Entrai dalla porta principale
la vi era il cuore,
non ebbi nemmeno
bisogno di bussare
avevo le chiavi quelle dell'amore.
Le dissi dolcemente tre parole
ti amo amore,
così senza pensarci
non serviva altro,
non v'era bisogno di pensare
solamente i suoi occhi dissero tutto
ed io come fossero diamanti
li custodì gelosamente
dentro i miei.....
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Cinereo,
tra i sibili di quelle pozze,
mormora tacito
il Virgilio,
e sovrasta
sugli umani cani
che scorazzano nel giardino...

Bianchi di dente,
tra le ringhiere
di ruggine,
blocchi di marmo
esalano freschezza,
volgon lo sguardo
verso le pietre di foglia...

Mi incrocio 
con quel di sinistra,
ermo e bagnato
da quei bagliori
che mi sollevano,
mi sento rinato
tra l'ebrezza
di questi cipressi...

Buffi e tozzi
stanno,
tra queste vie sabbiose,
fissi sul molle terriccio,
a viver
sulle parole del vate...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Nel cuore d'arancio dei vetri
 fra le meduse dell'iride 
i tentacoli
di fili
di sole
  di prodigio- 

abbiamo la barba
 azzurrata dei pesci-

mi àncoro
in un armistizio
portato alla luce
con chissà quale 
compositiva
 tecnica segreta.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Lo do la mia penna intimo, tra gli alberi e le montagne,

con esso, nel momento in cui disegnare belle parole,

musica nei nostri cuori si intrecciano ottenere

per il vento d'amore e di amare campana finestre.



Stele Forse antichi, un indelebili papiro

portando la luce, come lava incandescente da Orion

che il flusso di sangue in rosso, ardente di amore e passione,

dopo navigare i vostri mari, sarà l'unica traccia palpabile.



Sotto l'ira di Poseidone, nessuna barca, senza sartiame o atoches

Ulisse udì dalle profondità dell'universo e ritorno

anima il grido di gioia e di chiara rottura delle acque,

Penelope e non hanno più bisogno né notti tranquille, né agonizzante.



Due in uno fornirà con le passioni di Dioniso ed Eros,

poesie non sarà più creato con entrambe le alleanze non piangere,

anche gli dèi dell'Olimpo metterà tanto amore,

di scolpire la pelle a fuoco il "Ti Amo" veri.



Caballo Negro   y Rubgy  (Maru y Daniel- Chile y Uruguay )

Como Penélope y Ulises


Te otorgo mi íntima pluma, entre los arboles y montañas,

con ella, por el tiempo podrás bellas palabras trazar,

la música en nuestros corazones conseguirás entrelazar,

para que el viento del amor y su campana amorosa tañas.

 

Quizás por las estelas milenarias, un papiro imborrable,

portando luz, como lava volcánica brillando desde Orión

que fluirá en la roja sangre, ardiente de amor y pasión,

luego de surcar tus mares, será la única huella palpable.

 

Bajo iras de Poseidón, sin barca, sin jarcias ni atoches

Ulises oirá desde lo más profundo del universo y volverá

el alma gritará de gozo y las aguas cristalinas romperá,

así Penélope ya no tendrá ni quietas ni agónicas noches.

 

Dos en uno brindarán con Dionisos y las pasiones de Eros,

ya no habrán poemas de pactos no creados con tanto clamor,

siquiera los Dioses en el Olimpo podrán apagar tanto amor,

al esculpir a fuego en la piel los "Te Quiero" verdaderos.

 

         Caballo Negro                           Rubgy

 

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Profilo Autore: Maru  

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Dimentica il mio nome

io non ricordo il tuo

dimentica il mio viso

perchè il tuo mi sfuma

dimentica la mia voce

perchè ho perso la tua

dimentica chi ero

io non so più chi eri

dimentica i miei occhi

i tuoi li ho persi

nei meandri lontani

dimentica tutto di me

io non voglio più ricordare

chi sei,

dove sei,
cosa fai

come se io e te

non ci fossimo mai incontrati

come due sconosciuti

due poli opposti

sarò io il nord

sarai tu il sud

non cercarmi,
io non ti cercherò

dimenticami

perchè io ti ho dimenticato...

e se ti passerò accanto

non noterai la mia presenza

come io non mi accorgerò di te

sconosciuta sarò

dimenticami,
e sarò libera.


