,
dove il dolore, l'astinenza ha solo un nome:morte.ed io mi trovo qui ,ho solo
sedici anni.
Sono magra, capelli lunghi lisci e neri, sopraciglia molto folte e ciglia lunghis-
sime , due occhi grandi e neri , la mia pelle è scura, sembro una pera cotta,
cosi' mi chiamava la mia nonna.
Sono su questo letto, fa caldo, mi tolgo la camiciola che mi copre a stento,tol-
go lo slip, sono nuda.anche le altre ragazze con me nella stanza sono nude.
Certo.a guardarci..potremmo contare le ossa del nostro corpo.
Abbiamo un computer ma abbiamo solo poche ore a disposizione,, qualcuno ha una chiavetta
anche io ce l'ho, me l'ha portata mia zia durante una visita , ma devo tenerla di
nascosto, a volte ci alterniamo , io Caterina su internet faccio amicizia con dei
ragazzi, mi fanno proposte vogliono vedermi in cam .. io rido rimando cerco del-
le scuse , ma l'idea non mi dispiace , mi mostro .
Anche loro si mostrano ma il
viso , lo copro . non voglio farmi vedere..
Loro mi chiedono di toccarmi, si eccitano ed a me quel gioco piace, è l'unico
divertimento che possiamo concederci dopo una giornata di lavoro, a cucinare
lavare corridoi e stanze.
La televisione ci viene concessa solo per qualche ora , la sera, ma come si fa a
passare la notte?diventa interminabile, troppi pensieri , tutti brutti e quando
il sonno mi fa chiudere gli occhi , ho incubi.
Nel palazzo adiacente al nostro c'è il reparto maschile, uno scherzetto scaval-
care la finestra per venirci a trovare , io ho il mio ragazzo fisso , si chiama Giu-
seppe , ma anche se dovesse entrare un altro ragazzo per me è lo stesso.
Qualche ragazza sta di guardia, altre stanno a guardare poi, anche loro si diver-
tiranno e noi faremo la guardia.
Mi piace descrivere quello che faccio e al computer chiamo qualche amico o
amica, qualcuno mi prende per pazza, qualcuno mi insulta, ma io la prego di
non chiudere.
Durante questo chattare, una persona mi colpisce con il suo modo di scrivere,
condvido quello che trasmette lei a sua insaputa ,poi la chiamo.
Lei , forse attirata dal mio modo di scrivere entra nel mio profilo e qui vede le
sue poesie, i suoi link , mi chiede perchè ed io : mi piaciono ..gando le meti è
come se le meti per me.
qui cominciano le domande.. chi sei? dove sei? di dove sei? ed io parlo, a trat-
ti perchè devo chiudere, perchè c'e' il pericolo che mi scoprano, poi ho qualche
crisi, non riesco a scrivere, non riesco a vedere, frasi senza senso,poi silenzio
Caterina! Caterina! cosa dici? non capisco.. rispondi !
ma nessuna risposta.
Il giorno dopo sono di nuovo al computer , con me c'e' Giuseppe ,la chiamo,
le dico cosa sto facendo con Giuseppe e lei mi tratta male mi dice che non le
interessa, mi vuole cancellare,ed io mi sento perduta, senza di lei non ho la for-
za di lottare, e lei non lo fa.
Poi faccio amicizia con il marito, lui mi tratta come una figlia, mi dice che devo
comportarmi bene che devo curarmi e devo avere pazienza, che prima o dopo
usciro' dalla comunità e farò una vita normale., ma io non ci credo , io non
potrò mai essere come una persona normale . sono una drogata, nessuno
potrà fidarsi di me.
Fa caldo! quanto desidererei mangiare un gelato!
la mia mamma ora mi risponde , mi dice che se starò bene vorrà vedermi ed
il gelato me lo farà mangiare lei.
