Lacrime immerse nella spuma di birra
fumo di sigaro
punge la gola.
Malinconici pensieri di freddi addii
separazioni improvvise
porta spalancata
su un abisso fatto di solitudini
disillusioni animate
illusioni assassinate.
Perdersi nei sogni sporchi
di un incubo alcolico
incurante camminando
su strade deserte
illuminate dal proprio riflesso di
solitudine.
Guardar le tante lettere
uccelli di carta
appollaiati su un tavolo
inutili voli mai spiccati
verso un insperato ritorno.
Febbre convulsa
di antiche nostalgie
scuote l’anima oppressa
di un orgoglio ferito
da un tragico addio.
Solitudine dimenticata giace all’ombra
di un buio tavolo
memore di tristi lacrime.
fumo di sigaro
punge la gola.
Malinconici pensieri di freddi addii
separazioni improvvise
porta spalancata
su un abisso fatto di solitudini
disillusioni animate
illusioni assassinate.
Perdersi nei sogni sporchi
di un incubo alcolico
incurante camminando
su strade deserte
illuminate dal proprio riflesso di
solitudine.
Guardar le tante lettere
uccelli di carta
appollaiati su un tavolo
inutili voli mai spiccati
verso un insperato ritorno.
Febbre convulsa
di antiche nostalgie
scuote l’anima oppressa
di un orgoglio ferito
da un tragico addio.
Solitudine dimenticata giace all’ombra
di un buio tavolo
memore di tristi lacrime.
4 commenti
Fantasmi sul soffitto
disegnano angeli di solitudine
e oscuri demoni di malattia terminale
larva umana guardo l'anima mia
ridotta ad ombra sbavata
da accanite terapie inconcludenti
umiliato nella dignità che non mi fa dimenticare
quello che ero quando tutto era scontato.
Sospeso , in attesa della signora nera
la inganno e respiro
ed ogni sospiro è una piccola vittoria.
Mi guardo morire negli occhi di chi amo
che non osa parlare per paura di dire
lasciando le lacrime mute dietro la porta.
Solo, in silenzio, chiedo pietà alla vita
che la fine sia vicina a zittire l'agonia
mamma morfina fammi sognare
che io possa morire credendo di volare.
disegnano angeli di solitudine
e oscuri demoni di malattia terminale
larva umana guardo l'anima mia
ridotta ad ombra sbavata
da accanite terapie inconcludenti
umiliato nella dignità che non mi fa dimenticare
quello che ero quando tutto era scontato.
Sospeso , in attesa della signora nera
la inganno e respiro
ed ogni sospiro è una piccola vittoria.
Mi guardo morire negli occhi di chi amo
che non osa parlare per paura di dire
lasciando le lacrime mute dietro la porta.
Solo, in silenzio, chiedo pietà alla vita
che la fine sia vicina a zittire l'agonia
mamma morfina fammi sognare
che io possa morire credendo di volare.
Gli occhi guardano altrove...
alla ricerca di un nuovo dove
negli ipermercati della leggerezza
per allontanare qualunque tristezza...
Ma non si vende e non c'è campionario
di questo Amore vissuto sul serio
venuto fuori tra mille rinunce
occhi negli occhi, quasi da complice...
Ed ho deciso che questa vita
dovrà darmi ancora una via d'uscita
dovrà regalarmi altri dolori
ed altre gioie che cancellano errori
E i tuo capelli lunghi miliardi di fili
intreccerò con spazzola magica
saremo ancora noi due vicini
contro ogni vecchia contraria logica
Ed aspetterò,io, quel tuo segnale
come la nave il faro aspetta in mare
sarai i miei lampi luminosi...
in questa notte buia, fanali accesi
E disegnerò il profilo tuo con la matita
fermando gli anni alla tua grande bellezza
commetterò il reato peggiore della vita:
amarti senza avere in cambio alcuna tenerezza...
Sarà così...
Sarà così...
alla ricerca di un nuovo dove
negli ipermercati della leggerezza
per allontanare qualunque tristezza...
Ma non si vende e non c'è campionario
di questo Amore vissuto sul serio
venuto fuori tra mille rinunce
occhi negli occhi, quasi da complice...
