Sabato sera.
Menù: Felicità con contorno di tresche.
Il giorno dopo: primo di angoscia e patè di ansia, perché bisogna disintossicarsi dalla Felicità.

Ed è sempre così in questa mensa puzzolente:
l'importante è assolvere al dovere di mangiare
come, quando e cosa dicono.

Chi mi ha fatto scegliere il mestiere
di osservatore esterno?
avrei potuto ambire a posizioni di rilievo:
come un piccolo mondo verghiano, ubriaco,
sotto un microscopio impertinente.

Sabato sera.
Menù: antipasto di nostalgia di un passato non vissuto,
quattro portate di riscatto
e polpette avvelenate.
Dessert: vuotaggine.

Qualcuno bisbiglia:
lunedì ci chiuderanno a chiave nel mondo
perché abbiamo sgarrato.

Su questa piastra tante colonie:
ognuna isolata,
di cellule geneticamente e pateticamente
identiche, ognuna generata da un'adolescenza.

Datemi un mattatoio di Zola
e vi mostrerò come stanno le cose
con la sola indifferenza.

Sabato sera.
Menù: illusione del controllo
e tartare di prima età adulta.

Non ho fame.
Dell'acqua, grazie.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Francesco
# Francesco 23-01-2024 10:47
L'universo percettivo del lettore è coinvolto. Complimenti.

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