si diffondono nel silenzio
e sulla grigia monotonia
di un vicolo cieco.
Voglio abbandonare i miei doveri,
ripudiare il focolare domestico
e vivere di indeterminatezze
tra grandi torpori di follia.
Come una filigrana in movimento
abbandono falsi merletti di maestà sognate,
come amarezza d’intima vacuità
trascino l’uggia della pioggia esterna.
Un soffio lieve di vento
squarcia in dislivelli aerei
la caduta rettilinea degli scrosci
rischiarando una parte di cielo.
Dopo il piovasco resta
un pulviscolo di diamanti piccolissimi
come nello scuotere di briciole
da una grande tovaglia azzurrata.
Come memoria d’infanzia
chiusa nella soffitta polverosa
di casa altrui
vago senz’anima e pensiero
per strade che contornano montagne.
Inconsciamente sgambetto
per valli nascoste
tra impervi pendii,
perdendomi nel paesaggio
come in un quadro.
Non c’è quiete in fondo al mio cuore
e non c’è neppure desiderio di averla
come in un vecchio pozzo
al confine del podere venduto.
ALTROVE
Ti ricordi?
Stanchi di essere diversi
dicevamo di essere di “Altrove”
quel paese che esiste e non esiste,
di essere fatti di una speciale lega
prodotta per caso e mai più trovata.
Dicevamo di essere uomini
nati il giorno dopo,
come tutte le cose che ancora
non son nate.
Essere diversi era troppo poco,
non ci bastava essere eccezioni
di un mondo buffo con regole già date
e di regole noi non ne avevamo una.
Ti ricordi?
Non abbiamo mai pensato di essere migliori,
anzi: la pasta con cui eravamo fatti
era scadente, sospetto la peggiore,
ma era questa la nostra differenza,
essere fango che da solo si modella.
Ed ora?
Siamo ancora così, siamo di “Altrove”.
Forse esistiamo,
forse da tempo ce ne siamo andati,
forse stiamo solo aspettando
altre soluzioni...
come un mondo, ad esempio,
un mondo che sia nuovo.
Abner Rossi
30 settembre 2012

che il bicchiere è quasi vuoto
nella tua pancia è finito
ti stà avvelenando
vuole ucciderti
umiliazione perversa
instabile mente
turbata
in una scarpata
profonda
che risucchia la mela
penetrando nel viscido
squallore di misteriosa
sconosciuta natura
Non più musica per le orecchie
poiché nessuna luce agli occhi
non ci sono aperture per quei baci
non vi è nessun odore del tuo profumo quando si cammina
non più le carezze del corpo
non più sete per quella notte
non vi è alcuna forza di camminare
e non sbuffi di Sospiri
non c'è attrito nell'aria
e non c'è sangue nelle vene
non ci sono foglie sugli alberi
e non una goccia di vino nel bicchiere
non c'è sentimento più grande
non più dimenticato per la vostra vita.
Non c'è niente che ti fa fuori dalla mia vita.
Non c'è niente ... non rimanere più a lungo
Amore per sempre ...
Ya no hay
Ya no hay música para los oídos
ya no hay luz para los ojos
ya no hay bocas para esos besos
ya no hay aroma de tu perfume al andar
ya no hay caricias en el cuerpo
ya no hay sed de esa noche
ya no hay fuerzas para el andar
ya no hay bocanadas de suspiros
ya no hay roces en el aire
ya no hay sangre en las venas
ya no hay hojas en los arboles
ya no hay una gota de vino en la copa
ya no hay sensación más grande
ya no hay olvidos para tu vida.
Ya no hay nada que te haga salir de mi existencia.
…Ya no hay nada que no te deje quedarte
por siempre… Amor.
Ci siamo seduti per secoli nella sala d'attesa.
Eri nervosa - stringendomi
hai estratto il sorriso dal cilindro.
portandomi lontano
'Vorrei che all'inferno si dessero una mossa'
timidamente attraverso la porta
seguì i miei passi
Indossava il volto della paura.
Si sedette accanto a me con i pugni stretti.
Prese una rivista dal tavolo.
Tentò di raddrizzare il colletto.
Teneva gli occhi incrociati e toccava ferro.
l'infermiera chiamò il nostro numero
chiuse i suoi occhi
baciandomi leggermente.

Ninna nanna ancora ti canterò
poggiando la mano sul petto
perché è lì che dormi
tra un battito e l’altro.
Ti racconterò i miei giorni tristi
all’imbrunire,
mentre la pioggia batte sui vetri
e il vento ascolta la mia nenia.
Ninna nanna amore
asciugherò quella lacrima
sospesa fra l’iride e le ciglia.
Stringerò il tuo cuscino
ma non sarà
come averti vicino,
guarderò il cielo
ora che sei
la mia nuvola bianca.