Ed ho deciso che questa vita
dovrà darmi ancora una via d'uscita
dovrà regalarmi altri dolori
ed altre gioie che cancellano errori
E i tuo capelli lunghi miliardi di fili
intreccerò con spazzola magica
saremo ancora noi due vicini
contro ogni vecchia contraria logica
Ed aspetterò,io, quel tuo segnale
come la nave il faro aspetta in mare
sarai i miei lampi luminosi...
in questa notte buia, fanali accesi
E disegnerò il profilo tuo con la matita
fermando gli anni alla tua grande bellezza
commetterò il reato peggiore della vita:
amarti senza avere in cambio alcuna tenerezza...
Sarà così...
Sarà così...
Mi lascio adescare da un volo
e tu mi presenti formule
sulla gravità
Mi ricovero in un sogno
e mi ricordi
della fase rem
Divinizzo una costellazione
e mi confondi
di congiunture planetarie
Se per me un fiore
è un universo di abitanti
per te è un organo
di replicazione
Mentre ascolto Vangelis
non proferire su crome
e chiavi di violino
I versi
sono missive a sorpresa
seminate da Hermes
e non architetture sullo stile
Se facciamo l’amore
non citarmi il progesterone
So bene che l’homo è sapiens…
ma lascia stare l’amigdala
quando ti rubo gli occhi
e t’incateno
e tu mi presenti formule
sulla gravità
Mi ricovero in un sogno
e mi ricordi
della fase rem
Divinizzo una costellazione
e mi confondi
di congiunture planetarie
Se per me un fiore
è un universo di abitanti
per te è un organo
di replicazione
Mentre ascolto Vangelis
non proferire su crome
e chiavi di violino
I versi
sono missive a sorpresa
seminate da Hermes
e non architetture sullo stile
Se facciamo l’amore
non citarmi il progesterone
So bene che l’homo è sapiens…
ma lascia stare l’amigdala
quando ti rubo gli occhi
e t’incateno
Disdegni ormai il tuo stesso sangue diluito
frustrato essere ancor ululi sotto la croce
negli occhi scavati la raucedine ha colpito
e l’anima serpeggia nello stridulo atroce.
Perversa goduria vile, gregge estirpato
malvagi adepti dell’ordine temporale
grovigli di pensieri nel mondo colato
e ciò che rimane è putrido e sacrificale.
Ti sciogli nella melma prodotta poc’anzi
con le dita dai tuoi stessi morsi protese
cibandoti della saliva dai propri avanzi
l’essere diluito, sciolto, anime sospese.
frustrato essere ancor ululi sotto la croce
negli occhi scavati la raucedine ha colpito
e l’anima serpeggia nello stridulo atroce.
Perversa goduria vile, gregge estirpato
malvagi adepti dell’ordine temporale
grovigli di pensieri nel mondo colato
e ciò che rimane è putrido e sacrificale.
Ti sciogli nella melma prodotta poc’anzi
con le dita dai tuoi stessi morsi protese
cibandoti della saliva dai propri avanzi
l’essere diluito, sciolto, anime sospese.
È in quell'andar
che solea arpionar distorto,
l'acume d'uno sguardo
e il vacillar contorto
che petto di signora infonde
sull'arcano il fiato del pressar
che mantice parea quel seno.
Prosperosa era la donna
il divincolar quei fianchi a mulinello
ed i nastrini sulla coscia
mostrati ad arte dallo spacco della gonna.
Eppure dignitoso stava ritto,
l'uomo, beltà ammirava,
il volto fisso, tra lo stocco e il surgelato
quel corpetto di signora rimirava,
e di coraggio che si armò
chiedendo...
mia signora
quale onore alla mia vista
che tanto ammiro e mi degno ringraziare
lei,
per cotanta magnifica beltà
come potrei contraccambiare,
mi sia consentito il dire...
si figuri che a me la sua insolenza
appaga è con piacere che mi spassa,
basta far due passi allor
che chiamo la badessa
di solito è lei che fa gli onori e batte cassa.
che solea arpionar distorto,
l'acume d'uno sguardo
e il vacillar contorto
che petto di signora infonde
sull'arcano il fiato del pressar
che mantice parea quel seno.
Prosperosa era la donna
il divincolar quei fianchi a mulinello
ed i nastrini sulla coscia
mostrati ad arte dallo spacco della gonna.
