Amami,
quando il tramonto scende.
Amami,
in quel buio che mi fa tremare.
Amami,
in questo gelo che mi attraversa.
Amami,
ascoltando insieme questo silenzio...
Amami,
al tramonto del giorno
che raccoglie i cocci di noi
tra le rime di questa vita
sfuggente da ogni dove.
Raccogliamo, le nostre mani nelle mani
increspate e sudice di questa terra
che non raccoglie più radici...
Strappami l'anima
come non hai fatto ancora,
indossala se ti va, saprà come farti osare...
Amami,
in questo trambusto di voci
che ormai l'unico osare, è urlare...
Amami,
in questa pace che ci riserva la vita
tra lacrime di gioia e dolori pieni di noi...
Sfiniscimi
col tuo amore,
che mai sazia ne sarà
l'anima mia.

di dolci pensieri la serva,
che guardi brillare.
Ti vede, ti segue.
Prende la tua via e l’accende;
e io pure lo sento
quel tragico amore
che scende; e più ti guardo,
più capisco il suo dove.
È l’alto, lo scuro, l’immenso;
e sale volando, svanendo,
l’effimero fumo d’incenso.
La follia irrazionale del dolore
fa il cambio con l'allegria
e a pugni
con il desiderio di te,
della tua pelle,
del tuo odore.
Guardati negli occhi
e leggi la tua anima
varcare il limite profondo
ed accettare anche
la felicità di un attimo.
Un attimo che vorrei non finisse mai,
un attimo profondo tanto voluto,
il tempo però, non sbaglia i suoi tocchi,
un attimo è un attimo e non un'ora.
Un attimo per scaricare tutta la rabbia,
un attimo per dimenticare il mio dolore,
un attimo per soddisfare un desiderio,
un attimo per gioire ed amare a fondo.
Una danza che a suono di tamburi,
si alterna sempre fra dolore e gioia,
senza regola e senza contare il tempo,
il dolore fa sempre la parte del leone.
ancor prima d’indovinar perché,
posa le tue mani su di me
e… accarezzami, madre mia!
Come allora, antalgico sarà
quell'indugiar d’esperte dita
sull'umido spasmo delle gote.
Quando ti chiederò perdono,
ancor prima di concedermelo,
metti gli occhi nei miei occhi
e… accarezzali, madre mia!
Come allora, fluido sarà
quel complice danzar di sguardi
di un amore impareggiabile.
Un cuore immenso
La certezza dei tuoi occhi
è un inchino di mare
in un tramonto di maggio
ed il miele dei tuoi abbracci
un raggio di sole ad indicar
l’indirizzo del mio tenero io.
E siamo cuori della stessa vita,
parole della stessa anima mia,
l’indice dei miei giovani pensieri,
la carezza del mio tempo più bello.
Cara madre,
scrivi per sempre i miei alfabeti,
naviga nei miei silenzi
come un marinaio
ad inseguir le stelle,
consola il pianto dei miei inverni,
son qui, a rileggere
il diario dei nostri battiti.
Non ti fermi mai,
non un minuto,
sei sempre di fretta,
di corsa,
sei come la vita,
che non aspetta mai nessuno;
se tu capissi,
se ti fermassi un po’,
ti aspetto sempre,
ti penso,
e mi manchi,
nella mai età,
nella solitudine,
la tristezza,
che a volte mi invade,
un minuto solo un minuto,
per dirti
del dolore,
della tua mancanza,
un minuto.
non vedevi il mare,
non le onde, ma gli aquiloni
volare.
Eri lungo il marciapiede, tra le rughe
di una donna sola.
Nella mia lacrima che cola,
ma il cuore non ti sente,
non ti vede.
Eri nelle mani strette
dei due ragazzi volati dal tetto.
Speranza di vivere che
moriva.
Dove sei ora? Un solo pianto non mi desti,
ma il calore della tua vita che svaniva.
Vivi dentro di me.
Sono morta con te.
Doveva passare, almeno un po’.
Ma, lo so, è crudele dirlo,
a vincere è chi sopravvive.
E ora, che non ci sei più,
li guardo tutti e vedo che a respirare sono loro:
non tu.
l'immenso paesaggio
il grande lago verde.
Sfumano colori variopinti
all'orizzonte
ondeggiano le spighe di grano
sulla vallata.
L'argine lungo il fiume silenzioso
al crepuscolo
sui confini del mondo
riflette le
ginestre gialle
illuminando le lampare accese.
Nella solitudine del silenzio
le strade desolate e sole.
Il vento arriva da lontano
dall'immensità del mare.
Sulla terra silenzi
di piante secche
di montagne
bruciate dal sole.
Il tempo scorre senza tregua, avido,
mai cancellerà la beltà
presente in te che,
come stella polare
sempre brilli nel cielo dei tempi.
Sei pan d’amore quotidiano
dalle braccia deboli, ma pronte
a sollevar cadute, le mie,
con quel sorriso di chi già sa.
E mi torna in mente
il ricordo di quando
le tue mani forti, di forza divina
mi sollevavano da terra
per condurmi al tuo petto.
Tante le paure attraversate
tra lacrime di disperazione
e mani tremolanti
incapaci di proferir parola.
Or son seduto qui al tuo fianco, muto
a desiderar di vederti con gli anni miei,
e raccogliere in me, le tue sofferenze
per vederti ancora, felice d’amore.
nel cuore
che porti via con te
tranquillo è leggero
non peserà su di te.
Nel corso del tuo
cammino
saprai di non essere solo
leggerai nel mio destino
capirai che il tuo e il mio
è uno solo.
Ti basterà sapere
quando sei stanco e
amareggiato
che metà delle tue pene
sulle mie spalle hai depositato.
Ti toglierò la fame e la sete
come in un sogno al primo
mattino.
Riposerai i tuo pensieri
come su un dondolo
in giardino.
Stai pur sicuro l'amore
non ti mancherà
ne sarà di meno,
ti ho regalato la mia vita
tempo fa
so che mi proteggerai
con lealtà
dalla grandine che scende
dal cielo.
Va bene, resto a casa.










