Complicato velo l’incanto. Scende
e, con la sua polvere, ci ricopre.
Prodotto del nostro raccolto di stelle
in cernita semplice tra il racconto
di una vita fatta di preventivi
scarti, senza sotterfugi.
Contrasto a pietoso
che, solo sinché ignaro
si può compatire.
Potrai, certo che potrai
comprar la luna per il giorno
e acclimatar l’umore,
il sole alla notte
per evitare le paure
ma quel velo
trasparente consistenza
dei tuoi migliori tratti
sincerità del tempo
in qualunque suo momento
e movimento, mai
sarà raggiunto
nel suo completo canto.
Osservo il vuoto
e penso al vento
a come potrebbe vivere
senza di me.
Osservo il mondo
e penso al tempo
al suo cuore che batte
anche per me.
Osservo il tempio
e penso allo scempio
che crudo consuma
popoli cotti.
Poi osservo l’uomo
cavillare sul puntino
e penso a papille
che non sanno gustare;
vive di rumore
e pillole amare.
Osservo e penso: è l’umore
di chi non sa amare …
E IN QUESTO QUADRO DI VITA
CON TUTTI I COLORI SBIADITI
RINCORRI...
INUTILMENTE RINCORRI
I SOGNI DELL'AMORE
E QUELLA MELODIA CHE SALE SALE
DENTRO DI TE
SEMBRA UN MACIGNO CHE TI SCHIACCIA
E TI TORMENTA
E MENTRE LE ALLODOLE E GLI USIGNOLI
TI STORDISCONO CON QUEL LORO CANTO
CHE RACCONTA IL SOGNO
DI UNA LUCCICANTE COMETA
CHE TRASPORTAVA LA LUCE DELL'AMORE
LA TUA PASSIONE SEMBRA VENIR MENO
IL TUO CUORE TRAFITTO DALLE MILLE BATTAGLIE
STANCO E ANGOSCIATO
SEMBRA AVER PERSO LA FORZA DI LOTTARE
IL DESIDERIO PRIVO DI QUEL FUOCO
CHE BRUCIA LA PROSPETTIVA L'ORRIZZONTE
DI UNA VITA INTERA SPESA PER L'AMORE
GUARDA CON MALINCONIA UN TRAMONTO
CHE NASCONDE UN'ANGOSCIA CRESCENTE
E QUELLO SPECCHIO RIGATO DALLE LACRIME
DI UN ANIMA IN PENA
RIFLETTE LO SCORRERE DEI GIORNI...DEGLI ANNI...
PRIVA DEL CORAGGIO DI AMARE ANCORA
PER NON SOFFRIRE PIU'
PER NON DISPERARSI PIU'
PER NON SANGUINARE PIU'
PER NON TORTURARE PIU'
QUESTA ANIMA DOLCE PULITA SOGNANTE
MA TANTO TANTO FRAGILE
TROPPO FRAGILE PER POTER SCONFIGGERE
I LUPI E LE TIGRI DI QUESTO MONDO
E MENTRE UNA CAREZZA E UN SORRISO
SFIORANO I TUOI SOGNI
TU TI ABBANDONI ALLLA LUCE E AL CALORE
DELL'UNIVERSO SOGNANTE
per dirmi quanto sei arrabbiata,
con te stessa e con il mondo,
per dirmi cosa non va quando ti guardi intorno.
Il lavoro ti logora il corpo e la mente,
tu non lo sopporti più, lo vedo chiaramente.
Sei triste, vorresti cambiare le cose,
ma ti accorgi che é più difficile di quanto sembri.
Lo dici a me e non a lui,
perché lui non ti capisce e sembra giudicarti,
lo dici a me che, sai, so consigliarti.
Ma al sabato non ti fai sentire più,
quel giorno non è mio,
e tu non mi rivolgi parola,
è il vostro giorno,
lo so... è il giorno degli amanti.
Vi immagino seduti a un tavolo a lume di candela,
la cui cera si scioglie,
come il mio cuore affranto quando sente la tua voce.
E un sentimento di gelosia mi stringe il petto,
fino a lasciarmi interdetto,
ma come faccio a essere geloso di te che non sei mia,
e non lo sarai mai, almeno che tu non lo vorrai?
Aspetto con pazienza lunedì,
per sentirti ancora, per sentire le tue lamentele,
i tuoi patemi, tutti i tuoi problemi.
Ma oggi è sabato, e il sabato è vostro,
ne ho la consapevolezza,
sapessi quanta tristezza...
Ma tu sai poco di me, perché parli tanto e ascolti poco,
ma mi va bene così, perché amo il suono della tua voce,
che è come una carezza al cuore,
che sospira la parola Amore.
il tenue
popolare ballo
l'alba lenta sale
intorno
le piante
sussultano a maggio.
Buongiorno.
Parola che apre il cuore
dolce cammino che risveglia il sol
e poi asciuga lacrime
ricordando di guardare avanti.
