Come un uccello chiuso in gabbia
lecco le mie bagnate penne
e guardo fuori un mondo
che più non mi appartiene...
Troppi dolori mi han segnato il cammino
e troppe lacrime han fermato il mio passo
,
le braccia mie abbandonate e stanche
nascondono pugni serrati dalla rabbia.
Tutto mi han tolto con indifferenza,
più niente dei miei giorni assolati,
copre tutto la nebbia bagnata del mio pianto..
.
In questa prigione il mio vivere ormai
e qui nascondo gioie lontane e sogni perduti
e speranze morte,infrante da tanto,
qui aspetto una mano pietosa
che liberi me e il mio pianto
e la mia nostalgia e il cercarti ,ormai lontano
e il non trovarti,
che soffochi il mio desiderio di te,
figlio mio e il mio canto morto,
che urlo nel silenzio del mio incedere stanco ....

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