Questa notte ho fatto un sogno.
Ho sognato che era sera, passavi in auto davanti al mio giardino e mi sorridevi.
Era tanto tempo che non lo facevi.
Sei sceso e mi parlavi con calma: “Mi spiace di averti mentito, non immaginavo il tuo dolore, ma questa notte l’ ho sentito e mi è dispiaciuto.
Non potevamo più vederci, tu sai il motivo….
Mi ricordo che ce l’ ho fatta a trattenere le lacrime e ti ho chiesto scusa per non averti parlato per tanto tempo…
Quando mi hai detto: “ Sono stato molto duro con te, ma ti ho sempre voluto bene” non ce l’ ho fatta e ho pianto.
Non pensarci ! Tu sei già sistemata,  ora lascia sistemare me.
Tra le lacrime ti ho detto: “Ma è quello che ti ho sempre augurato di essere felice”
Sei entrato in giardino e ti sei coricato sull’erba: “Vieni accanto a me”.
Non hai mai voluto….Non piangere, ora è un sogno, nei sogni il tempo, i contratti, le regole non esistono…..
Ricordo le tue mani sul mio corpo nudo, le mie sul tuo. I pensieri si sono fermati. I colori si sono mischiati.
I tuoi baci, morbido calore sulle mie labbra. Le tue mani, un brivido che mi paralizzava.
Non vedevo più, ascoltavo solo il piacere che proveniva da ogni parte del mio corpo. L’erba, morbido e caldo tappeto, ci accoglieva e ci scaldava.
La tua energia vibrava sopra di me.Un fuoco  ha raggiunto tutti gli angoli del mio corpo, un piacere infinito mi ha colpita.
Avrei voluto morire in quel momento, ma nei sogni non si può morire.
L’aria  ci accarezzava la pelle sudata.
Hai abbassato gli occhi e hai detto: “Me me ne vado per sempre”.
Non mi serve il tuo nuovo numero di telefono, nei sogni lo spazio è doppio, ci sarà posto anche per noi e saremo felici.
Questa frase non l’ hai sentita, sei sparito prima.
Sono rimasta sola con la luna e le stelle spettatori silenziosi di un amore proibito.
Allora ho detto ad alta voce: “ Ti amo, se nella tua vita avrai bisogno sappi che io ci sarò…. per sempre”.

 
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Profilo Autore: Barbara  

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C’era una volta una principessa di nome Aurora che viveva in un paese lontano. Era bellissima, aveva i capelli color oro, gli occhi limpidi come il cielo dopo un temporale, il viso dolce e lo sguardo triste.
Aurora non sapeva di essere promessa sposa ad un ricco e potente principe, proprietario delle terre confinanti a quelle di suo padre.
Il  padre, molto geloso, la teneva chiusa nel suo castello, la principessa non poteva frequentare nessuno, solo il suo anziano maestro.
Aurora passava gran parte del tempo a leggere e la sua fantasia volava, immaginava il mondo al di fuori del castello, un mondo che a lei era negato.
Quando il tempo lo permetteva, Aurora passeggiava in giardino che in primavera era cosparso di bellissimi fiori.
Un giorno incontrò il giardiniere del palazzo che stava potando le rose.
Buongiorno.
Buongiorno principessa, io non potrei parlarle, suo padre non vuole!
Non si preoccupi oggi mio padre è lontano, volevo solo chiederle se è tutto merito suo se il giardino ha questi bellissimi fiori.
Sì, lavoro solo io al giardino del castello e mi dedico prevalentemente ai fiori…. a sua madre piacevano tanto.
Già, da quando non c’è più il castello mi sembra vuoto.
Sto cercando, tramite innesti, di far crescere il fiore più bello del mondo.
La principessa rise..ma i fiori sono tutti belli, non potrà mai esistere il fiore più bello del mondo.
Dove vive? Chiese Aurora.
Laggiù.Il giardiniere indicò i margini del giardino dove si poteva vedere una piccola capanna.
Com’è piccola! Vive  solo? Sì, mi fanno compagnia due gatti.
Lavora tanto? Dall’alba al tramonto del sole.
E’ felice?
Certo che sono felice, vedo tutte le mattine il sole che si alza in cielo, vedo crescere i fiori che io ho seminato… sono un po’ come i miei figli.
Lei principessa… i suoi occhi…..è felice?
Io ho tutto, bei vestiti, castello, servitù ma……no, non sono felice.
Tenga principessa, prenda questa rosa, la metta in camera sua, le farà compagnia.
Aurora ringraziò e tornò al castello.
Un giorno il Re, padre di Aurora, la chiamò e le disse: “Figlia mia, è ora che tu ti sposi, oggi conoscerai il tuo futuro marito.”
Aurora a quelle parole rabbrividì e corse in camera sua. Era così frastornata che non riuscì neppure a piangere. Pensò: “Io vorrei sposarmi per amore, devo trovare il coraggio di dirlo a mio padre”
Aurora non fece in tempo a parlare con il padre che il promesso sposo arrivò al castello.
Aurora e suo padre lo attesero nel salone più bello.
Il principe entrò. Aurora era spaventata e preoccupata, ma riuscì ad accennare un sorriso.
Era elegante, alto, con un viso severo e sguardo fiero.
Si avvicinò ad Aurora si inchinò e poi le disse: “Io, mia dolce e bellissima principessa la renderò ancora più ricca e potente. Il mio esercito è pronto per conquistare altre terre al di là del mare”
Aurora trattenne le lacrime e con un filo di voce disse: “ Conosco dai libri chi abita al di là del mare, popoli con usi diversi dai nostri, ma che piangono , si commuovono , amano i loro figli come noi .Perché conquistarli?”
Il principe non sentì queste parole e si allontanò con il Re per accordarsi per la festa di nozze.
Aurora salì in camera, guardò dalla finestra, vide il bellissimo giardino e pensò: “Non posso accettare un matrimonio senza Amore. Non ho vie di scampo, non posso ribellarmi, finirei chiusa in questa stanza per sempre…senza libri, senza poter camminare nel bellissimo giardino”….Aprì la finestra sentì il profumo dei fiori, pianse guardò giù…vide che era alto.. abbastanza alto….
Il suo sangue bagnò un seme piantato dal giardiniere, lì nacque il fiore più bello del mondo.

