Perla del sole
Nell'universo vola
Un grande cuore.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quartine di endecasillabi canonici a rime alternate ABAB.


Il Sapiens Sapiens crede d'esser furbo
intelligente più d'ogni altra belva
perché nel suo cervello ha messo il turbo
da quando abbandonato ha la sua selva.

Il Sapiens Sapiens sa comunicare
con gesti, sguardi, voce e con strumenti
ch’è stato in grado di rëalizzare
per proferir comandi o sentimenti.

Il Sapiens Sapiens sa vivere in gruppo
organizzando al meglio i propri membri
per ottener fortissimo sviluppo
di modo che la vita meglio sembri.

Il Sapiens Sapiens è tanto geniale
d’aver creato tanti bei diritti:
civil penale ed internazionale
che possano evitar brutti conflitti.

Qualcosa forse intanto gli è sfuggito
nel suo legiferare e vigilare
o forse non ancora ha ben capito
che non s’evolve con il guerreggiare.

Non ha capito pure che i primati¹
non sopravvivon se non c’è più vita
perché tutti gli ambienti son guastati
e biodiversità sarà sparita.

Il Sapiens Sapiens forse è proprio fesso:
con tutto quel cervello sviluppato
ma fatto scivolare giù nel cesso…
magnifica occasione abbiam sprecato!

¹: il nostro ordine all’interno della classe dei mammiferi: praticamente le scimmie.

11/02/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Sei nelle mie braccia,
all'ombra di ogni giorno
che commuove sassi senza parole
e lacrime senza respiro.
Sei sempre nelle mie braccia,
vuote come un pozzo senza cuore,
oh, eterei aliti d'amore mai eclissati,
dove sei adesso senza me?
Sei sempre tra le mie braccia,
assente, espressione infante,
nei tuoi giorni di fiori di maggio,
nella tua croce in libertà,
verso il terso cielo senza nembi!
Sei sempre nel mio cuore,
culla di emozioni mai sopite,
al gelo in note dolenti nella nenia,
sempre dispiegata ai raggi di luna.
Sempre, resterai per l'eternità
nelle mie nude e forti braccia,
nei brividi che avvolgono l'anima
quando guardo la tua immagine sbiadita sfumare via
nel tempo dei singulti,
senza colorati palpiti di gioia.
Sei nelle mie braccia,
ad avvincermi che da lì
non sentirai mai più freddo,
non più di quel che sento io
ogni qual volta i miei occhi
non si fondono coi tuoi,
gemme di vita rubata
per mano di antico fato inclemente,
senza veli di compassione,
per me che son solo
la tua tribolata dolce mamma,
e per te che sei l'amore della mia vita.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Vita
che ti appartengo
Avida di giustizie
Colma di incertezze
Mi hai fatto amare
Mi ha fatto male
Vita
che trasporti
che dai e togli
ti nascondi, senza spiegarti
Vita
Che non ascolti
Un azzardo come gioco
Non per molti
Di durata, poco
Vita
Che m’incontri
Che mi baci e tradisci
Sfili i respiri
Segni una riga, poi ti ritiri
Vita
Non ti conosco
Ti ho trascorso
Forse buio di caverna
Forse fresco del bosco
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Sinossi di cielo,

nevicata d’infinito

riflessa nel mio tempo

ed il solstizio dei tuoi sguardi

accende un pianto di parole

come un tramonto sulle labbra

ferito da spartiti d’inverno.

Ma prima che l’alba

parli al tuo cuore

nego di chiamarmi amore,

nego di riscriverti in un fiore

ed ora che il mio petto

è una nuvola che muore

nella poesia invenduta

del mio stipendio di dolore,

incarto pozzanghere d’echi

e tu rivivi nei pensieri

come l’alfabeto della lontananza.

Scrivo di te

in un respiro d’anima.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Terzine incatenate di getto senza rilettura e correzioni, prima di tentare di spegnersi e dormire; non so se riuscirò a tenere un filo logico tra il primo verso e l’ultimo, avrei mille pensieri da vomitare fuori.


Sto qui pensando mentre quasi ghigno
sapendo ineluttabile il dolore
su quanto tanti pensin sia lo scrigno

della felicità, dannato il cuore,
e non semplicemente rozza pompa
della circolazione buon motore…

che poi… buono soltanto se non zompa
continuamente tante pulsazioni
pure in attesa che tutto si rompa!

Ma nelle solite individuazioni
di sedi d'anima ed altre panzane
gli confiniamo tutte le emozioni

togliendo peso e ruolo ma anche grane
al troppo muto e timido cervello
che non ha battiti o suona campane

nascosto in quanto pure poco bello,
troppo molliccio, facile a squagliarsi
e quindi chiuso non tipo un cancello

ma in dura scatola ove rintanarsi
e far scordare la propria presenza
lasciando il cuore lì a pavoneggiarsi.

