Il Poeta?
chi è il poeta?
colui che prepara un giardino
ci semina i semi del suo piccolo orto
per portarlo a diventare un angolo di pace
Il Poeta?
forse è un pazzo
forse è un menestrello
o forse ancora un giardiniere dell'anima
che dicendo si consola del profumo di altre anime
Il Poeta?
ma chi se ne frega di lui quando cammina e respira per strada?
ma chi se ne frega di lui quando si ferma e decide di andare
lasciandosi alle spalle i suoi sparsi versi
Il poeta?
il poeta è solo un attimo che non si vede! di Antonella Soddu

… Anima anelante…
Pensieri scuri schiariscono invano
L’anima nell’incertezza vaga
Ricordi reminiscenti si accavallano
Volontà di cancellare non appaga
Cuore non si esime
Dal fremere di emozioni
Parlano per lui solo lacrime
Espressioni incontenibili di delusioni
Voler riuscire a credere
Il giungere d’invisibile carezza
Inaspettata mano il suo porgere
Spiraglio di piccola certezza
Timido raggio appare
D’aurora anela l’anima tingersi
Buio del nulla scompare
Desiderio inconscio di perdersi
Nel mare, la luna
osservava il suo riflesso.
Era la regina della notte.
Tante piccole stelle
attorno a lei
la ammiravano e invidiavano
per la sua immensa bellezza
e splendore.
Ma non appena le piccole luci
si furono allontanate da lei
delle gocce di cristallo
intaccarono la tavola blu
sottostante.
Non erano altro
che le sue lacrime
lacrime di solitudine
e consapevolezza
che le rammentavano
che sarebbe rimasta
sempre e comunque
solo uno specchio.
..........e il Grande Burattinaio
cambia la scena,
nello spettacolo della vita
di nuovo è l'inizio.
La terra genera il germoglio,
l'aria si stempera e
il cielo veste il suo abito più bello.
La bussola impazzita
nel grigiore invernale
torna a segnare est.
I sogni rimasti nel cassetto
fanno capolino e sperano di realizzarsi.
Mani esperte
sfiorano un cuore che vibra,
teso allo spasimo
capace di far uscire il suono dolcissimo
che la mente conosce.
Grazie primavera,
l'anno nuovo inizia ora.
Soffia il vento,
mi sorprende assopita
e di nascosto mi accarezza
con fragile timidezza.
Questo vento che porta
il tuo profumo,
una piuma di brezza
che mi avvolge... e respiro
l'essenza di te,
un' essenza divina,
quella che sei tu
adesso per me...
E abbraccio desideri puri
che inebriano
il mio esser donna
e stringo tra le mani dolenti,
fantasie d'amore
e penso...e penso a te....
Penso a quei promessi baci
e al calore che emana
il tuo respiro...
e l'amore, l'atto del far l'amore,
il momento in cui tutto svanisce
e siamo un battito
di un unico impazzito cuore..
sei vera reale...
esisti?
Chi sei
tu che appari tutte le notti
nei miei sogni.
Mia bellissima Dea
vorrei passare con te
roventi notti di passione
ma ci sei... esisti davvero?
Dove sei dolcissima musa
tu che hai sconvolto la mia vita.
Vorrei conoscerti, amarti,
coccolarti...
farmi sentire importante
regalarti tutti i giorni una rosa,
ma sei solo un sogno?
dimmelo ti prego!
esisti davvero
o sei solo miraggio....
Non sono le parole dette
ad entrare nell'inferno
del cuore silenzioso
ma quelle non dette
la loro crudeltà taciuta
ferisce come puma appostato
con la bava alla bocca
che con lingua nervosa
pregusta il sapore del sangue
di una preda ignara
già segnata dall'odio
di chi ha deciso la sua vita.
Incombe lo spirito
interrotto
sotto cieli viola impietosi
che risucchiano la speranza
di briciole d'amore
rimaste a far da compagnia
ad una vita seduta che
aspetta di morire.
Ghiaccio che preme il petto
petto che vuole squarciarsi
cuore che esplode dentro
lembo d'anima che trema
pensiero lancinante di vuoto continuo.
Parte oscura, prende i pensieri e li fa suoi
non son più di me
ma dell'essere invisibile che ha preso me.
Avvolge il corpo come pellicola per pachi
Staziona nella mente come un essere immobile impadronitosi del centro della stanza
e d'improvviso avanza a cerchio che chiude dentro tante voci
dal volto senza espressione
gambe s'inchiodano al pavimento
ferme, immobile
e correre e urlare è una lontana sensazione
l'essere invisibile impone la sua volontà
Cammina guarda avanti
non distrarti
la pelle è tua
afferrala prima di stramazzare
per terra
con le macchine
che passano vicine alla morte
piena di alcol
andrenalina
sporcata dagli occhi accecati
distratti dalla radio
ad alto volume
e nervosismo per niente
Fai attenzione
pensa a chi ti ama
a quello in cui credi
ai valori trasmessi
dai tuoi genitori
feriti dall'esibirsi
di un volo sfrenato
Guardo quelle colline lontane
porgendo la mia vecchia mano
le voglio toccare,
ma solo lo sguardo ancora
fin li, mi accorgo può arrivare.
E il pensiero prova,
nel tentativo struggente,
ad esaudire il desiderio mio,
ma vecchio e stanco è anche quello
... si perde, si spezza il pensiero.
Vedo l'aquila che sorvola
la neve perenne e pura,
malinconica anima mia,
vuoi raggiunger da sola
quella che è la libertà.
Solo la speranza così in alto
sa arrivare…
e l'amore...l'amore che dal cuor
nasce, quello vero, si libra fino al cielo.
Tu, povera anima, ancora
nella mia prigione impolverata
sei chiusa
e come ora sai,
solo nel limbo ove ti spetta
il prossimo passaggio,
volare potrai.
Guardo quelle colline assai lontane
ma gli occhi miei
non vedono da tanto,
in verità.
Usai per l'ultima volta
un frammentato ricordo,
per l’ultima volta respirai giovane libertà...
Distantemente vicino
ai tuoi occhi socchiusi
mi innamoro dei gesti e delle parole
le stelle non hanno percorso
e l'elisse dei pianeti indica il sentiero...
Delicatamente persuaso con forza
mi cospargo di sogni e di poesia...
non chiedo di AMARMI come farei io
chiedo solo di aspettare che
il tempo faccia nella lenta fretta
quello che velocemente ho sognato per 30 anni
DISTACCO la spina della morte,
io voglio LA VITA!
Fine o inizio.
Dentro il petto si scatena
la fine della solitudine
delle finestre sempre chiuse
della neve che si fa acqua.
Fine o inizio.
Del tempo che passa in fretta
inizio dei giorni di sole
dell’assenza che cagiona angoscia
delle pause che s’intrecciano
del sangue che accelera la corsa
timore della fine
di quest’inizio d’amore.
Fine o inizio.
Tutto svanisce negli occhi
quando al tuo pensiero
l’alba m’invade.
E parlando di te ho trovato me
nelle righe di uno scritto lasciato nel tempo
nelle struggenti note di un pianoforte
e chiedendo di te al mondo
ti cercavo nelle risposte lontane nel silenzio
Suoni, rumori, odori, sapori
e parlando di te
ho cercato di me
e chiamando te
richiamavo me.
e nel dubbio di un momento sparso nel vento
chiedevo a me di ritrovare te.