 

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Profilo Autore: Barbara  

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per Attore/Attrice

 

girata/o di spalle al pubblico:

 

Il tempo degli uomini non esiste, esiste solo il tempo della mia follia.

 

Si volta verso il pubblico e continua camminando:

 

siete soli?

Avete portato la vostra anima?

No?

 

L'avete lasciata nella vostra auto o spiaccicata nello specchio del vostro bagno stamani mentre vi mettevate la maschera adatta per fingere di essere, essere, essere... il niente al plurale, come plurali sono i vostri desideri inespressi ma vantati come quando il sole vi acceca, nelle mattine dell'inverno dell'anima o dell'estate della virtù che nessuno ormai…ha?

 

Peccato! avreste potuto sfruttare il vostro biglietto di sola andata...

 

per dove? Bah!

 

Andare...da qui dove si trova la mia follia,

a voi stessi quando voi stessi vi gloriate delle immagini che scorrono nella vostra vita tra conferenzieri dispersi come pirati nullatenenti, o come giovani ragazze che si pensano eterne per il possesso della esperienza di vecchie bagasce nobili e ricche...di un futuro certo di indifferenza.

 

Dunque siete soli? Lo immaginavo.

Anch’io!

 

Non trovate che la solitudine sia…per certi versi imbarazzante? Imbarazzante come quando un bambino che ti chiede “perché”... quando il perché non lo sai e se anche tu lo sapessi non potresti esprimerlo per le parole che usi e che sono vuote come nidi abbandonati da secoli neri. Si neri, perchè il tempo, se diventa un pensiero e poi parola, si fa nero sulla bocca degli uomini.

 

Beh, allora andiamo?

 

Dove?

 

Qui o là tutto si sporca e diventa spettacolo!

...Sarebbe meglio trascinarla in strada, la nostra anima, dove farla vivere una vita vera infine.

 

Come fosse pietra con cui rilastricare strade apparenti, come tutte quelle che illusoriamente percorriamo. Strade che però potrebbero portare in alto.

 

Non che in alto ci sia niente, ma il niente dell'alto è un altro niente.

 

Perché solo alcuni di noi, volano.

