
... Irrealtà presente...
L'anima,
eterea, impalpabile,
quasi inesistente
ma, quanto è tangibile
in Noi;
talmente così
reale,
da riuscire a trasformare
quel sentiero del
nulla,
in un meraviglioso
viale;
basta la sola
carezza della presenza
dell'altra,
con il suo
completo coinvolgimento
incondizionato,
dell'essere insieme…
Il mio domani è sulla cresta
di un’onda gigante.
E’ sospesa nell’aria
in un aspettar sublime.
Sta per abbattersi
su tutto il mondo
per svegliare il mio destino.
Lancio un disco
che taglia l’onda in due.
Oggi è già morto
e domani sta per infrangersi
sulla sponda della vita
coprendo un barbarico urlo
di chi esasperato
con le proprie mani
squarcia la pelle viva del petto
e acceca il sole con luce improvvisa,
che esplode dal mio cuore
la luce del mio amore.
Il miracolo per me stessa
lo creerò io
resuscitando il mio futuro,
quel domani , che ora è mio
lo decido io, con permesso di Dio.
Tre girasoli in un affresco da me creato
che non seguono più il sole
ma la luce del mio immenso cuore.
L’onda ritira le sue acque torbide
e porta con sé i resti di ieri,
oggi è la schiuma galleggiante
ma sono solo bollicine
che scoppiano all’istante.
Il passato ha cessato di vivere
il mio oggi lo uccido io
con le mie mani
preparati amor mio miracoloso
io sorgo… domani.
Non piangere amore
ascolta il silenzio
che abbraccia
senza far rumore
bacia la notte
che nelle tenebre
t'illumina il cuore
senti com'è dolce
il richiamo del tempo
che culla i pensieri
li addormenta
nel rimpianto
e li risveglia nel dolore.
Non piangere amore
sono quì sola
che aspetto te
che torni dal sogno
mentre appoggi il capo
nalla luce lunare
racconti come mai
te ne sei andato
Non piangere amore
è triste persino la rosa
che avvizzisce
al rimpianto
della tua promessa
di eterno
mentre ti ha visto
chiudere il cuore
partendo.
Non lo vedi
quante parole
potrei inventare
per farti restare?
Sono quì che
strappo i ricordi
per non morire
ricucio il dolore
in nuova forma
di poesia
e aspetto che
mi venga indicata
la via di fuga
dalla sorte.
Per una sola
speranza
una qualsiasi.
Evadere da una prigione austera
là dove un uomo più non si conosce
brandendo un'arma con audacia altera
annientare quel che intorno disconosce.
Restare poi da solo con l’anima acchetata
e non sentir rimorso di quell’esilio terso
scrivendo una canzone dolce musicata
che enuncia della vita il senso perso.
e incoscenza manifesti
sei lenta e indiscreta
ma di sinuosi gesti...
Nuda ti mostri
di così limpida magia
nuda ti voglio
che l'incanto mi porta via.
Sento un turbinio
di passioni e foreste
sento un vortice
di calor celeste.
...e il desiderio è insistente
ed il brivido onnipotente
il tuo viso è rosso
e mirar più non posso.
Le tue labbra mi sfiorano
e le curve mi divorano
m'immergo nel pensiero
e toccandoti m'annego.
A te..che mi sorprendi
cercando fantasie
un fuoco ardente accendi
d'implacabili follie.
Dove mi finiranno i passi
se non su te
se non con gli occhi miei
incollati al tuo colore
se non con te
che a guardarti
sembri lunga e distesa
e a camminarti poi
si sente il peso di un passo
che stenta a divenire lesto
e quando diventi tortuosa
e i tuoi pendii si fanno irti
sai come disarmare
chi non ha la volontà
di proseguire
senza arrendersi
al tempo che passa.
A volte sembri un fiume e noi
barchette un po' precarie
lì a stender vele bianche
che nessun vento
saprà mai gonfiare
se non ci crederemo
a gettar ferraglia d'ancore
su oasi di nebbiosi approdi
o a remar fino allo stremo
contro ogni corrente.
Non c'è mai fine alla strada
e ognuno sulla sua
vive la condivisione
affronta la solitudine
combatte il dubbio
e ricerca la sua storia.
E poi sceglie
di donar sorrisi
senza morire un po'
ad ogni addio.
