La sabbia mi scaldava. Lui mi annullava i pensieri. Dopo un bacio appassionato mi sono abbassata il costume che mi fasciava il seno . Sentivo i suoi baci e la sua lingua.
Non vedevo nulla, il sole mi accecava ed ero felice di quello, ero troppo imbarazzata per poterlo guardare.
Con le mani gli ho accarezzato i capelli e ho accompagnato il suo viso al mio ventre. La sua lingua mi faceva impazzire, ma non osavo gemere per pudore e vergogna.
Sono troppo vecchia per lui pensavo. Lui è un ragazzo, non saremo mai una coppia. Ma lo adoravo, il suo ardore era la mia droga.
Il luogo era deserto, la sua lingua sfiorava i bordi delle mutandine del mio costume. Lo desideravo con tutta me stessa. Speravo mi togliesse il costume al più presto.
Le sue mani mi sfioravano i fianchi mentre sentivo il calore delle sue labbra tra le mie gambe.
Ad un certo punto un rumore …. stava arrivando gente. Lui si è alzato di scatto, io ho ricomposto il costume. Dobbiamo andare, ha detto, andiamo in camera staremo più tranquilli.
Lo guardavo … così giovane. Non voglio pensarci, ora andiamo in camera.
La camera era accogliente, piccola. Io faccio una doccia, ti aspetto sotto l’acqua, mi ha detto, sorridendomi e strizzandomi l’occhio.
In costume seduta sul letto, sentivo lo scrosciare dell’acqua. Avevo un po’ di sabbia addosso, mi sono tolta il costume e sono andata sotto la doccia con lui.
Sei arrivata finalmente, mi ha detto, stavo per insaponarmi, fallo tu. La sua calma e sicurezza mi intimorivano, ma ancora di più il pensiero che forse non avrei dovuto essere lì in quel momento.
Cosa fanno le donne della mia età? Lavori domestici, spesa, angeli del focolare. Io non mi sono mai sentita totalmente casalinga. Infatti non ho mai smesso di lavorare e di coltivare interessi. Non ho mai accettato di seppellire la mia anima sotto polvere, pentolini e panni da stirare. Non sapevo se avere una relazione così particolare potesse rientrare tra le cose lecite, ma da quando conoscevo lui mi sentivo meglio, potevo avere scambi di opinioni, emozioni e fantasie.
Il sesso potrebbe essere una forma di comunicazione? Il sesso tra persone che si stimano, si rispettano e si vogliono bene è così grave? In un’ amicizia particolare può rientrare anche il sesso senza compromettere la routine delle nostre regolarissime vite? Pensavo fosse possibile, infatti ero sotto la doccia con lui.
Che cos’hai? Sei strana così pensierosa! Mi ha detto sorridendomi. Niente, scusa, ho risposto tra le lacrime.
Perché piangi? Non fare così! Asciugati, io arrivo subito, andiamo a cena. Sai che ti voglio bene, devi fare solo quello che ti senti. La tua compagnia per me è preziosa.
Anche per me lo sai, ho detto più serena, ti voglio bene anch’io.
Andiamo a cena, mi ha detto con un sorriso malizioso, ti faccio bere un po’… poi c’è tutta la notte che ci aspetta …
Devo dire che a cena mi ha sorpresa, decisamente romantico e passionale. Quando ha cantato al Karaoke mi ha stupita, non sapevo di quel suo talento tenuto nascosto.
Ero contenta che la musica ci accomunasse, lui per il canto, io per la danza. Era decisamente un uomo pieno di sorprese.
Non abbiamo più parlato di quel mio pianto improvviso, forse lui capiva benissimo i miei conflitti interiori e non desiderava parlarne.
La sua promessa di farmi bere è stata mantenuta, infatti continuava a riempirmi il bicchiere, ma io versavo il vino in un vaso vicino a me.
Non amo perdere il controllo, non ero ubriaca. Arrivati in camera i battiti cardiaci forse sfiorarono l’infarto, ma lui è riuscito tranquillamente a calmarmi. Aveva un carattere meraviglioso solare, sempre sorridente, ironico. Scherzando mi ha spogliata, sorridendo mi ha confortata: “Stai tranquilla, fai un bel respiro e domani, se hai sensi di colpa, pensa di aver fatto un sogno”.
E’ stato un bellissimo sogno, un sogno d’amore.
Un anno di vita clandestina ad ogni nostro incontro seguivo il suo consiglio pensavo che non lo stavo vivendo, ma che era un sogno così mi sentivo meglio.
La nostra relazione aveva i tempi sbagliati: o lui era nato troppo tempo dopo o io troppo tempo prima. Forse era proprio la nostra differenza di età a renderci così affiatati e bisognosi l’uno dell’altro. Era una relazione non accettata dalla società. Anche il tempo ne era complice, una donna della mia età non avrebbe potuto dargli dei figli. Questa pensiero mi distruggeva, lui era giovane ed era giusto che si facesse una famiglia.
Un anno è stato un tempo breve, ma nello stesso tempo lunghissimo.
Eravamo in città diverse, relativamente distanti è stato facile non farmi più trovare. Lui ha provato a cercarmi con qualche appostamento alla scuola di danza, ma era molto intelligente e ha desistito in fretta.
Se ho sofferto? Soffrire è un eufemismo. Le mie giornate sono torturate dal dolore che per me è un compagno inseparabile, ci convivo.