Si vuole vedermi ed io per un attimo mi illudo che questo possa essere vero.
andare da lei .. no, non ci posso pensare , sarebbe troppo bello
Io stare bene...fare una vita normale, ma dove? dalla mia mamma? no
lei si vergognerebbe di me..una drogata ..come mi potrebbe presentare ai suoi
figli?ma lei dice che non ci devo pensare, poi si vedrà , abbi fede mi dice,
ed io non ci penso, no , non voglio pensarci , ma poi penso , come faccio a
non pensarci ? io non ho mai avuto una vita, mia madre mi ha messa al mondo
ma io non sono mai vissuta.
la mia vita io l'ho persa in un mattino di pioggia,ero uscita dalla scuola , facevo
la quinta elementare e stavo tornando a casa.
Un ragazzino mi ha seguita , mi ha detto che voleva giocare ed io non avevo mai
giocato,l'ho guardato con occhi sbarrati e gli ho detto : davvero?
si vieni andiamo laggiù dietro quel cespuglio.ed io andai.
Ma il gioco non fu più un gioco, dal cespuglio spuntarono altri quattro ragazzini,
mi strapparono le vesti di dosso, poi uno per volta furono sopra di me.
sentii un gran dolore , poi svenni.
quando mi risvegliai ero tutta sporca ,avevo sangue dappertutto,
cercai di togliermi quel sangue ad una fontanella, mi rivestii e
tornai a casa
Mia nonna come al solito era in campagna a raccogliere erbe,nessuno seppe
niente dii quello che mi era successo, ma io ora guardavo il mio corpo con
occhi diversi, sentivo che non ero più la stessa di prima , mi sentivo più gran-
de ed anche il non parlare con nessuno mi faceva sentire una piccola donna.
Avevo undici anni ora, il mio corpo cambiava, avevo già formato il seno, un ri-
volo di sangue che scorreva era la prova che non ero più una bambina e for-
se solo ora mia nonna si accorgeva che ero cresciuta.
Anche lei ora non era più la strega di una volta, non andava più tutti i giorni
nei boschi a cercare le sue erbe, di erbe ne crescevano anche intorno alla casa
e usava anche quelle per ii suoi filtri magici a cui la gente credeva,
Un odore acre era per la stanza sporca , piena di polvere e ragnatele, ma mia
nonna non vedeva più bene e si muoveva a stenti ed io ero troppo intenta nei
mieii sogni di ragazzina , a guardarmi in quel pezzo di specchio mezzo rot
to.Guardavo il mio corpo che si trasformava, mi eccitavo al solo sfiorarmi, senti-
vo il bisogno di qualcosa ma non sapevo cosa
Un ragazzo che non avevo mai visto un giorno mi segui',quando imboccai la strada
per il bosco, mi blocco' e cominciò a guardarmi mi disse che ero bella , che era da un pò
che mi osservava, era un bel ragazzo , e all'improvviso cominciò a baciarmi.
Baci , io non ne avevo mai avuti , ero felice!
mi disse di andare con lui , voleva vivere con me ed io, non me lo feci ripetere due volte.
Avevo 11 anni, lui 15.
Dove andammo? ai limiti del bosco c'era una barracca, fu quella la nostra casa, il nostro
letto : un pò di paglia.
il giorno andavamo al mercato, rubavamo delle mele , un po' di pane, poi lui spariva ed
io restavo sola ed avevo paura, paura dei rumori, del verso dei gufi , dei topi e ce ne erano
di parecchi, poi tornava ma non mi diceva mai dove era stato e se domandavo urlava o mi
arrivava uno schiaffo.
Un giorno dopo il mio girovagare per il mercato, tornai senza aver portato un tozzo
di pane , lui era ubriaco, puzzava .Mi prese a calci e pugni nella pancia, in faccia,
nella schiena.
Sentivo un gran dolore alla pancia ,poi mi vidi il sangue scorrere tra le gambe,
io ero incinta e non lo sapevo.