 

Abner Rossi
http://rossiabner46.wordpress.com/

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Tutti i giorni sono qui,con te,vedo te,sono immerso in te.
Non parli è vero, ma fai parlare e miei amici,d’accordo amici virtuali,ma i costi della vita di oggi impongono questo “isolamento”  informatico.
Ho trovato persone stupende,che la vita reale mi ha sempre negato.
Non sono né un pantofolaio né un bradipo, mi trovo bene a stare con voi qui,che ritengo un bar virtuale.
Scambio pareri,opinioni, nello  scrivere con voi, mi sono riscoperto un poeta,che ma e poi mai avrei pensato di diventarlo.
È un interazione odierna che trascorro con voi.
Con amicizie più intime,che hanno fatto sobbalzare il mio cuore,ho avuto incontri anche di persona.
È stato meraviglioso sapere che dietro un computer non esistono persone fredde,gelide.
Anzi, ho “scovato” anime eccelse donate di un  animo nobile.
Ne web,abbatti i costi e rinnovi le amicizie
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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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Guarda!guardami! te lo chiedo per favore. I miei occhi vedono solo te, la mia mente pensa solo a te. Tu sei la mia vita,sei quella persona che ho cercato dal giorno che i miei occhi hanno visto la luce. Nel corso del tempo ho commesso vari errori spinto dall'emozione e dalla voglia di essere amato, ma , non capivo. Ero giovane erano le prime volte che sentito i brividi scendere nella schiena, ero immaturo privo di esperienza. Ora so, con estrema certezza,che sei tu la donna che vorrei portare all'altare e che divenga la madre dei miei figli.

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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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 Mi sono svegliato, e la prima cosa che ho fatto,che ho commesso,è un errore,
Durante l’intera giornata,fratelli e sorelle dell’errore si scagliano su di me,feroci,senza pietà.
Il loro scopo è divorarmi,mentre il loro fine è distruggermi.
Una cosa però ho capito:ogni errore è una lezione di vita,una piccola scuola
L’esame al termine della lezione è come reagiamo.
Dal giorno della nascita fino al giorno della mia fine,commetterò miriade di errori che mi aiuteranno a crescere e maturare,cosa che la scuola scolastica non può né  potrà offrire.
Tre lezioni vi cito da ciò:
Vivi e impara
Vivi e sbaglia
Vivi e diventa saggio
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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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Eccomi sono nata! Sono piccola, chiara, bianca. Vivo, vago e amo il mio cielo. Tu puoi ammirarmi mentre fluttuo sopra di te, non disturbo mai, sono innocua. Sai non lavori solo tu, io sono il trasporto per l’acqua che a te serve per vivere, questo è il mio lavoro.

Anche io, oltre ad avere una casa che è il cielo che giace sopra di te, ho una famiglia, è rappresentata dalle mie sorelle nuvole. Quando ci troviamo tutte assieme per giocare, ognuna porta la sua quantità di acqua,ci uniamo e facciamo piovere.

Tra di noi, a volte, il nostro fratellino lampo ci passa in mezzo, urla per qualche secondo, per far sentire che c’è anche lui, le sue grida divengono luce abbagliante.

Il gioco che facciamo di solito dura massimo un oretta, ma ci divertiamo da matte. Tutta l’acqua che abbiamo la riversiamo a terra, poi ci divertiamo a giocare a chi diventa più scura. Il nostro fratellino urla da far paura anche a noi, la sua luce ci abbaglia.

Quando il nostro gioco sta per terminare, cambiamo colore e diventiamo più chiare e piano piano ci salutiamo e ci promettiamo di ritrovarci per il prossimo temporale

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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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·         La natura oggi mi propone uno scambio d’identità. Vorrei essere un gabbiano. Di certo così vedrei tutto da un altro punto di vista, allora sì che vedrei tutti dall’alto verso il basso.
Cercherei cibo? No! Mi accontenterei dei vostri avanzi, vivo lo stesso. Voi utilizzate varie forme di trasporto che rovinano la “nostra”casa, la terra, io mi avvalgo delle semplici ali che né disturbano, né inquinano. Vedo i miei concittadini cigni che riempiono le vostre acque. Vedo cose e paesaggi che l’uomo non vedrà mai. Nel mio mondo non c’è né spazio, né tempo, per arrabbiarsi, il motivo è che “Noi gabbiani” accompagniamo i colori della natura, mentre “voi” di essi ne fate scherno.
Vivo tranquillo, volo nel mio cielo, stendo le mie ali e mi accontento. Voi mi donate il cibo, io vi offro i mie colori e l'eleganza del volo.
Vedo posti unici, stupendi, colorati e lontani solo con l’ausilio delle mie ali. Io non soffro la solitudine , sì è vero, a volte sono solo nel mio volo, ma molta gente accetta la mia compagnia.
Quando mi trattano male scappo, non mi fermo a litigare come fa la maggior parte degli uomini.
Vivo come le persone, respirando la loro stessa aria. La mia dimora è il cielo della gente. So anche che non serve arrabbiarsi, è sufficiente accontentarsi. Mi piacerebbe che gli uomini mi osservassero meglio, potrei insegnar loro qualcosa: io vado in posti baciati dal sole, accarezzati dal vento e bagnati dall’acqua.
Volo,volo,volo e mi fermo ogni tanto su qualche ramo, mi guardo attorno e apprezzo tutto ciò che mi circonda.

