Sale un signore dai riccioli d'oro.
Dell'est sono i suoi lineamenti,
In bocca non ha tutti i denti.
In un palmo tiene il suo violino,
Nell'altra mano una cassa come passeggino.
Inizia a strimpellare una famosa musichetta,
Ma lo fa un pò con troppa fretta.
I passeggeri non sembrano apprezzare,
Il suono a tratti par stonare,
Io invece guardo i suoi occhi chiari,
Di gioie viste e vissute paion avari.
Ad un tratto il suo pezzo finisce.
L' aria di note stonate si pulisce,
Lui tira fuori un bicchiere dal giacchino,
Sperando in qualche euro per un panino.
La scaletta…! -
Mi dicono
Si, ma poi?
Come stare su un palco
e reggere la scena tutta da sola
Gli altri sono torce
e tu, in bilico, il giocoliere
Ma non voglio metterla sul pathos
ché mi hanno già detto
che così sfondo nel trap
o rischio versi a cazzo
Tu, però, non eri il suggeritore?
Ok!
Sono la bambina ginocchia sbucciate
Non mostro l’età
ma mal’aria respiro e la polvere in pista
fa pendant con altre cose
Ho parole non dette
La casa si stringe
e non so dove sono
Qualcuno mi passa la scaletta?
Che se non tutto, almeno l’inizio
Sono brava a ricominciare,
così, … tanto per dirne una.
Hai mai pisciato tra le ortiche?
Non posso più volare stop
L'amicizia è diventata ombra stop
Dell'amore ho perso le tracce stop
Il silenzio è audace stop
Nessuno ascolta stop
Le nuvole hanno sentimenti stop
Diventerò pioggia stop
Sono felice stop
Molto felice stop
Molto molto felice stop stop stop
E stanno
seduti al molo che guarda la marina
fissi, bruciati dal sale, occhi stretti,
piagati i volti per il tanto sole.
Le mani contorte, callose
al ritirar le reti ogni mattina
e le battaglie con il troppo mare.
Stanno aspettando forse una sirena
quella che promette un’altra vita
su isole lontane e un calmo stare.
Ed una fine adatta al pescatore.
Se mi sfiori
rammendo risacca di mare
alle curve del mio cuore,
disegni le geometrie dei miei sensi,
fiorisci nel silenzio dei miei occhi
come un fazzoletto di stelle
in un campo di papaveri.
Se mi sfiori
raccolgo cristalli del mio inverno
ed allora abiteremo nel nostro petto
come un bacio nel suo cielo.
Se mi sfiori
dillo anche alla luna,
scrivilo all’eterno.
(M)azzi vostri, vado via!
Riscaldamento globale?
La terza guerra mondiale?
Una nuova pandemia?
Non è più una grana mia!
Venga pure il fortunale,
nulla più mi può far male
percorrendo l'agonia.
Uno schermo nero spento
che la calma fiero ostenta
la mia testa rappresenta,
né tristezza adesso sento.
Non più spunto per lamento
tutto intorno il dì diventa
ma sollievo che addormenta
ogni vano sentimento.
06/03/2024
In appendice all’esistenza
regalerò appunti di sguardi
ed un rimario di luna
smarrito tra un fiore e l’eternità
dividerà i nostri nomi
in briciole di mare.
E questo canto di cuore
disegnerà le stagioni dell’anima,
trufferà manoscritti d’aurore,
planerà sugli indizi solitari
del nostro petto senza casa,
ed allor,
vestiamoci d’infinito e ricordi
in questo compleanno d’illusioni.
di moribondi spenti
in quel Nevada.
Vado più veloce
ogni volta che pesto gomme appiccicaticce
e la testa vaga
come la Mary Celeste
che forse sopravvive meglio da sola.
Un draugr mi fa l'occhiolino
e allora quella tempesta è solo una scenografia
di cartongesso.
Vago in cerca di una sete.
Vago e non vago, ossia dondolo;
Vago e vago, ossia la nausea.
Ossia la Madonna indignata su cui sputo.
La mamma analfabeta col SUV
si compiace del pargolo
pronto per la fabbrica.
Siamo ormai il paese dei Balocco.
Vago nel giro che si contorce
per essere diverso la volta dopo
come la serpe schiacciata in mezzo alla strada
che la gente chiama genericamente "serpe".
Ma il giro è lo stesso.
Il giro vaga con me; si lamenta dell'abito
che mai è della sera
e mai è festa dov'è notte.
Il giro è ubriaco in quanto giro,
ma lucido a tal punto
da riconoscere l'agonia
di vedersi la coda.
Il giro è vago come il nervo:
così comando un altro giro,
perché non sono io che servo.
Ho letto la sentenza…
non posso aver più scuse
e con gran riverenza
le porte lascio chiuse.
A volte è stato bello,
qualcosa può restare
serbato nel cervello
prima di terminare.
Il cuore m’ha tradito
su tutto m’ha deluso…
io vecchio rimbambito
a stargli dietro ho fuso.
Ora vuole riposo
per tempo indefinito,
contraddirlo non oso
col pensiero svanito.
06/03/2024
Mi accoccolo
in spiccioli di stelle,
in questa silenziosa geometria d’esistere
appuntata in una manciata
di margherite al tramonto,
in appendice ai capitoli del cuore,
caduta sulle scrivanie del dolore.
Snocciolo l’anima mia
in un rifiuto di nostalgia,
solletico l’orizzonte dei sogni
stringendoti accanto a me.
Volendo Maria,
volendo si può anche scherzare
sul tempo che passa e la vita,
sul transito delle comete, le ombre,
sul volto che cambia allo specchio,
su tutti quei sogni già nati delusi.
Volendo Maria,
insieme si può anche scherzare
su mille ideali, sulle promesse,
su tutte le lune trascorse,
i tanti pensieri non detti
ed anche sugli amori, volendo.
Volendo Maria,
(avendone il tempo)
si può sempre accendere un faro,
un sole, un abbraccio, una luce,
forse anche un dopo domani
e infine riscrivere il tempo.







