I rami di un salice piangente
Copron l’orizzonte del mio parco
Lasciando un sol pertugio, un varco
Da cui io vedo poco o niente.
 
Ma  quel poco che si vede,
l’anima mia strugge
e da quel dolor rapida fugge.
Allora,  lei in lacrime mi chiede
 
Di non porgere più gli occhi
Là ove scorge tanta pena.
Ascolta anima mia i rintocchi
Della tua campana che serena
 
Ondeggia! Il suo lento e dolce suono,
che temevi un tempo come un tuono,
 
un altro cuore oggi benedice,
e dal dolor per sempre l’allontana.
Ascolta, ascolta anima mia insana:
anche tu un dì sarai felice!
 
E la campana allor suonerà per te.

12/8/2011
dedicata a tutti quelli che, come me, son stanchi di vivere

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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Commenti  

Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 04-03-2012 01:07
intensa e struggente,condivisa
Alberto Automa
+1 # Alberto Automa 04-03-2012 20:31
...da un titolo un pianto... molto bella :-)

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