In questa sera di primo autunno
sento l'aria più fredda
di forse quanto è
mi avvolge e tremo
vorrei avere un fuoco
che riscaldasse i miei pensieri stanchi
Mi sento come
la piccola fiammiferaia,
persa nella notte
impaurita dal patrigno cattivo,
allegoria con la mia vita
che come un castigo vedo
fiammiferi da vendere non ho
ma di certo in qualcosa ho peccato
la perfezione non mi appartiene
Come la piccola
accendo fiammiferi immaginari
in cui si riflettono i visi amati
di chi in cielo
già vive e mi consolo
nei lontani ricordi
L'aria si fa sempre più fredda
mi accascio a terra
sonnolenza mi coglie
non ho più zolfanelli,
forse morirò
paura non ho anzi son lieta
Una carezza mi apre gli occhi
è l'alba, sei tu amore
mi sento vivere nuovamente
persa nel tuo sguardo …
Nella mano stringo un mazzetto
di fiammiferi spenti ….
andavamo da nonna
una domenica di settembre
avevo 6 anni
"guarda quel micino rosso
com'è bello"
fa mamma
mentre ci buttiamo
nella discesa
per Copersito
mi schiaccio
sul vetro
dell'auto
per vederlo
e dico
"mamma,
l'ho visto"
lo dissi
così vicino
che lasciai
l'impronta del fiato
sul finestrino
poi
al ritorno
scalando la salita
trovammo una macchia
rossa
e un corpicino
immobile
sul'asfalto
e per la prima volta
la incontrai
e non era come
l'avevo vista nei cartoni
in televisione
attraverso di lei
si vedeva
un muretto grigio
di pietra e cemento
e un cancello
arruginito
ed era
di aria
chiarore
e cielo azzurro
la vidi io soltanto
e non ho mai capito
quale fosse
il trucco
ma piansi
per tutto il viaggio
di ritorno
fa un freddo cane
guardo un pò fuori
non c'è in giro nessuno,
vorrei tanto sapere
che fine ha fatto
quel vecchio cane
che abbaiava in giardino.
Piove stasera
non so cosa fare
vorrei uscire
ma non so dove andare
con queste giornate
che diventano uggiose
vien solo voglia
d'andarsene a letto.
Sai invece che faccio
mi metto al pc
e inizio a chattare
con qualche amico.
piove stasera
che noia che barba
nemmeno in chat
riesco ad entrare,
non è serata
me ne vado a dormire
almeno a letto
riesco a sognare....
Garbate sensazioni
nello sguardo fermo
ingannano il pensiero
e costui ancora nubile…riposa.
Una giostra di immagini
lenta, troppo lenta
e quel sorriso nel vedere
un bambino sopra
è in agonia.
Verso il profondo
di un giorno
che sta per volare
con la mia mente in apnea.
pianse di paura
con le mani stringeva la vita
e il bicchiere
Nell’istante del tempo
lui vide la fine
un pugno di cera colpì
l’avvenire
Poi si tolse la giacca per stare
più comodo
in una stanza di lenzuola
ingiallite
Scappò dalla porta
gridando aiuto
come lacrime finte lui pianse
davvero
Quando vide la morte gli strinse
la mano
si presentò alla luna
e scappo lontano
Poi si tolse la gioia
in uno strano mistero
nessuno si accorse
che era già vero
Il tempo lo accolse
nel lato lontano
nel punto vicino
nello strato ammuffito
Quando vide il buio
nel giorno che arrivò
lui sorrise allo specchio
accarezzò lo spavento
e si fece da parte
Il silenzio soffiò…
nell’orecchio gli sussurrò.
Non possiamo vivere la vita
senza la sensazione di non avere noi
vicino alla pelle del nostro corpo
come abbracciare le onde di sabbia
e venti accarezza le foglie
con tutto il tocco di caduta amore.
Quei baci estatiche alla fatica
tornare a sentire i nostri respiri,
e la freschezza dell'estate,
dove minuti sognare
andare al volo dei gabbiani
nel tempo anche a distanza.
Il desiderio esiste nell'aria
tra le nuvole e l'erba
tra l'essere in un paradiso
di sensazioni ...
Dove la passione può attraversare
il tempo, la distanza, l'eternità.
Questo passato, presente e futuro
vive nel nostro corpo
pieno di amore da dare
tra il giorno e la notte.
Solo con il tutto viene abbraccio
come una pelle formicolio
che ci circonda da millesimi di catarsi
No podemos vivir la vida
sin la sensación de no tenernos
junto a la piel de nuestros cuerpos
...
y vientos acariciando las hojas
con todo el roce de la amor de otoño.
Esos besos extasiados al cansancio
de volver a sentir nuestras respiraciones,
como frescura de pleno verano,
donde los minutos soñando
pasan al vuelo de gaviotas
al paso del tiempo aun remotos.
Cuanto deseo existe en el aire
entre nubes y césped
entre el encontrarse en un paraíso
de sensaciones…
Donde la pasión puede atravesar
el tiempo, la distancia, la eternidad.
Que pasado, presente y futuro
vive en nuestros cuerpos
llenos de amor para entregar
entre día y la noche.
Solo con el abrazo todo llega
como un hormigueo por la piel
que nos envuelve entre milésimas de catarsis.
De Maru Parodi Royo

Sentirò ancora
brividi sulla schiena
mentre mi accarezzi
e mi baci, il battito accelerato
quasi a voler scoppiare
mentre mi sussurri ti amo
ad occhi chiusi,
sentirò ancora il tuo respiro
sui capelli,
forse mi perderò
guardando insieme a te
quella luna che ora ride
beffarda.