Una cosa sola vorrei, con tutto il cuore, che lui sia felice.
Non vedevo nulla, il sole mi accecava ed ero felice di quello, ero troppo imbarazzata per poterlo guardare.
Con le mani gli ho accarezzato i capelli e ho accompagnato il suo viso al mio ventre. La sua lingua mi faceva impazzire, ma non osavo gemere per pudore e vergogna.
Sono troppo vecchia per lui pensavo. Lui è un ragazzo, non saremo mai una coppia. Ma lo adoravo, il suo ardore era la mia droga.
Il luogo era deserto, la sua lingua sfiorava i bordi delle mutandine del mio costume. Lo desideravo con tutta me stessa. Speravo mi togliesse il costume al più presto.
Le sue mani mi sfioravano i fianchi mentre sentivo il calore delle sue labbra tra le mie gambe.
Ad un certo punto un rumore …. stava arrivando gente. Lui si è alzato di scatto, io ho ricomposto il costume. Dobbiamo andare, ha detto, andiamo in camera staremo più tranquilli.
Lo guardavo … così giovane. Non voglio pensarci, ora andiamo in camera.
La camera era accogliente, piccola. Io faccio una doccia, ti aspetto sotto l’acqua, mi ha detto, sorridendomi e strizzandomi l’occhio.
In costume seduta sul letto, sentivo lo scrosciare dell’acqua. Avevo un po’ di sabbia addosso, mi sono tolta il costume e sono andata sotto la doccia con lui.
Sei arrivata finalmente, mi ha detto, stavo per insaponarmi, fallo tu. La sua calma e sicurezza mi intimorivano, ma ancora di più il pensiero che forse non avrei dovuto essere lì in quel momento.
Cosa fanno le donne della mia età? Lavori domestici, spesa, angeli del focolare. Io non mi sono mai sentita totalmente casalinga. Infatti non ho mai smesso di lavorare e di coltivare interessi. Non ho mai accettato di seppellire la mia anima sotto polvere, pentolini e panni da stirare. Non sapevo se avere una relazione così particolare potesse rientrare tra le cose lecite, ma da quando conoscevo lui mi sentivo meglio, potevo avere scambi di opinioni, emozioni e fantasie.
Il sesso potrebbe essere una forma di comunicazione? Il sesso tra persone che si stimano, si rispettano e si vogliono bene è così grave? In un’ amicizia particolare può rientrare anche il sesso senza compromettere la routine delle nostre regolarissime vite? Pensavo fosse possibile, infatti ero sotto la doccia con lui.
Che cos’hai? Sei strana così pensierosa! Mi ha detto sorridendomi. Niente, scusa, ho risposto tra le lacrime.
Perché piangi? Non fare così! Asciugati, io arrivo subito, andiamo a cena. Sai che ti voglio bene, devi fare solo quello che ti senti. La tua compagnia per me è preziosa.
Anche per me lo sai, ho detto più serena, ti voglio bene anch’io.
Andiamo a cena, mi ha detto con un sorriso malizioso, ti faccio bere un po’… poi c’è tutta la notte che ci aspetta …
Devo dire che a cena mi ha sorpresa, decisamente romantico e passionale. Quando ha cantato al Karaoke mi ha stupita, non sapevo di quel suo talento tenuto nascosto.
Ero contenta che la musica ci accomunasse, lui per il canto, io per la danza. Era decisamente un uomo pieno di sorprese.
Non abbiamo più parlato di quel mio pianto improvviso, forse lui capiva benissimo i miei conflitti interiori e non desiderava parlarne.
La sua promessa di farmi bere è stata mantenuta, infatti continuava a riempirmi il bicchiere, ma io versavo il vino in un vaso vicino a me.
Non amo perdere il controllo, non ero ubriaca. Arrivati in camera i battiti cardiaci forse sfiorarono l’infarto, ma lui è riuscito tranquillamente a calmarmi. Aveva un carattere meraviglioso solare, sempre sorridente, ironico. Scherzando mi ha spogliata, sorridendo mi ha confortata: “Stai tranquilla, fai un bel respiro e domani, se hai sensi di colpa, pensa di aver fatto un sogno”.
E’ stato un bellissimo sogno, un sogno d’amore.
Un anno di vita clandestina ad ogni nostro incontro seguivo il suo consiglio pensavo che non lo stavo vivendo, ma che era un sogno così mi sentivo meglio.
La nostra relazione aveva i tempi sbagliati: o lui era nato troppo tempo dopo o io troppo tempo prima. Forse era proprio la nostra differenza di età a renderci così affiatati e bisognosi l’uno dell’altro. Era una relazione non accettata dalla società. Anche il tempo ne era complice, una donna della mia età non avrebbe potuto dargli dei figli. Questa pensiero mi distruggeva, lui era giovane ed era giusto che si facesse una famiglia.
Un anno è stato un tempo breve, ma nello stesso tempo lunghissimo.
Eravamo in città diverse, relativamente distanti è stato facile non farmi più trovare. Lui ha provato a cercarmi con qualche appostamento alla scuola di danza, ma era molto intelligente e ha desistito in fretta.
Se ho sofferto? Soffrire è un eufemismo. Le mie giornate sono torturate dal dolore che per me è un compagno inseparabile, ci convivo.
Una cosa sola vorrei, con tutto il cuore, che lui sia felice.

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