mentre la luna guarda le sue stelle
compagne della notte.
Notte ascolta le mie lodi
a colei che tace per non sorridere
mentre parole sfiorano l’aria
intrisa dal suo profumo. Forse sarà l'aria a confondere il mio cuore ma la mente ricorda i suoi baci.
innalza occhi nell'alba
delle tue labbra
lucente riflesso
su capelli sciolti
il grigio acceca
le colline in penonbra
si illuminano
la rugiada scivola
su ventre in notte
fino all'ombellico
che ti ha unito
poi trabocca
in fiume in piena
fino al tramonto
luce si attenua
e mostra
immenso.
Un' armonia di stelle a celar
Le umide schiene
smarrite
tra le candide lenzuola.
Si schiude avvolto
tra gli ansiosi strepiti
l’umano mistero
di lei che scivola discinta
tra le braccia mie roventi.
Un ultimo sospiro e
Svaniscono estasiati
Nella notte serena
I corpi
appagati e stanchi.
Puro, tra la braccia
un battito rigoglioso.
Tra gli occhi grati
e le carezze,
un sincero amor.
quando la folla in strada ci separa e ti perdo
Mi manchi in un'endemica patologia dell'abbandono
che m'afferra anche quando ti tengo per mano ed entro nei tuoi occhi
Semplicemente mi manchi per la tua dolcezza le attenzioni e fermezza sul mio volare arruffato in percorsi di vita discontnui a cavallo di sogni
Mi manchi accanto in auto e sulla panchina di un parco
a divorare un panino col sorriso sul mondo
Semplicemente mi manchi in quella stanza nella tua casa
nei giorni senza te quando ti cerco nel buio con la furia nel cuore
Non li so sfogliare
ad uno ad uno
i giorni che Iddio, di te, c'ha fatto dono
un premio immeritato
Grazia
per noi che abbiam goduto del tuo viso
m'hai accompagnato
per metà della mia vita
padre tenero
severo nel tuo seminare la Fermezza
con l'esempio,
vestito dell'amore ultraterreno
che dello Spirito emanava
protagonista della Storia
designato
a tua insaputa
il Cielo in te ha vibrato
sintesi d'Amore
guerriero armato solo della Croce
faro ardente
sulla roccia che non cede alla paura
la forza della mia fragilità
in me porta il tuo nome benedetto
mistero della Fede
Luce venuta da lontano
il tuo infinito tempo insieme a noi
rimane acceso.
nel pensar fortemente
di vivere.
Come se davvero
Per me qualcuno
Avesse fatto spazio.
Tenui, per me
Si posano
I mendaci sorrisi,
oltre le alte mura, dove
il respiro mio si perde.
Vivere è
scegliersi ed amare
la vita come fosse una donna,
la tua donna,
procacciandosi dal suo amore
la gioia autentica
che rischiara le notti tristi.
E poi con coraggio vivere,
vivere fieri e selvaggi
illudendosi di poter
combattere la morte,
dandosi un nome,
una passione.
Quanto prezioso
per me sarebbe afferrar
violentemente sì cara
illusione,
e bruciare nel vortice
della vita
per poi gridare in faccia al
destino,
io vivo, vivo!.
Ed invece, adagiato
nel mio strazio
mi ritrovo
a scansare la vita
come fosse
un errore sciocco,
o un banale vizio.
i tentativi furono tanti
mi vesto da sarto
e rattoppo strappi
di luce passante
ormai logoro il tessuto
non regge più gli sforzi
come Penelope
scucio e ricucio
attendo paziente
ho imbastito momenti
in filo bianco spento
legandoli stretti
da troppo tempo
ammatasso quel filo
il suo capo
ogni tanto
in miraggio mi appare
infilo l'ago
rattoppo strappi
ieri
imbastiti.
E' già notte.
Oziando stringo i pugni,
ancora un crudele folle sogno
che picchia, sull’incudine del giorno.
E volo,
come Icaro, sull’onda tremante,
tacendo sussulti d’amore
stregato, evado
lontano,
nel dorato silenzio
arricchendo l’eco di ricordi
tra chiose nude del pianoforte,
…nel dolore.