Non mi portò neanche all'ospedale , tornai da mia nonna, fu lei ad aiutarmi a
non morire ma io ero morta già dentro, lui aveva ucciso il mio bambino, io non
l'avrei mai visto nascere e questo causò in me una strana malattia, , una voglia
di essere posseduta, una voglia di fare esperienze sempre nuove e dietro l'angolo
l'esperienza mi attendeva
Mi illusero che avrei provato nuove sensazioni, che avrei trovato il paradiso ed io
provai.
Si mi sentivo rinascere, ero allegra, facevo delle cose strane ma poi dimenticavo
tutto, mi sentivo la testa vuota,poi ancora il desiderio di provare, di rifarlo e cerca-
vo ma dovevo pagare
Rubai a mia nonna i suoi piccoli risparmi, una catenina con un medaglione
che ritraeva la foto di mia madre. conservai la foto e vendetti la collanina ed il
medaglione per una sola bustina, non sapevo più che fare,capivo che facevo
del male a mia nonna ma non avevo altra soluzione, ne avevo bisogno.
Avevo delle crisi non vedevo più , tremavo, avevo le convulsioni, la schiuma
mi usciva dalla bocca e fu cosi' che mi videro in un angolo della strada e mi
portarono all'ospedale.Qui cominciò la mia odissea, io non avevo più la mia bustina miracolosa,gridavo
mi sbattevo la testa al muro, dicevo parole incomprensibili e volevo il mio bambi-
no.
Fu durante una di queste crisi che raccontai alla mia mamma adottiva del mio bam-
bino, bestemmiai perchè Dio me lo aveva tolto e lei mi disse che non dovevo
piangere perchè io avrei perso ugualmente il bambino, se non fosse morto me lo
avrebbero tolto , l'avrebbero affidato ad una famiglia ed io non l'avrei piu' visto.
questo mi imbestiali' le dissi che era cattiva,scrissi parole incomprensibili poi più nulla,
Caterina scompare.
Al computer risponde un'amica di stanza :Sara
Sara dice che Caterina ha avuto una crisi e la colpa è stata causata per aver nominato il suo bambino.
Caterina è stata portata all'ospedale ma ha lasciato una lettera per la sua mamma .Il giorno dopo comu-
nica con un breve messaggio che Caterina è morta .. era piena di metastasi .Una zia venuta dalla Germa-
nia per il funerale prende il posto di Caterina nel suo account ma la foto ritrae una signora sui cinquant'an-
ni dice che la chiavetta del pc l'aveva regalata lei a Caterina ma ora la lascia a Sara perchè lei vuole conti-
nuare a parlare e chattare con me.la lettera non è mai arrivata..Strano, anche la zia di Caterina parla allo stesso modo,
stessi errori .. e poi una presenza strana tra le sue amicizie..si nomina la mafia, il patrino.. un titolare di casse funebri.
.personaggi che ritorna-
no anche nell'account di Sara.Alle varie domande , nessuna risposta, e poi: sta chiedendo troppo, poi la Cate-
rina zia scompare.. ed al suo posto c'e' Sara.. stessa foto di Caterina.
Quando la mamma telefona al parroco e chiede del funerale, le viene risposto che non è morta nessuna ra-
gazza, solo una vecchietta di 90 anni.Allora si sente presa in giro, scrive un messaggio su quell'account e riferisce quello
che aveva scoperto.
Rispondo io:Sara
dico che non doveva indagare , che fa troppe domande Caterina è morta davvero anche se non ora, ma è
una storia vera.
<<Io mi trovo in una comunità , ed ho creato questa storia solo per passare un po' di tempo.
Io , sono Sara ho diciassette anni, devo fare ancora un anno poi uscirò o se vorrò potrò restare ancora,
ma dove vado? Da mia nonna? Mio padre non vuol saperne di me, lui ha la sua famiglia non vuole drogati
tra i piedi.
