I rami di un salice piangente
Copron l’orizzonte del mio parco
Lasciando un sol pertugio, un varco
Da cui io vedo poco o niente.
Ma quel poco che si vede,
l’anima mia strugge
e da quel dolor rapida fugge.
Allora, lei in lacrime mi chiede
Di non porgere più gli occhi
Là ove scorge tanta pena.
Ascolta anima mia i rintocchi
Della tua campana che serena
Ondeggia! Il suo lento e dolce suono,
che temevi un tempo come un tuono,
un altro cuore oggi benedice,
e dal dolor per sempre l’allontana.
Ascolta, ascolta anima mia insana:
anche tu un dì sarai felice!
E la campana allor suonerà per te.
12/8/2011
dedicata a tutti quelli che, come me, son stanchi di vivere

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