Venti aguzzi trafiggono la cula1.
Cauti colpi turbano il sonno eterno.
È la guerra che m’attende timida
Alla finestra. L’orizzonte pullula
Di tiranni che del mondo moderno
I nervi vogliono reggere, e livida
La vita sfugge, annodata alla lenza2
Che essi gettano con brutalità.
Così, affogando a ragion escludere,
Sento aria di basilar sofferenza,
Che a protezione della libertà
Sono pronto a respirar e poi estrudere.
1: sta per cuna, ovvero culla.
2: filo da pesca.
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