Pare lontano
visto da qui
perso negli anni
lattiginoso alone di memoria
e in fondo che cos'era...
un sentimento
forte
legato a doppio filo
un'emozione che toglieva il fiato
pura attrazione
o forse vera essenza
qualcosa che ti cambia e ti travolge
ti rivolta
e lascia un segno imperituro
le cicatrici mai scompaiono del tutto
e se le sfioro
il cuore mi racconta ancora
di un amore
che resta l'unico nel tempo e nello spazio
distante
eppure il solo
prigioniero
stretto nel palmo della mano.
… albe boreali rivivono nella forza di un bacio
è la luce che traspare nel riflesso dei tuoi occhi,
i desideri ci han uniti han svegliato sensi assopiti
hanno colorato l’amore ,il nostro amore.
Portami su alture di paradiso !
Più in là su dove io possa toccare il cielo ,
toccarti mentre tu ti spogli e carezzarti mentre ti addormenti
e lasciarti la scia di una stella per farne il tuo capo ornamento .
E mi porterai il volto del paradiso,lo so!
Nel fuoco brillerà il colore delle tue labbra ,
nella brace ardente arderà il fervore delle tue gote
e nella fiamma dell’amore già riscaldi il cuore tuo.
Portami dove nessuno mi potrà ascoltare!
Nel grembo tuo materno dove lì son nato:
Come un bimbo nascerò di nuovo
e dai morbosi flauti suonerò le grandi liriche.
E dal sanguigno il putrido vomito di sterco fallica
l’insania avversa l’anima mia cattura,
per me fosti idolo idolatro tesoro di prati e onde
fosti universo e niente il chiaro scuro di spazi liberi.
Portami oltre te e mieterai calore dalle pietose viscere
dalle tue braccia coglierai dolcemente la mia veglia,
e darai a Dio l’immolato sacrificio :
È il cuore mio insanguinato che lo alzi al cielo e ne fai giubilo.
Si, portami su alture di paradiso voglio vedere la valle delle stelle!
Quella dove ci Siam baciati e derisi ,
dove strade e vicoli ,prati e campi ,città e paesi
angoli di mondi ci hanno amati .
Portami lontano perché voglio capire, il perché?
Voglio dimenticare tutto il dolore !
Su alture di paradiso con te volerò nel sole.
ricreare un profilo sbiadito negli anni
Gli argini alti imbrigliano il corso del fiume
come il tempo che arido incalza
arginando speranze
Resta solo una traccia lontana
l'azzurro degli occhi ed un sogno ferito
Coraggio mancato di urlare quel nome
chiamare quell'ombra per farla fermare
raccontarle il dolore di un amore suicida
Lulù
resti così
cucita ai miei ricordi
ricci di rame e pelle color luna
minuta fiamma
vela al vento nell'oceano dei tuoi occhi immensi
d'acqua chiara
d'innocenza era il tuo volo di farfalla
intrisa nella pioggia
del destino,
primula, tu, senza radici da innaffiare
fede radiosa
in cerca d'una mano
che saziasse di carezze la tua fame
ignara
ricordo l'alba
che illuminò le dita strette a una conchiglia
fiore di mare
divelto e profanato sulla spiaggia
cinque anni
senza futuro nè passato
vestiti solo del silenzio innaturale della notte
inorridita.

Per lumi intendo riferirmi al periodo dei Lumi, al movimento culturale dell'Illuminismo, al trionfo della ragione e della scienza.
Il tempo sospeso è quello della festa che annulla la quotidianità.
Le foglie sono le barche cariche di migranti
che le tue mani
i tuoi occhi
la tua bocca
mi donavano
ora sono in astinenza
ho freddo
tremo
la mente non crea più
chimica
il bacio è sterile
il rispetto è essenza
il patos è nubile
le porte un dì sbarrate
per occasioni al volo
sono ora spalancate
e caste
la complicità ha cambiato numero
i monologhi si cullano da soli
le eccezioni sono rare
come un dono a sorpresa
voglio slegare quel fiocco
gettare quella carta
per rivedere noi
in porcate
ora solo
sognate.