o    Non ho nome, sono conosciuto come il gabbiano. Il mio lavoro è volare,la mia allegria poter spiegare al vento le mie ali.....cantandovi la mia canzone di libertà!

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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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L’abbaglio della luce e il suo riflesso sull’acqua colora la mia mattina, riempie di luce i miei occhi e dà speranza alla mia vita. La vita stessa non mi ha dato molto, quel poco che ho me lo sono preso. Ma cercando intorno a me, ho scoperto di possedere il sole che ora irradia i mie scritti, e di sapere che questa luce aiuta a far sì che io possa scrivere qualcosa ad ogni mio passo,
mi consente di riflettere, capire, apprezzare e vivere. Nasce in me anche la certezza di non essere solo al mondo, e questo mi rincuora perché la paura della solitudine mi spaventa. Vedo le persone anziane soffrire di solitudine e della paura del tempo che passa e scorre inesorabilmente, e questo mi fa tremare. La bellezza della natura che ora sto ammirando, ferma il tempo e mi consente di poter cogliere ogni bagliore dei raggi irradiati dal sole. Ogni attimo è vita che sento nelle voci della gente, nel profumo dei fiori, nella pace della natura. L’acqua del lago è limpida, bella, ci si può specchiare. La natura stessa ci ha donato lo specchio.
Ah...se la vita stessa fosse così bella e tranquilla, invece i problemi offuscano questa meraviglioso paesaggio, che io considero il più bel sogno e il più bel quadro della vita.
Noi cerchiamo la bellezza nei beni materiali ma, basta affacciarsi dalla finestra e ammirare le montagne così geometriche,
il lago che mi immerge in sogni, in speranze e mi reca fiducia, è medicina per il mio cuore perché il veleno della vita di tutti i giorni lo ha ammalato.
Se io potessi stare qui per ore, scriverei un romanzo in quei pochi momenti...
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Profilo Autore: giorgio_franciosi  

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Un dì, mentre i raggi di un sole al tramonto indoravano i flutti marini,

su uno scogli, screziato dai riverberi dell’acqua, un anziano cormorano

e un cucciolo di pulcinella di mare, lisciandosi il piumaggio, si beavano di tanto splendore.

D’ un tratto, il piccolo esclamò:

“ Tu che hai viaggiato molto, mi sapresti dire

perché voliamo? ”

L’enorme compagno allargò le ali,

quasi in un abbraccio paterno, poi incrociando il limpido sguardo del suo protetto disse:

“Bella domanda! Vedi Lor, Dio ci ha donato l’ incanto del volo affinché potessimo vedere meglio i pesci, per il nostro nutrimento, sfuggire ai predatori in caso di pericolo e per cercare più facilmente un riparo sicuro

 nella stagione fredda.".

“Tutto qui??” esclamò un deluso Lor.

“Ummh… No caro, non è soltanto per questo…In verità ci libriamo nel cielo

per fare il solletico alle nuvole, quando ci accorgiamo che sono tristi per qualche motivo,altre volte per far innumerevoli piroette sugli arcobaleni, altre ancora per curiosare tra i mercantili o accompagnare gl'instancabili pescatori ma il nostro compito più nobile è senza dubbio quello di prendere in consegna le preghiere di ogni uomo di mare e condurle lassù dagli angeli, così che il Padre Eterno le possa leggere ed esaudire, una per una."

concluse il cormorano con occhi lucenti di pianto.

"Deve essere meraviglioso!!!

Ecco, adesso ho veramente voglia d'imparare a volare!!"

 dichiarò un elettrizzato Lor, Pulcinella di mare, novello araldo dei Cieli.

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Profilo Autore: Paolo Annibali  

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