Sensazioni come elastici
si tendono
in una flaccida continuità
e in un mero riflesso dell’esistenza.
 
Ho la bocca chiusa
come se le labbra
si dovessero incollare
e una tristezza diffusa mi accompagna.
 
Tra nuvole desolate,
leggere e monotone,
vago e sfoglio la mia coscienza
come un libro di pietra.
 
Le cose morbide
su cui mi adagio
hanno spigoli
per la mia razionalità.
 
Aspetti fluttuanti,
macchie di movimenti,
voci d’incertezza,
cose che passano
e non accadono.
 
Grandi fruscii di alberi
intorno a me.
Da isole lontane
osservo la pianura
della mia meditazione.
 
Finzione e turbamento,
disordine e fredda pietra tombale.
L’anima ricorda e piange.

 
 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Vincenzo Melino  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Kenji
# Kenji 27-07-2012 23:22
ha qualcosa di notevole e qualcosa di troppo cerebrale per i miei gusti. Scritta molto bene. Nel complesso apprezzata
scoria
# scoria 27-07-2012 23:34
Penso ci sia un complotto in atto per ACCECARMI!!
Mi è piaciuta molto l'atmosfera Gothic-Dark che emana questo testo. Eliminerei l'ultimo verso...in quanto sto per diventare allergico all'anima e al cuore, non li posso più sentire nominare :-)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.