Ecco perché diffusa è la credenza
che sian nel cuore tutti quei ricordi
che rendon vera la nostra esistenza.

E allora prima che tutti li scordi
in fondo al cuore debbo sistemare
tutti i momenti miei, belli o balordi

chiudendo a chiave per salvaguardare
dentro il torace, dentro il cofanetto,
tutte le cose che mi potran dare

la consapevolezza in ogni aspetto
di quali eventi han reso il mio percorso
quel fallimento pieno e maledetto

che trasformato m'ha pure in un orso
come carattere, del tutto schivo
chiuso in eterno pesante rimorso

mentre nascosto al mondo solo scrivo
e poi mi fermo e penso che non serva
mentre i perduti sogni mal rivivo

e la coscienza muta e triste osserva
il susseguirsi di tutti gli errori
che sono stati invero una caterva!

Quindi secondo tanti lorsignori
dentro il mio cuore debbo custodire
gelosamente i ricordi migliori

da richiamare quando il mio sentire
sembra diventi troppo, troppo triste:
ricordi belli riescono a lenire.

Anche scartando note anatomiste
e ritenendo il cuore adatto scrigno,
altro problema nel mio caso insiste:

anche scegliendo un ricordo benigno
che dentro me volessi preservare
in un caveau robusto anzi ferrigno,

'sto muscoletto si sta a sbrindellare…
sarebbe inutile come custodia,
ogni ricordo andrebbe a evaporare

filtrando da fessure dove codia
giorno per giorno sempre più vicina
con la sua falce quella che non m'odia

e ad auscultarmi il battito si china
perché sa presto resterà silente
per una notte senza più mattina.

I bei ricordi impiegheranno un niente
a scivolare via dalle fessure
di quei ventricoli del cor morente

mentre faranno le ultime punture
per iniettarmi qualche toccasana
prima che fredde restin le giunture.

Saranno i primi, non è cosa strana
perché son pochi e sono i più sottili
e il mio miocardio è emmental, non grana.

Per rimediare mancan gli utensìli,
lo scrigno in petto è troppo lacerato,
non può serbar ricordi né monili

mentre s'avvia del tutto abbandonato
verso gli inutili ultimi controlli
in un sistema ch'è già smantellato

tra gli interessi di quei pochi folli
che guadagnando stanno cifre enormi
mentre SSN¹ aspettano che crolli…
ma non pensarci adesso, taci e dormi.

¹: per la metrica, leggasi "essessénne".

10/02/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Le speranze emergono
Permeando orizzonti
Nei cuori infranti
Scorre la vita immensa
Canti soavi addolciscono
Sentimenti inermi
Nel ruscello dell'anima
Aleggiano passioni
L'eterno respiro del mondo
Elargisce fulgidi sogni.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Stringimi ai tuoi pensieri,

affittami la luce dei tuoi ieri

ed io fiorirò nei tuoi domani

come pioggia di stelle fra le mani

perché amare è un sogno incompiuto,

un uragano di cuore perduto,

disegno dei miei sensi imperfetto,

morso di mare fra i silenzi del tuo petto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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alari in volo -
spilloni sulle spiagge
spruzzate al sole
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Terzine di endecasillabi a maiore incatenati, l'idea di partenza era di realizzare un "rondeau" di terzine di endecasillabi a maiore incatenati, l’ultima strofa lancia la rima per la prima:
&A& ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HIH IJI JKJ KLK LML MNM NON OPO PQP QRQ RSR STS TUT UVU VWV WXW XYX YZY Z&Z (decisamente troppo espanso, ma avevo da raccontare).
Però mi son sbagliato per cui, essendo ripetuti due gruppi di rime, non è un vero rondeau ma semplicemente terzine di endecasillabi incatenati secondo questo schema strampalato:
&A& ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HIH IJI JKJ KLK LML MFM FOF OPO PBP BRB RSR STS TUT UVU VWV WXW XYX YZY Z&Z.


Me ne andavo vagante per i campi
lungo strade su cui pareva morta
l’esistenza d’umani senza scampi

che in inverno non aprono la porta¹,
quando un forte dolore dentro il petto
m’informava lo scoppio dell’äòrta.