Eppure dignitoso stava ritto,
l'uomo, beltà ammirava,
il volto fisso, tra lo stocco e il surgelato
quel corpetto di signora rimirava,
e di coraggio che si armò
chiedendo...
mia signora
quale onore alla mia vista
che tanto ammiro e mi degno ringraziare
lei,
per cotanta magnifica beltà
come potrei contraccambiare,
mi sia consentito il dire...
si figuri che a me la sua insolenza
appaga è con piacere che mi spassa,
basta far due passi allor
che chiamo la badessa
di solito è lei che fa gli onori e batte cassa.
ho cercato invano
ma nulla e niente
forse questa gente
non ama capire
ma solo reagire
tra occhiate e risate
ma che male ho fatto
se in me giace
la poesia che
il tempo spazza via
amo leggermi dentro
trovando
mille emozioni...
ancora in me
tutto il mondo marcio
senza capire
che l’amore
per lei è come
un uragano che invano
non spazzo via
per te che sei
poesia
25/07/2012
La mia tenera bambina,
dalle larghe gote rosa,
gioca con una pallina,
e poi guarda lei ogni cosa
con stupore. Sempre ride
al baluginar del giorno.
Non sa ancor di vane sfide,
di un timor che tutt’intorno
porta il buio all’improvviso!
La mia tenera bambina,
dolce come il suo sorriso,
piano piano si avvicina
alla sua mamma. E io domando
a Dio, che la mia bimba sia
radiosa al par di lei, quando
traccerà per sé una via
che la condurrà nel mondo.
a Virginia, splendida bimba di 10 mesi (la sua mamma mi ha pregato perchè scrivessi qualcosa per la sua bambina, ed io ho provato.... )
La mia tenera bambina,
dalle larghe gote rosa,
gioca con una pallina,
e poi guarda lei ogni cosa
con stupore. Sempre ride
al baluginar del giorno.
Non sa ancor di vane sfide,
di un timor che tutt’intorno
porta il buio all’improvviso!
La mia tenera bambina,
dolce come il suo sorriso,
piano piano si avvicina
alla sua mamma. E io domando
a Dio, che la mia bimba sia
radiosa al par di lei, quando
traccerà per sé una via
che la condurrà nel mondo.
a Virginia, splendida bimba di 10 mesi (la sua mamma mi ha pregato perchè scrivessi qualcosa per la sua bambina, ed io ho provato.... )
Cigolio incessante di cellulari
or si sente, distanti
rintocchi di campane
sirene spiegate
infermi, dipendenti
e dottori al capezzale
d' elite la mano a chi è vicino
occhi socchiusi
su freddi letti
pareti anonime, all'apparenza
echi di affanni, urlanti di dolore
dalla finestra, entra il grigiore
a svegliarti, e in
lontananza calpestio affrettato,
ll tempo appeso, statico.
or si sente, distanti
rintocchi di campane
sirene spiegate
infermi, dipendenti
e dottori al capezzale
d' elite la mano a chi è vicino
occhi socchiusi
su freddi letti
pareti anonime, all'apparenza
echi di affanni, urlanti di dolore
dalla finestra, entra il grigiore
a svegliarti, e in
lontananza calpestio affrettato,
ll tempo appeso, statico.
Resterai un racconto
nel viaggio velato
del blu profondo
un silenzio di luce
nel buio intorno
effimere eliche
tra spruzzi esplosi
nell’azzurro dei tuoi occhi
svegliando il mondo.
Una farfalla che
portò sulle ali
l’essenza di rose
ed era l’alba
di quel cosmo
prima della nascita
delle cose.
L’essenza di un soffio
nei pensieri così puri
nell’eterea nube
che danza
cercando la mia anima
chiusa dietro i muri.
Viaggiavi verso di me
portando polvere di lume
solo un istante
per avermi
e poi l’eco
riflesso nel mio sguardo,
non trattenermi
sei luce immensa
io l’insaziabile eco
in un cuore inviolato
ma ormai cieco.
+++++++++++++++
nel viaggio velato
del blu profondo
un silenzio di luce
nel buio intorno
effimere eliche
tra spruzzi esplosi
nell’azzurro dei tuoi occhi
svegliando il mondo.
