Rumori di pioggia
si diffondono nel silenzio
e sulla grigia monotonia
di un vicolo cieco.
Voglio abbandonare i miei doveri,
ripudiare il focolare domestico
e vivere di indeterminatezze
tra grandi torpori di follia.
Come una filigrana in movimento
abbandono falsi merletti di maestà sognate,
come amarezza d’intima vacuità
trascino l’uggia della pioggia esterna.
Un soffio lieve di vento
squarcia in dislivelli aerei
la caduta rettilinea degli scrosci
rischiarando una parte di cielo.
Dopo il piovasco resta
un pulviscolo di diamanti piccolissimi
come nello scuotere di briciole
da una grande tovaglia azzurrata.
Come memoria d’infanzia
chiusa nella soffitta polverosa
di casa altrui
vago senz’anima e pensiero
per strade che contornano montagne.
Inconsciamente sgambetto
per valli nascoste
tra impervi pendii,
perdendomi nel paesaggio
come in un quadro.
Non c’è quiete in fondo al mio cuore
e non c’è neppure desiderio di averla
come in un vecchio pozzo
al confine del podere venduto.
si diffondono nel silenzio
e sulla grigia monotonia
di un vicolo cieco.
Voglio abbandonare i miei doveri,
ripudiare il focolare domestico
e vivere di indeterminatezze
tra grandi torpori di follia.
Come una filigrana in movimento
abbandono falsi merletti di maestà sognate,
come amarezza d’intima vacuità
trascino l’uggia della pioggia esterna.
Un soffio lieve di vento
squarcia in dislivelli aerei
la caduta rettilinea degli scrosci
rischiarando una parte di cielo.
Dopo il piovasco resta
un pulviscolo di diamanti piccolissimi
come nello scuotere di briciole
da una grande tovaglia azzurrata.
Come memoria d’infanzia
chiusa nella soffitta polverosa
di casa altrui
vago senz’anima e pensiero
per strade che contornano montagne.
Inconsciamente sgambetto
per valli nascoste
tra impervi pendii,
perdendomi nel paesaggio
come in un quadro.
Non c’è quiete in fondo al mio cuore
e non c’è neppure desiderio di averla
come in un vecchio pozzo
al confine del podere venduto.
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