Una domenica di pasqua
sui colli avanza
e il buon sorriso salva
la spiaggia ed il mare
profondissima Atlantide
dove si celano i segreti
dove si siedono i Re.
Le nostre parole scivolano
nell’aria di una timida sera di primavera
l’ultima luce del giorno brucia il cielo
rosso di timidezza
pudore degli innocenti
abbracciarsi per non dover comunicare
l’incomprensione dello svelarsi
nascosto dei nostri sentimenti
recitati in versi.
a pronunciarla non sentirai mai male,
da Villa , Barbarossa e Cutugno decantata,
descritta come una Madonna Immacolata.
Da te è facile trovare ispirazione,
se potessi scriverei uno Zibaldone,
ma i caratteri qui son contati,
i miei versi devono essere limitati.
Va da sè che questo non significa niente,
la mano del cuore si muove ugualmente,
accarezza la tua figura silente,
sfiorandoti diafana delicatamente.
Auguri per questo giorno a te intitolato,
che ogni anno arriva per me inaspettato.
sperando che questa seconda domenica di Maggio,
sia per te piacevole come le pere con il formaggio
In un piccolo bar per uomini solitari
Dipinto da Magritte
E tu mi baci, col sibilo della musica che piove nei corridoi e scorre nella stanza
Poggiandosi sensuale sul pavimento illuminato dalla luna
Io, intanto, perdo il conto dei giorni
Li scordo, nelle sere calde di Maggio
E cerco il tuo volto senza trovarlo
Coppe tenute piene di scotch
Glendronach Revival invecchiato 15 anni
In un piccolo bar per uomini solitari
sei scappata buttando giù un tavolino a gambe per aria
tra i fantasmi dei parenti e il medium XL
non è corso buon sangue
ma suffumigi, alcol e solfiti,
una pace svanente, non si arrivava mai al dunque.
Già si era intuita la qualità
dell'ospite dalle ditate lasciate
sul proiettore dopo il panno,
la presenza del prete una benedizione,
non quella del nonno che continuava a bestemmiare
mentre parlavi alle ombre,
ancora quella storia delle centomila lire!
L' anno prossimo faremo festa e garofani
anche per zia Marta
e prenderemo un giorno di ferie
evocando i vicini,
slacciandoci le mani.
che mi elimini dalla tua vita, senza alcun riguardo.
e non devi fare nulla
semplicemente esistere
ma come sai esistere
resistere
insistere
consistere
solamente tu.
Quando arrivi
da ogni direzione
avvolgente e scompaginante
come un vento caldo
che sposta i pensieri
con la tua strana bellezza
che mi penetra gli occhi.
Sono riluttante
a collocarti
nel mondo reale
così sconcio e banale
ma tu mi chiedi di farlo
e alla fine lo farò...
Ma in modo tale
che tu non te ne accorga.
Io, morbide colline
tu, golene riarse
identiche ai tuoi occhi affascinati
ma incontrarsi non è una sitcom
è sempre sudore lacrime nostalgia
è scegliere un mondo diverso
restituirsi a giochi rischiosi
ma per fortuna anche baciarsi
fino a perdere le coordinate spaziotemporali
accarezzarsi quasi fino a scarnificarsi
contenere desideri devastanti.
E' così che le cose devono andare
in questa notte marchigiana di San Giovanni
quando la tua lontananza è ustionante
come i fuochi che accendono
e punteggiano l'oscurità della campagna.
a occhi chiusi par lo si possa intercettare,
mi racconta di un profondo mistero,
che aleggia fuori dal nostro emisfero.
Nulla di cui è scritto su libri e riviste,
cose inenarrabile da nessun mai viste,
paesaggi e orizzonti indefiniti e illimitati,
già percorsi chissà dai nostri antenati.
La mente disegna traiettorie indecifrabili,
che si perdono in degli arcani ineluttabili,
mi sforzo di andare oltre questo confine,
ma trovo altri ostacoli di cui non vedo fine.
Non resta che aprire gli occhi e osservare,
quanto di effimero l'uomo ha saputo creare,
rimagono quattro quartine su un cellulare,
in attesa che tal enignma si possa svelare.
nero come le nubi di un temporale,
si fa strada nella mia mente, mi assale.
Mi lascia senza fiato, mi incupisce,
come il rimbombo di un forte tuono,
senza che io lo voglia, mi stordisce.
Non si vede, ma ne sento il colore,
é nero come la morte,
buio come la notte.
É tristezza mista a malinconia,
é un'amarezza che non va più via.
Non ti avvisa quando bussa alla tua porta,
non ti dice prima, quando ti tocca.
É tenebra e silenzio,
tutti la conosciamo qualche volta,
ma pochi hanno il coraggio di guardarla in volto.
Qualche dotto la chiama depressione,
forse é solo tristezza infinita,
ma é una mia impressione.
Sei circondato da tante persone,
ma ti senti solo lo stesso,
e stai in silenzio, senza dire niente,
con gli occhi lucidi e il cuore in frantumi.