Ho trovato mio padre su internet ma non voglio farmi riconoscere, per lui, anche se muoio non importa
io sono già morta per lui.
<<Da mia nonna a fare cosa? Mia nonna non ha più casa è in un ospizio ed io , dove andrò? Qui sono in
compagnia, ma devo stare attenta alla prima punizione mi sbattono a Napoli e da li usciro' forse solo morta,
difficile superare , difficile resistere.
Giuseppe è stato punito, lo hanno sorpreso con il cellulare ed ora è a Napoli, se in vacanza andremo a Napoli
forse lo vedrò, ma intanto ho altri ragazzi che entrano la sera e ci divertiamo.. il tempo passa.
-Io scrivo sempre alla mia mamma adottiva e lei si è affezionata a me.come potrete constatare , Caterina e Sara
stessa identità , stessa storia..ma è la mia storia. Io sono Caterina , io sono Sara io sono ancora viva ma per quanto?
La mia mamma vorrebbe vedermi, quando andremo in vacanza passerò con il pullman dalla sua città,forse
la vedrò, ma lei no ..non dovrà vedermi, ho troppo vergogna di farmi vedere da lei.
la mia mamma ha scritto una poesia per me ed io l'ho messa sulla mia bacheca,
Per un po' non c'e' più corrispondenza tra di noi , passa qualche mese prima che io torni a scrivere.
Dico che sono uscita dalla comunità , sto con un uomo molto più grande di me...
il mio uomo è lo stesso che appare nell'account come gestore di un'impresa funeraria.
Spesso sono sola, lui scompare per giorni interi ed io non ho neanche un pezzo di pane ,poi lui torna
e mi fa fare un lavoro che gli farà guadagnare molti soldi.
La sera si collega con altri uomini e donne, mi fa spogliare, si spoglia anche lui e ci mostriamo.
Mi fa dei filmini in posizioni oscene, mentre faccio l'amore con lui e questi filmini poi
li manda alle persone e loro glieli pagano.
Il mio viso non viene mostrato, ho sempre un fazzoletto che mi copre.
Scrivo anche al mo papà , dico che lo voglio vedere , ho il contatto del mio amico
e glielo do ,mi piacerebbe avere un rapporto con lui , lui mi rimprovera accetta
il mio contatto ma quando apre vede me che abbasso le mutande.
Richiude immediatamente e mi insulta , poi chiama sua moglie ed anche lei mi insulta,
non vogliono più saperne di me.. io reagisco male dico che è invidiosa di me.. che lei è
vecchia ed io sono giovane.
Lei mi cancella e lui pure ma prima lasciano un messaggio.. non dovevo piu' contattarli
per loro ero già morta.
Sono passati tanti mesi il mio account e' fermo, non ho più scritto niente .. resta solo
la poesia che era stata scritta per me, quella non l'ho cancellata..
Ora sono sempre Sara , ma con un cognome diverso.. chiedo l'amicizia alla mia mamma,
e lei accetta.. evidentemente non ha guardato nella mia bacheca.
Le mando un saluto in chat ...ciao
e lei risponde.. ciao
poi : cando scrivi una poesia mi la mandi?
-E' il mio modo di parlare e lei subito capisce. Mi assalta....
non posso mentire .. le dico che non sto più con il mio amico , dopo una crisi d'astinenza
sono stata all'ospedale dove tra l'altro mi hanno riscontrato delle cisti alle ovaie,ho sempre emorragie.
Sono tornata in comunità, è l'unico posto dove potevo andare, è questa la mia casa,
ora ho diciotto anni.Quando uscirò? Non lo so spero che Dio mi prenda con se, sto sempre
molto male.
La mia mamma mi ha perdonata ora mi scrive, mi ha dedicata un'altra poesia, mi dice che devo avere fede ,
che guarirò ed un giorno potrò vederla, dice che ci penserà lei a me,ma riuscirò a vivere?
Ci sarà un angolo di terra anche per me?