Che il cuor ti si rallegri mio Signore per tutte le ore liete a venire ché il giorno finora ha rubato l'anima alla notte e risplende tutto intorno e il mare ancora tiene l'onda che non conosce sosta. E mentre un vento delicato scende ad accarezzar le vie che inseguiranno il tuo cammino che resti il cuor tuo aperto e vivo e i passi ti siano sapienti nel conto dei giorni. Il viaggio è lungo e non di luce sempre sarà adornato e nell'ombra densa servirà il ricordo di quel tempo che sfamò le ore vuote e riempì i pensieri di speranza e di coraggio e di virtù. Benedicano gli Dei le tue mani ed i tuoi occhi affinchè siano risorsa di quanto ti ha condotto fin qui nel sentiero percorso tra terre selvagge e guerre sanguinarie. Fino alla fine del mondo e oltre ti avrei seguito mio Signore mio capitano, mio re ma è questo il tempo di attender lo svolgersi di eventi e di lasciar che il cuore resti quello ch'è nato per essere. L'unica fede la sola strada la vera mèta del mio viaggio. * * * * *
Nella notte insonne
un'atmosfera magica
tutto prende vita
come in una favola...
Il legno dei mobili
scricchiola in un linguaggio
incomprensibile
parlano, si raccontano
ridono
forse di noi umani
dell'irrequietezza in cui viviamo
mentre l'esistenza loro
scorre tranquilla
per anni ed anni
Pur il battito del cuore
va da se,
senti il fragore sul cuscino,
e la vecchia pendola
batte le ore cantando …
Affiorano alla mente momenti
dimenticati da tempo
sogni mai avverati
parole non dette
e la promessa di pensarci domani
Il sonno ti coglie improvviso
l'alba si è rubata
la magia
riprendi a correre
al ritmo frettoloso del giorno
catturando al volo ogni minuto
sperando in un altra notte insonne
Mi abbandono
nel buio della notte
per assaporarti
nei desideri nascosti
per gustare il sapore
di quelle labbra
e con semplici baci
scendere pian piano
sfiorando il paradiso
dell'amore.
Mi soffermo
dove tu vuoi
per farti morire
delle mie labbra
che teneramente umide
e desiderose di te
amano
con immenso piacere.
Mi passasti accanto, gli occhi si incontrano e si dividono,
schiocco di ciglia, millesimo di istante, un battito irregolare,
neanche un cenno di saluto,
proprio come entrambi volevamo…
Spontaneo un mio sorriso mentre proseguivo.
Non abbiamo dimenticato proprio nulla, vero?
Tu tremasti…
per il terrore d'essere imprigionata in una poesia.
Questo scrivo, che anche tu hai visto
serpenti di fiori rossi
attorno ai nostri corpi
al virare della stanchezza
in inutilità.
Quei baci che io governavo
avrebbero poi lasciato
occhi languidi
le lampade accese.
Scrivo che tornerò da te
nell'incenso,
riaprendo quella cesta
di braccia e gambe e lingue
a pezzi, attorcigliate.
Nel limbo d’aurora sospesi,
gli occhi ancora chiusi
nel buio della notte.
L’alba incalza e la notte scolora.
Ricordi cangianti e pensieri di miele
come bagliori lontani,
echi quasi sopiti.
E’ dell’amaro fiele di pane bruciato
incisa la carne e il cuore.
A stento a galla in quel mare d’aurora,
che non è luce e non è buio.
Simulata serenità
d’anima impaurita.
L’aurora cede sempre il passo all’alba
e non c’è notte
che non sfoci in nuovo giorno
nell’attimo in cui aperti saranno
gli occhi del cuore.
Ghiaccio 5 settembre 2011
Metterò sul carro dolci onde
trafugate al mare di nascosto
avvolte con stelle vagabonde
affianco al cuore ben riposto
Metterò sul carro sano vino
per fermare infide anomalie
che fioriranno sul cammino
a strangolare ovattate fobie
Metterò sul carro il defunto
tributo di pazzo innamorato
che terrà fermo il tramonto
Metterò sul carro un sorriso
tavolozza pitture e pennello
per tracciare il mio paradiso

… Verso un “me”…
Distratto da illusione
Nel vagar incerto
Anima in confusione
In balia d’emozioni come mare aperto
Strale improvviso circonda
Timido gesto celato
Quiete, calma apparente inonda
Tornare a credere diventa cauto
Compresa indifferenza
Divenuta dal timore
Di negativa esperienza
Da mal riposto amore
Dissipa incomprensioni
Ritrovarsi naufraghe anime
Da anelate affezioni
Unisce puro sentimento tra silenti lacrime
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n.d.a. – un “me” implica verso quell’”io” che molti non sanno di avere ma, condiziona e suggerisce emozioni, sensazioni, sentimenti predisposti per un determinato prossimo invece che un altro, il quale urla silenzioso per chi sa ascoltare dall’anima…







