Un pochino so scrivere, non son capace di parlare, ma sono imbattibile nel sognare! Terzine di endecasillabi a maggiore con rime incatenate.
Sogno che nonostante queste zampe
da lercio ponderoso cinghialone
che con affanno sale buie rampe
senza saper mostrare una visione
magicamente riesca col pennello
a metter sulla tela sensazione
meravigliosa, quadro più che bello
tale da generare in ogni astante
ammirazione per un acquerello
d’un pergolato in fiore affascinante
ch’offre ombra rilassante al lastricato
su cui tavolo spicca fronteggiante
muretto a secco e breve colonnato
dal quale il mare sfuma all’orizzonte
nel blu d’argento appena maculato;
e pennellando appaion qui di fronte
tre calici, rosé fruttato e fresco
stagliati netti contro il reo Caronte¹
in bella vista sopra il bianco desco.
Il pargolone suo sopra il muretto
al cellulare parla birbantesco
ma certo non di scuola per soggetto!
Ma almeno sembra sia calmo e tranquillo
e dietro il desco a questo punto metto
due sedie a sdraio volte allo zampillo
d’una schiumante arzilla fontanella
e mentre le spennello vedo brillo
perdiana, mia sirena… quant’è bella!
La pingo sulla sdraio di sinistra,
dal volto rilassato sua favella
giunge quasi che fosse la ministra
della gradevolezza e melodia
mentre il mio cuor la voce sua registra
in armonia con questa sinfonia
di forme e di colori sulla tela…
farfalla variopinta acrobazia
sullo zigomo suo con caütela
conclude e batte l’ali ma sta ferma
attonita a guardar quel che si svela
negli occhi verdi che l’occhial non scherma:
tanta profondità da naufragarvi
senza voler cercar più terraferma.
Dipingo ma non posso certo darvi
l’effetto di quel suo dolce sorriso
che posso di sognar solo augurarvi.
Cerco di disegnare più preciso
dei soffici capelli le onde mosse
dalla brezza che n’accarezza il viso
mentre l’azzurro intenso ha linee rosse
d’una vela ornamento colorata
che scivola sul mare senza scosse;
bianca la schiuma a riva generata
con suon dal ritmo più del cuore lento
quando l’onda alla riva da sferzata
e mentre la² contemplo il sentimento
sembra voler fermare le lancette
rendendo eterno questo bel momento…
Riprendo il sogno in cui cinghial credette
di poter fare un quadro dell’amata
anche se senza opposte dita³ ammette
essere impresa più che disperata;
vorrei riuscire e quasi adesso piango
del non disporre di mano fatata.
La sdraio a destra è vuota, non compiango
l’adolescente che resta sul muro…
come riempir pensando ora rimango
quel posto vuoto e sono già sicuro
di non poter pittare il suo compagno…
non riesco a disegnarlo, ve lo giuro,
è magro ma verrebbe scaldabagno,
è bello ma verrebbe ributtante
ch’il mio pennello male lo accompagno
anche se mi ricordo il suo sembiante
dipingerlo non riesco lì al suo fianco…
però sarebbe proprio devastante
accostar sua bellezza a me che arranco
quasi d’Adam e Belle° la parodia,
chimera di cui certo non mi stanco
ma so perfettamente un’utopia.
È giunta l’ora ormai di risvegliarmi
dal sogno che dovremo andare via…
sorride ancora per emozionarmi,
verso il paëse adesso ritorniamo,
alla fermata vuol accompagnarmi
e col pensiero… urlo: «io ti amo».
¹: Uno degli anticicloni africani che hanno resa torrida l’estate del 2023;
²: «La» è riferito non alla schiuma, alla riva o all’onda ma alla “mia” amata sirena;
³: Pollici opponibili;
°: La Bella e la Bestia, Disney 1991: ecco, l’effetto ad accostarci è un po’ quello!
16-17/09/2023
Sogno che nonostante queste zampe
da lercio ponderoso cinghialone
che con affanno sale buie rampe
senza saper mostrare una visione
magicamente riesca col pennello
a metter sulla tela sensazione
meravigliosa, quadro più che bello
tale da generare in ogni astante
ammirazione per un acquerello
d’un pergolato in fiore affascinante
ch’offre ombra rilassante al lastricato
su cui tavolo spicca fronteggiante
muretto a secco e breve colonnato
dal quale il mare sfuma all’orizzonte
nel blu d’argento appena maculato;
e pennellando appaion qui di fronte
tre calici, rosé fruttato e fresco
stagliati netti contro il reo Caronte¹
in bella vista sopra il bianco desco.
Il pargolone suo sopra il muretto
al cellulare parla birbantesco
ma certo non di scuola per soggetto!
Ma almeno sembra sia calmo e tranquillo
e dietro il desco a questo punto metto
due sedie a sdraio volte allo zampillo
d’una schiumante arzilla fontanella
e mentre le spennello vedo brillo
perdiana, mia sirena… quant’è bella!
La pingo sulla sdraio di sinistra,
dal volto rilassato sua favella
giunge quasi che fosse la ministra
della gradevolezza e melodia
mentre il mio cuor la voce sua registra
in armonia con questa sinfonia
di forme e di colori sulla tela…
farfalla variopinta acrobazia
sullo zigomo suo con caütela
conclude e batte l’ali ma sta ferma
attonita a guardar quel che si svela
negli occhi verdi che l’occhial non scherma:
tanta profondità da naufragarvi
senza voler cercar più terraferma.
Dipingo ma non posso certo darvi
l’effetto di quel suo dolce sorriso
che posso di sognar solo augurarvi.
Cerco di disegnare più preciso
dei soffici capelli le onde mosse
dalla brezza che n’accarezza il viso
mentre l’azzurro intenso ha linee rosse
d’una vela ornamento colorata
che scivola sul mare senza scosse;
bianca la schiuma a riva generata
con suon dal ritmo più del cuore lento
quando l’onda alla riva da sferzata
e mentre la² contemplo il sentimento
sembra voler fermare le lancette
rendendo eterno questo bel momento…
Riprendo il sogno in cui cinghial credette
di poter fare un quadro dell’amata
anche se senza opposte dita³ ammette
essere impresa più che disperata;
vorrei riuscire e quasi adesso piango
del non disporre di mano fatata.
La sdraio a destra è vuota, non compiango
l’adolescente che resta sul muro…
come riempir pensando ora rimango
quel posto vuoto e sono già sicuro
di non poter pittare il suo compagno…
non riesco a disegnarlo, ve lo giuro,
è magro ma verrebbe scaldabagno,
è bello ma verrebbe ributtante
ch’il mio pennello male lo accompagno
anche se mi ricordo il suo sembiante
dipingerlo non riesco lì al suo fianco…
però sarebbe proprio devastante
accostar sua bellezza a me che arranco
quasi d’Adam e Belle° la parodia,
chimera di cui certo non mi stanco
ma so perfettamente un’utopia.
È giunta l’ora ormai di risvegliarmi
dal sogno che dovremo andare via…
sorride ancora per emozionarmi,
verso il paëse adesso ritorniamo,
alla fermata vuol accompagnarmi
e col pensiero… urlo: «io ti amo».
¹: Uno degli anticicloni africani che hanno resa torrida l’estate del 2023;
²: «La» è riferito non alla schiuma, alla riva o all’onda ma alla “mia” amata sirena;
³: Pollici opponibili;
°: La Bella e la Bestia, Disney 1991: ecco, l’effetto ad accostarci è un po’ quello!
16-17/09/2023
