stringe un patto
con la mia fuga,
che penetra i lenti passi
senza mappa,
e un addio annodato
nel suo grembo.
Codardo è il mio respiro
nel pianto,
senza alito che dispieghi
ragioni ai tuoi occhi,
mentre scavo
il tuo duolo
nella radice amara,
che ti ferisce.
Non pregherò
candido perdono
che scende dal cielo,
come un velo
tra fioche candele di cera
tra le mani,
fradicio di tradimento
e amarezza.
Come ombra del passato
svanisco,
incapace di essere diamante
nei tuoi sospiri.
Strapperai il mio profumo
tra le mura,
lamenterai solitudine
nel piatto crudo,
laverai il tormento
che avvolgerà
il cuscino nei sogni
colorati di cenere.
Mi chiamerai in segreto
senza fiato, senza pietà,
ed io sarò bandiera
nel vento di fiele
che ingoia la dignità
di un cuore leale,
macchiato
da crepe segrete
a disfare
ogni fulgida ala del perdono,
che non discerne
rimorso sulla pelle
in tempesta imbelle.
vicino,
a fianco,
accanto.
Lo sai,
non lo sai,
non importa.
Ci sono,
non ti vedo,
ti sento.
Cosa fai,
dove vai,
mi penserai.
“Uno stalker”,
dirai.
Ma sono vento,
pioggia,
sale,
natura che non ferisce.
Il tempo c’è,
se vuoi;
se vuoi, c’è
come te,
come me.
Un attimo,
un giorno,
un anno.
Ti cerco,
mi guardi,
ti osservo,
mi inviti.
Cosa fai,
cosa faccio,
chissà cos’è.
Prosegui
verso est.
Ti seguo
verso est.
Il sole appare,
la notte scivola.
Tu nuda nel buio,
io all’oscuro
di niente e di tutto
tranne che di te.
Sonetto standard, endecasillabi canonici a maiore in rime incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine (ABBA ABBA CDC DCD, con le B sdrucciole).
Son solo attimi, poi mi torna in mente quanto male mi fece la sua follia!
Nell’ignoranza resto confinato,
perfettamente sono consapevole
né cerco scuse, solo io colpevole
dei troppo angusti limiti, non Fato
o chicchessia che m’abbia obbligato
ad esser con la vita ‘sì arrendevole
salvo esser stato troppo amorevole
con chi riuscì a tenermi incatenato.
Eppur mi manca a volte quella pazza
che se ha fermato il mio timido volo
pure con urla assurde nella piazza,
almeno non sentivo d’esser solo
ed era pure bona la ragazza…
adesso invece in buio nulla colo!
17/05/2026
Con quegli occhi così
e lo guardi così
in un certo modo
come solo tu sai fare
sono come la luna
in un giorno d'estate.
Nella notte e nel sole
quando il vento
fa poco rumore
io ti vengo a cercare
come un onda del mare
silenziosa... Misteriosa
e non sbatto una ciglia
senza farmi capire
con quegli occhi
che parlano d'amore
in silenzio come fa la notte
con le stelle
che accarezzano i sensi.
se pigliano 'o culore d' 'e ccerase.
Tignute 'e russo vucchelle bbelle e ttonne,
so' ppronte p'essere culmate 'e vase.
Cerase ncopp'ê rrecchie d' 'e nnennelle,
quacche rubbino dint'a 'e jonne trezzelle.
Tant'acqua cade lesta 'into a 'e spaselle:
meliune 'e gocce tuculeano 'e cceraselle.
Nu fuje fuje generale: allucca 'o temporale!
Na cuppietta s'apparta 'into a nu casulare.
'E verde smeraldo ll'arbere se so' vvestute,
nu passero fa 'o nivo: ll'ha quase fernuto.
'Int'a na cchiesiella na vecchia campana
se fa vucà 'a nu viento 'e tramuntana.
File d'evera tennera assaggio cu 'e mmane,
'e tanta frutta fresca se so rrignute 'e rame.
A ll'intrasatto allucca forte nu tuono;
scenne nterra nu viulento acquazzone.
Ll'aria fresca frizzantea pe ddint'ê nase:
se ncupisce 'o cielo, tremmano 'e ccerase.
Forse potrebbe
una carezza
sladinare un cuore
dove la bruma ha rattrappito
anche l’ultimo anelito
se una bocca amica
parlasse con la voce nelle mani.
Forse potrebbe
uno sguardo
splendere come un sole
nel vicolo buio
dove l’ombra ha rapito
anche l’ultimo spiraglio
se una lampada attenta
rifrangesse
nella spelonca cupa
i suoi barlumi.
Forse potrebbe
una lacrima
suonare come pioggia
dove l’arsura
della sabbia infocata
ha flagellato
anche l’ultimo sorso
se una nuvola pia nel deserto
schiudesse gli occhi al pianto.
Sonetto standard, endecasillabi canonici a maiore in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Seduto tra gli scogli guardo il mare,
giocano e si rincorrono le onde
il loro sciabordio relax infonde
spegnendo la mia angoscia: non pensare!
Sono seduto per dimenticare
mentre l’azzurro cielo ed acqua fonde
ed ogni scoglio al mar solo risponde
per cui non ho ragione di parlare…
Ma chi vogliamo più prendere in giro?
Questo non è il mio mare, questo è il suo
e come sempre guardo e già deliro:
pure se son da solo penso a un duo,
l'inesistente mia Sirena ammiro
mentre m'acceca con due occhi fluo.:
15/05/2026
frequento le parole
le situazioni di carta
dopo che dalle preghiere non ho ottenuto nulla.
tutta colpa della fortuna
che cancella la mia resurrezione.
ho lasciato il dolore lì,sul sagrato del giorno
come un'ombra diurna
quel dolore che ci isola in quelli senza stirpe.
capisco che non si può amare chiunque,amare tutti
però volendolo si riesce a non odiare
nessuno
senza per questo sentirsi vile
o abbonato alla resa
o senza riempire la vita di assenze.
la mia anima sola,persa
viaggia in utilitaria
la mia anima con la tosse
non è una feluca vestita di bianco
ma germoglia ad ogni sbadiglio
sfocata come un’apparizione
che il mattino non ha deciso
se rivelare o trattenere.
È il mio cuore incerto
a darti questa forma,
questa vibrazione sospesa.
Non sa
se accelerare
o fermarsi un istante
quando ti avvicini,
quando il tuo profumo
gli attraversa la soglia,
quando la tua risata
gli apre una soglia.
Lo lascio libero,
il cuore.
Lui sa, lui decide.
Il dubbio è un lampo,
il tempo è vivo.
L’amore,
quando arriva,
attraversa,
si radica,
s’eterna.
I miei occhi non vedono







