… nel cielo terso vedo occhi luminosi
frammenti di stelle cadono e realizzano un sogno:
Sono gli occhi dell’amore ,i tuoi a risplendere
e ad accendere fiamme e lumi che erano spenti .
Leggende greche le raccontano
in singhiozzi muti dispersi dalle anime ,
si tracciano così le prime frasi d’amore :
Sei tu l’amata ! Unica mia vita !
La sorda lettura che lascia messaggi di poeti innamorati
io l’intruso m’assicuro il tuo sorriso,
quell’incedere costante ci fa complici
mi porta nel solenne e maestoso divenire
mi apre orizzonti nell’aspre terre .
Sono i tuoi , i suoi quelli di mille innamorati a fiorire
e festeggiare la luminosa scia
che in questo tempo illumina la via ,
è la ricorrenza feconda di un rinnovo certo .
Hai gli occhi dell’amore , amore mio!
Mentre io ti bacio viaggio nella luce,
tra le mie mani le tue giocano carezze
ci lasciamo andare e tutto è certezza .
… è la festa degli innamorati !
La tua ,la mia di mille amati
oggi con te io son felice …
se ogni volta che ti penso
gli angeli che mi hanno sorriso
piegano le ali, incapaci di volare....
Non so, se la collera è compagna al dolore
se fuori per sempre piove,
Se la voglia di credere,
ti può bastare,
se ti basta
e se ti serve ancora sognare.
Non so pregare, ma ho pianto tanto
non riesco a vivere, senza averti accanto.
Fermati ancora, stammi vicino
credici amore,
nella notte e al mattino,
dammi un sorriso, ti prego,
ti amo
angelo mio, fammi andare lontano.
Lo so che le foglie stanno cadendo,
ma non voglio che siano,
buttate nel vento.
Nel vento che spira, e fermarsi non sa
mi volto e ti guardo,
prima poi passerà.
Come passano gli anni,
e la polvere posa,
perchè possa di nuovo fiorire una rosa,
perchè possa una stella
dar luce al tuo orgoglio
sussurrandoti ancora....
ti amo e ti voglio
lo sguardo s’incrocia con
occhi ardenti.
Sorrisi, baci carezze
su pelle vellutata,
mani che s’intrecciano,
sentieri d’armonie
che il cuore canta
alle melodia d’amore.
Un sasso lanciato sulla superficie,
nel lago della serenità
la mente si fa buia ombre sospetti,
litigi paure abiti coprenti
addì lacrime amare
d’un amore finito
tra amarezze
di un canto stridente
chiamato gelosia.
MARZIA ORNOFOLI
03/05/11
solo tu hai addolcito
gli animi più duri
e sfondato le tristi
porte del cuore,
hai donato
un raggio di luce
a chi era perso nel buio.
O Karol non trovo le parole,
la mano è un pò tremante,
e tu dall'alto dei cieli lo sai
che il tuo dolce sorriso
ha conquistato il mondo!
Karol questo sei tu
agli occhi miei!
Ostentano alterigia
sciorinando virtù oratorie
incessante e avvilente
Genesi della SUPERBIA
Contano di vigilare
ogni retto sapere
adattando con impegno
la regia della GELOSIA
Erodendosi dentro
umiliano privi di cortesia
l’altrui seppur misero valore
osannando l’INVIDIA
Ferrati pedagoghi
dell’arte del predicare
s’illudono solitari
liberando IPOCRISIA
Qui che pareti non ha
Qui dove non siedo al riparo dal vento
Qui dove la tempesta mi coglierebbe scoperta
..e fragile...
Qui trovo rifugio
Mi appoggio lieve, spaventata,
colgo il caldo benvenuto,
mi rilasso morbida,
posso distendermi dentro di te
posso spaziare nel tuo spazio
e respirare nei tuoi accoglienti margini.
Qui dove l'attimo non si perde
Qui dove il necessario non serve
Qui trovo rifugio
E la tempesta mi coglierebbe scoperta
..e vulnerabile...
ma qui, in questo tempo che tempo non è
in questo spazio che confini non ha
io trovo rifugio.
e un dolce silenzio
invade l'animo mio.
I contrasti del giorno
non pesano al cuor,
la quiete
nella stanza buia
dona speranza
al mio corpo stanco.
La notte mi accarezza
i pensieri si annullano
e intanto per me
un dolce risveglio.
Vieni a cercarmi nel tuo destino,
ti aspetto da sempre
sai?
Sono dentro ai tuoi sogni,
dentro alle tue mani,
dentro al tuo respiro
che non sà dove trovar dimora.
Mi chiamerai amore,
quello che sai d'esser amore,
quello per cui moriresti
quello di cui vivresti,
di me,
in me.
Mi chiamerai passione
quando sentirai sulla pelle
il fuoco ed il gelo insieme,
quando vedrai i miei occhi dentro al tuo specchio,
ed il tormento sarà delizia,
sarò io!
mi chiamerai passione.
mi chiamerai amore.
AnnA Bonarrigo
(bell'Anima)
noi giochiamo
il lettere che in fila
una ad una ci mostrano
la realtà da noi
modificata
le nostre coscenze
vagano delubrificate
a cavallo in vento
di attimi
giocati al tavolo
di maestri del bluf
senza analizzarle
amiamo l'attimo
la passione
estrapoliamo immagini
di fantasia perfetta
la parola prende forma
e sempre
pigiamo invio.
A Roma
Quando la luna scende dal cielo
Scopre le stelle e squarcia il suo velo,
sento carrozze che vanno cigolanti
che per le vie di Roma portano nobili e briganti.
Cala la notte sui cento castelli che accendono il buio
per quanto son belli.
Sui cieli di roma brilla la storia,
mi guardo intorno e rifletto di gloria.
Dal foro al Colosseo trovo il borghese, il nobile e il plebeo,
la statua di cesare e quella di Ottaviano
lungo la strada mi portano al vaticano.
Quanto sei bella roma,
con te la vita si accende, non è cupa,
vedo Romolo Remo e la sacra lupa.
Con i colli dall’alto ti imponi e all’altare ogni anno
I fiori deponi.
E lungo il Tevere che scorre lento sotto i ponti,
i sette sovrani con i sette colli vanno incontro ai tramonti.
Al calar della sera, lasciandoti oh roma mi viene il magone,
mi giro, ti guardo e mi sorride il cupolone
il regista da gli occhi
guida il cammino
la scenografia è fatta
in essa noi ne viviamo parti
modificando gli sguardi
gli attori e le controfigure
ne fanno parte
le comparse fanno numero
deviando dettagli essenziali
che in tale folla
mascherano premonizioni
il dettaglio piu stupido
regge la vita
a volte il regista
la ignora.
su rotte di aerei distratti
che non guardano in basso
le vite di un giorno qualunque
in affanno privo di scopo
senza speranza di inventarsene uno
Fittizie esistenze
in confezione regalo
di effimera bellezza
prigioniere d'ingorghi
Attese di sogni tagliati da tram e metrò
rigonfi di burattini frementi
verso mete avariate da un sempre impegnato a raggiungerle
Attori di falsa indigenza tendono mani
Nuovi poveri con storie e memorie di terre lasciate
si tuffano su auto ai semafori con grinta rapace
per un servizio non chiesto rifiutato con sgarbo
La vita agra di un giorno tra i giorni
si consuma avara tra prati di latta e colline in cemento
per il dono di un sorriso in TV