Il cielo accoglie tutti anche una piccola drogata come me.
Lassù troverò il mio Angelo, il mio bambino mai nato,
la poesia è come l'altra sulla mia bacheca.

Una bufera di neve nella contea di Wolsburg, una notte di Dicembre,un triste Natale per Sharon,rimasta sola al mondodopo l'incidente automobilistico in cui avevano perso la vita i suoi genitori.Era rimasta sola in quella casa ,troppo grande, troppe spesee lei non poteva affrontarle con le sue traduzioni ,così' era andata a vivere nella casa della nonna .. una casa vecchia fredda ,umida .ma era la sola cosa che possedeva.Nel pomeriggio era stata in libreria a scegliere dei libri , dei romanzi d'amore,qualche giallo,qualcuno fantasy, una bella collezione per le serate insonni.Da quando erano morti i suo genitori non era più riuscita a dormire.Tra i libri scelti , uno aveva attratto la sua attenzione,la sua copertina ritraeva uno scenario lugubre, un pipistrello volteggiava attorno ad una donna bruna con i capelli lunghi e ricci, quella donna le somigliava molto anche se non riusciva a vederne il viso.Quella copertina l'aveva attratta, come se una forza arcana l'avesse spinta a scegliere quel libro, ed ora era lì adagiato sul comodino.Lo prende,ne legge poche righe, gli occhi le bruciano ,la lettura di quei righi la stanca come se quella carta color avorio, opaca emanasse un calore , stenta a leggere sente dei brividi ma la carta nelle sue mani scotta.. come se volesse prendere fuoco.
Era una sera fredda, neanche la stufa riusciva a riscaldarla , la persiana sbatteva,ma lei non aveva la forza di alzarsi perchiuderla, si sentiva bloccata , sentiva degli scricchiolii, un lupo che ululava ,sentiva un respiro, una presenza, che la terrorizzava.
Ad un tratto la finestra si spalanca ed una luce rischiara la stanza,Sharon è impietrita dallo spavento.La luce si avvicina,si sente sollevare dal letto ,non sente calore umano,vorrebbe gridare ma non riesce ad emettere alcun suono,vorrebbe fuggire, ma le sue gambe sono immobili, sta volando,....solca i monti ammantati di neve, ma non ha freddo, non sta sognando,i suoi occhi sono aperti.Le ore passano,il volo di Sharon finisce davanti ad un castello.attraversa un ponte levatoio e una grande porta di ferro si spalanca al suo passare.Sharon entra in un gran salone, alle pareti immensi specchi, la sua immagine viene proiettata 30 .40 volte, si sente imprigionata dalla sua stessa immagine.cerca di uscire da quella stanza ma non trova più la via di uscita , tocca quegli specchi nella speranza di trovare qualcosa che si sposti, ma niente.poi si guarda intorno,ci sono degli animali,la testa di un cervo su un tavolino,su un'asse un pipistrello,sembra vero con quegli occhi che si muovono. emanano calore, ed ecco, solleva le ali, diventa enorme.Sharon vuole scappare ma se lo vede addosso come se volsse abbracciarla, la copre con le sue ali nere poi gli rtigli prendono forma,il becco si modella il suo corpo si trasforma, diventa un uomo.Un uomo bellissimo è davanti a lei.Sharon non riesce a dire nulla è lui a parlare." benvenuta Sharon è tanto che ti aspettavo ti ho cercata per tanti anni ed ora ti ho trovata ,ora sarai mia per sempre.Sharon ora aveva paura pensava di aver a che fare con un pazzo, ma si sentiva stanca, senza forze, all'mprovviso la luce del giorno illumina la stanzaed il giovane uomo sparisce tra gli specchi.Un respiro di sollievo,poi si adagia su un tappeto e chiude glli occhi.Il suo sonno dura parecchie ore,ed al suo risveglio, ha accanto un tavolino con tanto cibo, mangia con avidità , della frutta,beve dell'acqua .Nella stanza c'e' un letto con una coperta di raso rosso , le finestre hanno delle tende di velluto rosso, anche i tappeti sono rossi e rossa è la tovaglia sul tavolino ..i bicchieri a calice anch'essi rosso con un bordo dorato.Sharon non sa