Quando vide la notte
pianse di paura
con le mani stringeva la vita
e il bicchiere
Nell’istante del tempo
lui vide la fine
un pugno di cera colpì
l’avvenire
Poi si tolse la giacca per stare
più comodo
in una stanza di lenzuola
ingiallite
Scappò dalla porta
gridando aiuto
come lacrime finte lui pianse
davvero
Quando vide la morte gli strinse
la mano
si presentò alla luna
e scappo lontano
Poi si tolse la gioia
in uno strano mistero
nessuno si accorse
che era già vero
Il tempo lo accolse
nel lato lontano
nel punto vicino
nello strato ammuffito
Quando vide il buio
nel giorno che arrivò
lui sorrise allo specchio
accarezzò lo spavento
e si fece da parte
Il silenzio soffiò…
nell’orecchio gli sussurrò.
 
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Profilo Autore: lorenzo calandrella  

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Commenti  

Nadezhda/Speranza
+1 # Nadezhda/Speranza 01-10-2012 21:14
Da rileggere direi, anche per capire bene , cmq molto bella e interessante.

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