Stanze rigurgitate da palazzi osceni
nelle eliche derivate da pensieri umani

terra sporadica sudata d’acciaio
stipata nel cielo di sughero nero.

Pori aperti nell’odore di melma
dalle nuvole trucidate, senza ricordi

angoli smussati da mani credenti
mentre scricchiola la rabbia tra i denti. 

Ciglia diradate sovrapposte a finte vedute
con sguardo bianco nell’abbandono dei pensieri

rughe nel vento che spazza via nuvole ora sedute
ad aspettare come me la rinascita del mio ieri.
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Commenti  

Rita Stanzione*
+3 # Rita Stanzione* 30-08-2012 17:08
immagini che colpiscono, brava
scoria
+3 # scoria 30-08-2012 18:57
L'impressione che ho avuto nella molteplice lettura di questa poesia è sempre stata quella di una "rabbia" covata dentro per i "disastri ambientali" provocati dall'uomo. E ti devo dire che mi è piaciuta moltissimo.
Anche se magari si dovesse trattare di una poesia totalmente introspettiva e la rabbia fosse dovuta a qualche ragione remota nel tuo io la poesia rimane molto bella.
Nadezhda/Speranza
# Nadezhda/Speranza 01-09-2012 22:24
grazie

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