Uggia infinita, notte d’agosto,
azzurri aloni di televisori,
percezioni e spazio fuori posto.
La fine sia dentro sia fuori,
nei pensieri torbidi, nei cortili
dove ora s’ingromma lo squallore.
Nel cielo nuotano "nubi" sottili,
la luna avvolta in giallo pallore.
Attimi più lunghi di millennî, schegge
di sirene, il respiro indurito.
Qualcuno dorme, qualcun altro legge
rincorrendo un miraggio sdrucito.
Livida notte d’agosto: gli alloggi
sono loculi e noi siamo morti.
Senza ieri né domani né oggi,
siamo ombre e non ce ne siamo accorti.
0-33
azzurri aloni di televisori,
percezioni e spazio fuori posto.
La fine sia dentro sia fuori,
nei pensieri torbidi, nei cortili
dove ora s’ingromma lo squallore.
Nel cielo nuotano "nubi" sottili,
la luna avvolta in giallo pallore.
Attimi più lunghi di millennî, schegge
di sirene, il respiro indurito.
Qualcuno dorme, qualcun altro legge
rincorrendo un miraggio sdrucito.
Livida notte d’agosto: gli alloggi
sono loculi e noi siamo morti.
Senza ieri né domani né oggi,
siamo ombre e non ce ne siamo accorti.
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