La linea dolce del tuo viso
mi ha smarrito.
Sei bella come una citta perduta.
Tesoro di fondali marini,
scoperta di naviganti folli.
Quest’anima divampa,
s’agita senza poter fuoriuscire
a donarti l’abbraccio ed il bacio,
dell’amore sognato.
Sei il paradiso di chi non conosce cielo.
Sei il martirio più dolce,
per chi ti guarda e ti sfiora solo con il pensiero.
Tenera donna che pellegrina vai
per le strade del mio cuore,
portami in un abbraccio.
Il tuo abbraccio senza fine.
al suo cospetto incompreso,
immobile dalla mattina alla sera,
proprio come una banale bomboniera,
Lontano mi appare quel Natale,
quando scaldare i cuori era normale,
rimango in compagnia di un umidificatore,
privo di acqua e anche di amore.
Mi ci vorrebbe proprio una vacanza,
sarebbe sufficiente cambiare stanza,
ma di me nessuno se ne accorge,
e passando neanche mi si scorge.
Arriverà di nuovo la fredda stagione,
quando mi ritroverò sulle terga del mio padrone,
ma allora servirò la mia fredda vendetta,
che egli si ritroverà nella sua bolletta.
che la bellezza sia nel suono
ma a volte le lacrime racchiudono
un Silenzio che non sappiamo descrivere
- nel silenzio c'è qualcosa di profondo -
un sospetto che vive
un elisir che abbandona
una donna che è solo mia.
Quante volte piangiamo
e il tenue usignolo fuor canta
ed il poeta è come tale che canta
quanti bambini hanno lacrime
e quanti sono i cieli?
e chi ha contato le stelle?
Nuovi profumi prova la gente,
La natura colpisce l'olfatto,
Dall'aria aperta ti senti attratto.
Anche l'udito trova la sua parte,
Udendo un miagolio che par un'arte,
Riecheggia un suono nella via,
Di felino che cerca dolce compagnia.
Struggente diventa il suo richiamo,
Sembra dire: 'vieni qui che ti amo',
Ma essa è dietro una finestra,
Continua a cantar senza orchestra.
Il suo desiderio par divenir più ardente,
Ma nessun micio trova a far da parente,
Questo matrimonio non s'ha da fare,
Scriverebbe il Manzoni nel suo poetare.
ITALIA
Italia, patria mia
percorsa da brividi e gocce di sangue
maltrattata fin dentro le viscere
da imbecillità cieche
sorde di uomini vili ed ingordi di potere.
I tuoi poveri figli svuotati smembrati
gridano senza più voce.
Sulla tomba dei tuoi eroi
aspri rovi e fantasmi di gloria.
Solo un dolore terreno di madre
con medaglia tra le mani.
Le vene della tua terra antica
percorsa dai solchi e fili d'erba
travolti dal vomere.
st.
l'arancione e l'azzurro del mare dove
rispecchiano le nostre anime
Prenderemo il corso della vita
assaporando ogni istante rimasto
Guarirai dalle tue ali spezzate
e me ne prenderò cura
per farti ammirare della bellezza
che ancora i tuoi occhi possano vedere
ed il tuo battito riprendere vita
Saremo sulla riva del mare
aspettando l'alba
spezzeranno l'incantesimo da un raggio di sole
e diventeremo noi uniti per sempre .
Da questa posizione da sorella d'altri tempi
Né ho sfiorato
le tue guance
o udito i tuoi respiri.
Alcuni dicono
che mai sei esistito.
E ti dimencai.
Un giorno ti persi
e neanche più so
dove giace il tuo corpo.
Ora ti cerco nel sonno
e sfugge nel mio
il volto tuo.
Hai perso le ali
senza mai volare
respirando
il cielo,
ma io non cesserò
di abbracciare
il vento.
Un corvo volava
pian pian nel cielo
nel buio della notte scovava
il teschio di un uomo norvegese
ma quel uom che tutti dicevan brutto
era una farfalla
che fu bruco prima del tutto
Un corvo volava e gracchiava:
"Siamo portatori di vita"
Ma nel teschio la farfalla si rispecchiava
con l'odore del granchio e della maggese.