Col respiro rimasto troppo stretto
e la vista di nebbia imputridita
stramazzai giù, supino, in un boschetto

conscio che ormai finiva la mia vita
con la sete che dava assurda arsura
mentre già fredde stavano le dita

tra loro in insensata blindatura;
immaginando assurdo funerale
capii che non avrei la sepoltura

del cadavere senza alcun segnale
ch’a ritrovarlo alcun possa guidare
quand’ecco arriva lurido un cinghiale

che coi miei resti vuole banchettare!
Ma c’è qualcosa che ora non mi quadra:
le bestie in questi campi sono rare

e cinghiali non c’è nessuna squadra²,
non giunsero giammai in questi posti
e questa riflessione fu la ladra

che suggerì trattarsi di scomposti
incubi privi d’ogni fondamento
che erano dal cervello stati esposti

solo per disturbare chi al momento
cercava un buon ristoro alla fatica
dei giorni che viveva nel tormento!

Allor rivoluzione bolscevica
tento di dirottare l’illusione
e già la vedo, lei, l’amata amica

che bocca a bocca fa respirazione,
poggia sul petto mio mano fatata
per poi senza nessuna esitazione

aprir la gabbia³ e a costola spostata
l’aorta ricucirmi e poi al cuore
congiungerla com’era sempre stata

per poi con un sorriso e mio stupore
con i suoi baci magici sanare
anche quei pezzi morti con dolore

che smisero anni fa di palpitare
e allinëar le tre più svalvolate
a quella di metallo a governare

senza nessuna perdita gittate
di rossa linfa andante a rinutrire
le fredde membra appena risvegliate

e di seta invisibile le spire
stringeva per richiudere il mio petto
e altri baci facevano sparire

le cicatrici e il loro triste aspetto,
non solo la nuova, anche le più vecchie;
mi rialzava tenendomi ben stretto,

sussurrando parole nelle orecchie
di cui godevo esageratamente
ma le perplessità furon parecchie:

mentre diceva «Amore mio…» … beh, niente…
si palesava troppo l’evidenza
d’impossibilità che quel frangente

fosse rëale nella mia esistenza!
Anche dormendo m’era ben lampante
che «amore mio» toglieva congruënza

a quell’evento, pure da sognante.
Anche se spesso in sogno me lo dice,
è sempre quel dannato brutto istante

in cui la mente, fredda accusatrice,
risveglio impone ché non è nel sogno
che va vissuta questa cicatrice.

Resto sul letto e quasi mi vergogno
d’un «amor mio» rubato con la voglia
d’un riscontro di cui avrei bisogno

per non passare quella nera soglia
posta a confine della mia follia;
certo sul petto insiste forte doglia

ma cicatrici che non vanno via
sono le vecchie, manca quella nuova,
prova che è stata solo fantasia

che a rinfrancarmi ancora a volte prova
con sogni che persiston quanto i lampi…
poi la vescica impone che mi smuova!

¹: nella stagione invernale le case sparse in queste campagne hanno le porte sprangate, completamente abbandonate;
²: branco;
³: gabbia toracica.

06/02/2024

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pendule bianche
sole nel buio bosco -
incerti passi
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Non scendere nel cielo

con un vestito di battiti

accasciati nel silenzio,

spartiti di pioggia

divideranno il vespro

in pensieri di cristallo

e la magia dell’animo

ci disegnerà indifesi

ad aspettarci fra i baci

come nel cuore a nevicarci.

Non scendere nei miei occhi

senza il plettro del mare

cucito ad uno spigolo di poesia,

non ha casa il dolore

sulle scrivanie della sera.

Ho fame d’una pace d’esistere,

di leggere solo e soltanto di te,

in un dolce petalo d’universo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Accade di sentirsi
Una foglia smarrita
Accanto a uno stagno
Circondato dal fango
Respirare sogni malconci
Ascoltare voci interrotte
Sentire dita tremanti
Sfiorare la nudità
Di piccoli mondi
Accade ogni giorno
Nel sentiero di un bosco
Dove soltanto la luna
Mostra il suo lato nascosto
Imperterrito come la fame
Mi domando chi sono.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Progetti - Aspoc

Ragazzi come mi sono divertito
questa sera!
Fuori pioveva
ma dentro c’era il sole
illuminato da sorrisi spensierati
in quel momento
mi son sentito come loro
migliore.

Chi lo avrebbe mai detto
se non l’avessi visto coi miei occhi
che esiste al mondo
codesta intelligenza

che bello!

Vedere quei ragazzi
che all’impatto
sembravano diversi da me
e ci ho messo un attimo
a capire che mi ero sbagliato
erano belli come il sole
ed il tempo non avrebbe mai cancellato
il loro sapere
facendo finta di non sapere.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Limerick AAbbA.


Presto dovrò passare a nuoto il Lete
ché per Caronte non ho le monete,
ma io non so nuotare:
starò fermo a seccare
svuotato dalla fame e dalla sete!

06/02/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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