l'orario , nessun orologio nella stanza , non sa che giorno è.. nessun calendario.Nessun rumore all'esterno della finestra, riesce a vedere solo il verde delle piante , un fitto bosco , nessuna casa attorno, nessun animale , niente di umano.Ora pensava alla sua casetta, ai suoi libri, a Mirko il suo ragazzo che sicuramente l'avrà cercata, forse mai come in quel momento ha sentito la sua mancanza, sente che le lacrime arrivavano sul tappeto, vorrebbe scappare da quel posto ma si sente chiusa in gabbia.Le ore passano,, nessun rumore , e si fa sera.Dagli specchi , come se fosse un fantasma , appare il pipistrello,Le sue grandi ali nere diventano braccia,il suo viso diventa umano, un viso bellissimo con grandi occhi azzurri tristi..ed ecco...la sua voce sembra venire da un luogo lontano, Sharon rabbrividisce, sente un freddo nel suo corpo , è pallida si sente mancare. Hulderich parla:vivevo con mia moglie Elisabeth, eravamo felici.
Alla festa del nostro venticinquesimo anno di matrimonio , un principe si presentò senza essere invitato ,non so quale diavoleria bevvi quel giorno , non fui più cosciente... mia moglie ballò tutta la sera con lui , si appartarono nella saletta .. fu sua.. la mattina dopo il principe era scomparso, Elisabeth stette male , chiamai tanti medici. e solo uno scopri che sul collo c'era un livido , con dei segni , si dei segni lasciati da denti.mia moglie era stata morsa da un vampiro.. Fu durante una notte che mia moglie si alzò dal letto sembrava in delirio, non capivo cosa diceva.. cercò di uscire dalla finestra ma io la trattenni e lei nel divincolarsi, mi morse ..alla vista del sangue si buttò sul mio collo come un lupo famelico.. io svenni ..al mio risveglio.. io ero come lei ,un vampiro ...Nella contea le vittime si facevano numerose e tutti cercavano di stare attenti si chiudevano nelle case, ma un giorno entrammo in una casa dal camino ..un ragazzo stava affilando un coltello e quando Elisabeth si gettò su di lui per morderlo , lui le pantò il coltello nel cuore.Io raccolsi il corpo di mia moglie sbattendo l'uomo contro il muro e fuggiii sotto le sembianze di un pipistrello.Portai Elisabeth in questo castello , chiamai i medici ma per Elisabeth non c'era più niente da fare.Un vampiro mi disse che sarei vissuto a lungo, ma al centunesimo anno di età sarei morto se non avessi trovato una donna identica ad Elisabeth ed Elisabeth sarebbe tornata in vita .Ho cercato per anni una donna che le somigliasse, ora mi resta poco da vivere ma ho trovato te, sarai tu la donna che mi restituirà Elisabeth,sarai tu a ridarle la vita e insieme vivremo ancora per secoli e secoli.Avrai il tempo di sette lune piene , dovrai innamorarti di me, io verrò tutte le sere e resterò con te tutta la notte. Non ti toccherò , non ti bacerò, non ti morderò non devi temere,, alle prime luci dell'alba sparirò.Sharon ora è terrorizzata ..sa che non sarebbe uscita viva da quella casa , capisce che il suo sangue sarebbe servito per dare la vita ad Elisabeth e doveva escogitare un sistema per scappare ma non sapeva come.I giorni passavano lenti,monotoni , .non sa come poter fuggire da quel luogo maledetto.ed a sera.. solo le candele illuminano la stanza ,niente luci alle pareti, solo specchi e dagli specchi appare Hulderich .deve esserci qualcosa , qualche pulsante per poter aprire . Tocca minuziosamente ogni angolo, centimetro per centimetro.. e sul lato esterno trova un piccolo rigonfiamento.schiaccia ed ecco che improvvisamente lo specchio si sposta...ma è sera... Hulderich fra poco sarà nella stanza.... deve rimandare ... Ora si sente più serena ..troverà la via di uscita , tornerà a casa .... ed eccolo, appena in tempo , a richiudere lo specchio ..ed adagiarsi sul lettoHulderich è davanti a lei..la guarda , sembra scrutarla, sembra leggerle negli occhi ..
