Ho passato la gioventù a studiare. I libri mi piacevano, tanto quanto il cibo. A scuola ero bravissima, la classica secchiona. Tutte le altre ragazze uscivano, avevano fidanzati, io non socializzavo ero molto introversa. Non ero brutta, ma nemmeno particolarmente bella. I ragazzi non mi filavano, le ragazze mi prendevano in giro. Io avevo i libri, con loro ero al sicuro.
Mi sono diplomata con il massimo dei voti, mentre le altre ragazze avevano voti inferiori, ma qualche fidanzato alle spalle. Facevo finta di niente, ma era un problema. Avrei voluto anch’io un ragazzo, avrei voluto anch’io fare sesso,ma  ero un orso e poco considerata.
L’ambiente universitario era decisamente stimolante e le ore passate in quella sede erano le mie ore migliori. Avrei voluto rimanerci come ricercatrice.
Ero al secondo anno e un giorno in mensa, mentre pranzavo con due compagne di corso è arrivato lui.
Ogni volta che ritorno  a quel momento mi si ferma il cuore e tutte le volte penso che sarebbe stato meglio se non l’avessi mai incontrato.
Era un amico delle ragazze che erano con me.  Dopo le presentazioni  lui ha cominciato a parlare di un argomento di studio che io conoscevo bene, anzi benissimo. Dialogare con lui mi è risultato molto normale e dalle risposte capivo che era un mio simile, non particolarmente bello, secchione.
Per motivi di studio abbiamo cominciato a frequentarci,  lui era all’ultimo anno. Stavo frequentando un uomo, non mi sembrava vero!
Un giorno mi ha invitata nelle sua camera. "Devo andare", pensavo, vuoi vedere che è la volta buona. Non era un bel pensiero, ma per me era importante uscire dal ghetto delle secchioni vergini.
Arrivata a casa sua ho iniziato a sudare, lui invece anche se apparteneva alla mia “razza” era tranquillo.
"Chissà se  anche lui è vergine?", Pensavo ... che pensiero, ma era più forte di me.
Mi sono seduta sul suo letto, lui vicino a me. Quando mi ha abbracciata probabilmente mi sono irrigidita, lui molto gentilmente mi ha detto: “Calma non ho mai mangiato nessuno” . Ho riso mentre le sue labbra si posavano sulle mie. "Ma io non sono capace di baciare", ho pensato.  Come se mi avesse letto nel pensiero: “Calma è tutto sotto controllo …. pensa al mare”, disse lui tranquillo. Ha funzionato perché sono riuscita a baciarlo.
Quando la sua mano è arrivata tra le mie gambe e il suo dito ha cercato di entrare dentro di me ho sentito dolore. "Cos’hai?", disse lui preoccupato.  "Tranquilla, se vuoi usciamo, andiamo a cena fuori?" Continuò con molto affetto. "Che carino", ho pensato,non ce l’ho più fatta e ho pianto. Un pianto liberatorio.  Forse in quel suo tenero abbraccio senza parole ho capito che lo amavo e che solo lui avrebbe potuto accompagnarmi durante la vita.
Non ci siamo più lasciati. Giorno e notte assieme. Ora avevo i libri e lui. Lui aveva i libri e me.
Quando si è laureato abbiamo fatto una bella festa io e lui. Eravamo due asociali, intelligenti,ma asociali.
Chissà perché per i secchioni- pienivoti  è così difficile trovare lavoro. Dopo varie ricerche una sera mi ha detto: “ Vado in Svezia  per un anno è un master che mi potrà servire per il lavoro”.
"Un anno vola, ti aspetterò", ho detto sorridendo. "Anche il lavoro sarà in Svezia", mi ha detto abbassando lo sguardo.
"Vieni con me sposiamoci ci faremo una vita nuova in Svezia.", disse lui tutto in un fiato. "Ma io devo finire gli studi ho ancora due anni", ho detto tra le lacrime. "Lascia tutto e vieni con me", mi ha risposto calmo.
Non ho dormito quella notte.  "Finisco gli studi poi lo raggiungo", è stata la decisione che ho preso mentre facevo colazione.
L’addio è stato straziante. Due anni sono un tempo breve e infinito. Mentre l’aereo decollava io ero in bagno a vomitare.