Una farfalla che
portò sulle ali
l’essenza di rose
ed era l’alba
di quel cosmo
prima della nascita
delle cose.
L’essenza di un soffio
nei pensieri così puri
nell’eterea nube
che danza
cercando la mia anima
chiusa dietro i muri.
Viaggiavi verso di me
portando polvere di lume
solo un istante
per avermi
e poi l’eco
riflesso nel mio sguardo,
non trattenermi
sei luce immensa
io l’insaziabile eco
in un cuore inviolato
ma ormai cieco.
+++++++++++++++
Divento una lacrima
per te
che sei la vita
nello sguardo di un’alba
che mi sveglia assai stupita
Prati bagnati di rugiada cristallina
e distese vaste della mente
ora muoiono ed è già mattina
l’ultima in cui sarai assente.
Da te verrò in questa giornata grigia
volando nel torbido tramonto
tu, non prendere in mano la valigia
amore mio non sei ancora pronto.
Nascondi il soffio che senti
era la mia anima che ti baciava
saprai amarmi mentre mi inventi
laddove il cuore mio ti toccava.
Seminerò in te i miei battiti silenti
in questa vita così convulsa
ti abbraccio e ancor mi senti
nel dolore così enorme
finché ancora il cuore pulsa
finché il fiato ancor non dorme.
Nella favola in una notte fiorita
di neve candida e luna sulla mia via
trovando il senso mi sono assopita
e non cercare ora la ragione mia
nel bagliore di una lacrima
ho trovato te…che sei la vita.
Aspettavi quel treno
della speranza così ambita
bruciano le gocce sul mio seno
amore, io non sono mai partita.
+++++++++++++++++++++++
per te
che sei la vita
nello sguardo di un’alba
che mi sveglia assai stupita
Prati bagnati di rugiada cristallina
e distese vaste della mente
ora muoiono ed è già mattina
l’ultima in cui sarai assente.
Da te verrò in questa giornata grigia
volando nel torbido tramonto
tu, non prendere in mano la valigia
amore mio non sei ancora pronto.
Nascondi il soffio che senti
era la mia anima che ti baciava
saprai amarmi mentre mi inventi
laddove il cuore mio ti toccava.
Seminerò in te i miei battiti silenti
in questa vita così convulsa
ti abbraccio e ancor mi senti
nel dolore così enorme
finché ancora il cuore pulsa
finché il fiato ancor non dorme.
Nella favola in una notte fiorita
di neve candida e luna sulla mia via
trovando il senso mi sono assopita
e non cercare ora la ragione mia
nel bagliore di una lacrima
ho trovato te…che sei la vita.
Aspettavi quel treno
della speranza così ambita
bruciano le gocce sul mio seno
amore, io non sono mai partita.
+++++++++++++++++++++++
Sola ora
eppure ieri eri
mio
pagina ingiallita
relegato nei meandri
evanescente sogno,
perduto
e ritrovato
rimbombi nella mente,
sugli specchi
echi di un passato
mea culpa
persi all'angolo della strada
ricercati, rispolverati
e ancora sulla pelle.
eppure ieri eri
mio
pagina ingiallita
relegato nei meandri
evanescente sogno,
perduto
e ritrovato
rimbombi nella mente,
sugli specchi
echi di un passato
mea culpa
persi all'angolo della strada
ricercati, rispolverati
e ancora sulla pelle.
La mia società | Divora | |
| stagno che mi specchia forse mai diverrà città comunque in tiro di metamorfosi ametaboli novizi pur sempre alla conquista del centro, di un cerchio d’acqua melmosa, la mia propensione agli ossequi calo i pantaloni e “twittami questo” dico in timidezza ormai, esibirei perfino il codice binario che traduce nausea ossessiva da manipolazione intestina in atto metabolizzando pezzi di dignità in rutti di vanagloria dove l’insipido mi abita, finalmente, ti sei sfamata. | non c’è società privata di senso civico fermento lasciato ai gusci figli senza i nostri sguardi è ansia sprecata, la voglia di fare attendo e mi sento reattivo in linguaggi improvvisati appena rivoltando boli di coscienza in fuga dall’accettazione Buon pro! |