poi contrariamente alle altre volte, esce..sparendo tra gli specchi.. Sharon vorrebbe aprire di nuovo vedere dove porta il passaggio.. ma cerca di avere pazienza .. deve rimandare alle prime luci dell'alba..deve stare sveglia ..non deve addormentarsi... e passano le ore...la luce entra nella stanza .. Adagio , ricomincia a toccare lo specchio...ecco il sollevamento...schiaccia ..e lo specchio si sposta ..Ora finalmente potrà uscire , passa attraverso uno stretto corridoio.. arriva in una stanza piena di armature.. alle pareti ci sono dei pugnali di diverse grandezze... ne stacca uno...il più affilato e lo nasconde nello stivaletto.. Attraversa stanze e poi corridoi lunghissimi ..ed arriva in una stanza ..in ogni angolo ci sono armature..ed uccelli imbalsamati...pipistrelli ..teschi..rabbrividisce..quando al centro della stanza vede una cassa ...il coperchio è aperto.... ed al centro c'e' una donna ...bellissima ...sembra dormire...è proprio identica a lei... è Elisabeth... fa un balzo... urta in un teschio... e qualcosa si muove... E' Hulderich... sbucato da una tenda.... Ha in volto l'espressione del diavolo ..
<< maledetta! non dovevi entrare in questa stanza ! doveva essere tutto alla settima luna piena , ora dovrò ucciderti e dovrò trovare un'altra donna identica ad Elisabeth!
fa per avvicinarsi a Sharon ma lei estrae il pugnale e glielo conficca nel cuore..
Elisabeth dalla cassa ha un sobbalzo, sembra si stia alzando ma Sharon rapida conficca nel cuore il pugnale anche a lei ed il suo corpo comincia a sgretolarsi, si sgretola anche il corpo di Hulderich emettendo un puzzo infernale e fumo:
Sharon scappa ..mentre il castello comincia a crollare..
e si ritrova su una strada..tante macchine passano veloci, fa segno, agita le braccia e una macchina si ferma.
Sharon ritorna alla realtà alla sua piccola casa..a Mirko che l'aspettava preoccupato.
Non ricorda più cosa è successo, dice di essere uscita , non sa dove è andata:
Ha fatto solo un sogno, un brutto sogno ma ora l'incubo è finito:
Sul comodino, nella sua stanza ci sono tutti i libri presi in libreria, ne manca solo uno: le ali del pipistrello
su un vassoio:la cenere di alcuni fogli bruciati.