Per un anno assidue telefonate, chat, videochiamate, poi più niente.
Mi sono laureata.  Ho conosciuto un altro ragazzo. Per non morire di solitudine ho iniziato a frequentarlo, non lo amavo. Lui sì, il suo amore bastava per tutti e due.
Una sera una telefonata. "Ciao, sono io  andiamo a cena ti devo parlare". Così, lui torna dalla Svezia dopo un anno che non si fa sentire e mi invita a cena, io ho accettato. Morivo dalla voglia di vederlo.
Lo amavo ancora più di prima. "Tieni il mio biglietto da visita", mi ha detto prima di lasciarmi. "Il lavoro che ho mi permette di mantenerti e farti fare una bella vita. Se decidi vieni in Svezia, ti sposo, lascia tutto", disse lui deciso.  "Perché sei sparito per un anno?", risposi imbarazzata. "Problemi con il lavoro", mi ha risposto. "Ora è tutto a posto. Aspetto una tua telefonata".
Mentre l’auto si allontanava, guardavo il biglietto da visita. L’ho messo nella mia inseparabile borsetta.
Non l’ho più sentito e dopo ancora un anno mi sono sposata. Un matrimonio senza amore, forse nella vita ci si innamora una volta sola, forse io sono strana.
Il giorno delle nozze  dopo il pranzo mia madre mi chiama: “Tesoro la tua borsetta è rimasta in macchina da noi”." Grazie mamma dammela ho dentro i fazzoletti  mi  servono", ho detto.
Ho messo la mano dentro, cercavo i fazzoletti  ho sentito un biglietto. L’ho preso, l’ho letto.
Era il suo biglietto da visita. Ad un tratto tutto quello che era nascosto in un angolo della mia anima è esploso. Lui è ritornato prepotente dentro di me. Un dolore mai percepito mi ha accoltellata. Ora è tardi, troppo tardi.
Le lacrime scendevano senza pietà per la festosa circostanza. "Cos’hai?" Mi ha chiesto mio marito." Non hai pianto sull’altare piangi ora?"  "Mi sono dimenticata … devo fare una telefonata. Un parente in America.. ho promesso che avrei chiamato", dissi tra le lacrime." Non è il caso di piangere, forse sei un po’ stanca", premuroso mio marito mi ha passato il mio telefonino. "Vado fuori c’è meno rumore",  gli ho detto.
In  giardino, tra le lacrime ho preso il biglietto, a fatica ho fatto il numero.
La sua voce "hello ... hello ?" Non avrei potuto parlare singhiozzavo. Ho riattaccato.
Telefonerò domani … forse ….
 
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Profilo Autore: Barbara  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 09-06-2013 09:35
stupenda e dire poco,ti dico che lo letta tutta dun fiato piangendo verso la fine,e poi ti dico che hai ragione (ci si innamora solo una volta nella vita)brava.
ugo ciccetti
+1 # ugo ciccetti 09-06-2013 14:02
Non entro nel merito e nell'argomento....ma dire che scriwi da DEA questo si......(p.s.non è il pronto soccorso owwiamente!!! :-) :-) :lol: :lol:
nabrunindu
+1 # nabrunindu 09-06-2013 18:07
nella lettura che fila via liscia come l'olio ci si immerge completamente, è troppo bello il racconto, coinvolgente e romantico, l'aspettavo. brava, +5 senza batter ciglio. ;-)
Barbara
# Barbara 10-06-2013 08:07
Grazie carissimi un bacio a tutti e tre!
nabrunindu
# nabrunindu 10-06-2013 11:30
grazie a te, barbara :-)
Brigida Liparoti
# Brigida Liparoti 11-06-2013 00:29
Ho fatto un pò fatica senza virgolette o trattini che definivano il "discorso diretto", ma il racconto mi ha preso lo stesso. E' bello caspita! Non son sicura che riuscirei a concentrare una storia in così poche parole...
Complimentoni!
Barbara
# Barbara 11-06-2013 14:13
Grazie Brigida, infatti ho difficoltà con i dialoghi. Devo perfezionarmi, ho fantasia ma riconosco di dover migliorare molto. Stare con voi mi aiuta tanto. Sulla mia pagina ci sono altri racconti di donne in difficoltà se ti piace l'argomento. Grazie ancora un bacio anche a te.

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