<maledetta,non ..="" ....ha="" ..tante="" :="" a="" ad="" agostino="" alcuni="" ali="" alla="" altra="" alzando...ma="" anche="" andata="" aspettava="" avvicinarsi="" br="" braccia="" brutto="" casa...="" cassa="" castello="" cenere="" che="" ci="" coltello="" comincia="" conficca="" corpo="" cosa="" crollare="" cuore="" dalla="" del="" di="" dice="" donna="" dove="" doveva="" dovevi="" e="" ed="" elisabeth="" emettendo="" entrare="" essere="" estrae="" fa="" fatto="" finito="" finito.sul="" fogli="" glielo="" ha="" hulderich="" i="" il="" in="" incubo="" infernale="" la="" le="" lei="" libreria="" libri="" luna="" ma="" macchina="" macchine="" manca="" mentre="" mirko="" ne="" nel="" nella="" non="" ora="" p="" passano="" per="" piccola="" pipistrello..su="" preoccupato--ora="" presi="" pugnale="" puzzo="" questa="" rapida="" ricorda="" ritorna="" ritrova="" rosy="" sa="" scappa="" scrivere="" segno...solleva="" sembra="" settima="" sgretola="" sgretolarsi="" sharon="" si="" simile="" sobbalzo="" sogno="" sogno.....ma="" sollievo="" solo="" sono="" sospiro.="" stanza="" stia="" strada="" style="margin: 0px; font-size: 10.909090995788574px; line-height: 16.5px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif;" su="" sua="" successo...="" suo="" trovare="" tutti="" tutto="" ucciderti="" un="" una="" uno:le="" uscita...="" vassoio="" veloci...="">

(lettera inviata nel 1854 dal Capo degli Indiani d’America al Comandante delle Forze americane di Washington )
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| Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell'aria o dello scintillio dell'acqua: come potete comprarli da noi? E poi, sai che gli alberi parlano ? Sì parlano. Parlano l'un con l'altro, e parlano a te, se li stai ad ascoltare. Ma gli uomini bianchi non ascoltano. Non hanno mai pensato che valga la pena di ascoltare noi Indiani, e temo che non ascolteranno nemmeno le altre voci della natura. Io stesso ho imparato molto dagli alberi: talvolta qualcosa sul tempo, talvolta qualcosa sugli animali, talvolta qualcosa sul Grande Spirito. Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell'uomo. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Le piante sono nostre sorelle. Il cervo, il cavallo e l'aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l'uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia. Perciò: quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto…. Noi sappiamo che l’uomo bianco non comprende il nostro modo di pensare. Per lui una parte della terra è uguale all’altra, perché egli è come uno straniero che irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra quel che più gli conviene. Come tutto ciò può essere comprato, sfruttato, venduto come si fa con le pecore o con le pietre preziose? La sua ingordigia divorerà tutta la terra ed a lui non resterà che il deserto. Non c’è un posto tranquillo nelle città dell’uomo bianco. Non esiste in esse un luogo ove sia dato percepire lo schiudersi delle gemme a primavera o ascoltare il fruscio delle foglie dell’albero o le ali di un insetto. Ma forse ciò avviene perché io sono un selvaggio e non posso comprendere…. L’indiano preferisce il suono dolce del vento che si slancia come una freccia sulla superficie dello stagno, e l’odore del vento stesso reso terso dalla pioggia meridiana o profumata del pino, dall’abete…. Cosa sarebbe l’uomo se tutti gli animali sparissero? Se tutte le piante sparissero?... Affinché i vostri figli rispettino questa terra, insegnate loro ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra è la madre di tutti noi. Tutto ciò che di buono accade alla terra, accade anche ai figli della terra. Se gli uomini sputassero sulla terra sputerebbero su se stessi. Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all’uomo ma è l’uomo che appartiene alla terra; anche per lui è preziosa ed il recar danno alla terra è come disprezzare il suo Creatore. Noi la amiamo come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così se noi ve la vendessimo, amatela come l'abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama… Se continuerete a contaminare i giacigli dei vostri focolari, una notte vi ritroverete soffocati dai vostri stessi rifiuti…. Per un disegno particolare del fato siete giunti a questa terra e ne siete divenuti i dominatori, così come ci avete soggiogati. Questo destino è per noi un mistero, perché non riusciamo più a comprendere quando i bisonti vengono tutti massacrati, i cavalli selvaggi domati, gli anfratti più segreti delle foreste invasi dagli uomini, quando la vista delle colline non sarà più quella di fiorenti alberi ormai abbattuti dalle vostre scuri…. Dov’è finito il bosco? Scomparso. Dov’è finita l’aquila? Scomparsa. E’ la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza…" |