 

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Avevo un fiore fra i capelli

guardavo prati verdi e cieli azzurri

sentivo i profumi della terra

io regina
del mio regno fatato.

 

Poi di colpo il temporale

il cielo si è oscurato

la tempesta si è abbattuta

lasciandomi distrutta.
 

Io regina decaduta

del mio regno ormai
distrutto

vago
fra le macerie

cercando di salvare

quel ch'è rimasto...

ma sento suoni lontani

che mi distraggono.
 

Avevo un fiore fra i capelli

tanti sogni nella mente

ormai dispersi.
 

Avevo un fiore fra i capelli
ch'è finito in fondo al pozzo

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Si recide la scia di un ricordo
l’iride è assente, un pozzo bianco
per entrare nel piccolo male
Così cade la testa al sogno nel mezzo
e dita a grappoli stridono sulle lenzuola
 
Verrà un rimedio per eludere il freddo
un momento da corpo estraneo
viso lontano, preda di forme casuali;
si rimargina piano un’emozione spontanea
sponda concessa allo strappo
 
Camminiamo sui numeri delle facciate 
si sono sbiaditi i nomi alle strade

 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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io..
se questo caldo
invade la mia presenza
in questo limite di appartenenza

tu..
saresti il fresco e brina
di questa mia esistenza
per la tua costante tolleranza

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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Fuori dal cerchio delle tue pupille
si allungano orizzonti improbabili,
si aprono mondi fantastici,
si spendono soldi di cioccolato.
Qui attorno, invece, è quasi buio;
sono le sette di sera, e il mare mi parla.

Fuori dallo spettro della tua aurea
il mondo ringhia, abbaia, guaisce,
ci sono rose canine e gelsomino
sul tuo davanzale,
rosmarino e basilico sul mio;
è l’alba ormai, e il mare sussurra ancora.
 
Penso alla forma delle mie impronte
e alla scia surreale del tuo profumo.
Le dita come pastelli a olio
abbozzano arte ignorante
sulla tela vergine del tuo futuro.
 
Sono solo immagini, è materia onirica,
il segno intangibile dell’esistenza di Dio.
Tu non puoi uscire dal mondo concentrico
della tua iride grigia, che prima mette a fuoco
e poi cancella, senza vedere.

Ma tradurrò io i risvolti unici del tuo pensiero,
traslerò in un processo creativo
l’anatomia artistica del tuo campo visivo.
Saranno iperboli di blu artico e di cobalto,
me lo ha detto il mare.
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Profilo Autore: Charlie  

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E…il lento
arrabattare
della vita
sfida continua
all’inizio di una mattina
precaria come tante,
 
Tua non Mia.
 
E…le tue urla
di piacer, di vendetta
di dolore, di insulto
litigi frantumati
in acrostici d’amore
quando io ero sono sarò
il mio sogno di parole
quando tu trascinavi
un corpo vuoto
di fantasie di agenzia
in agenzia
con la mente ingombra
d’asfittica rassegnazione,
il cuore d’amore,
 
Per Me non Per Te.
 
E…il caffè corretto
alla grappa, i giri
in macchina col Professore
i vuoti andirivieni
senza meta
imboccavan  la via
dell’ippodromo
e giù giù fin alle corse
e il fischio del via
come l’organo
in chiesa la domenica
messa pagana
di rara umanità
ai margini,
 
Noi.
 
E…i pranzi
pomeriggi che
ingurgitavano ore
passati all’osteria,
recitar, discuter
con gli artisti
del rione
picari avventurieri
della lingua
sciame d’api
intorno a tavoli
rabberciati, coperti
da isterici boccali
traboccanti rivoluzioni
sdegnosa rabbia
di poeti contro tutto,
 
Mondo.
 
E…il sapore
di quei giorni
dimenticati,
come un ghiacciolo
d’autunno
ultimo residuo
di una estate  
folle e selvaggia,
si disperde
nella cenere del tempo
rifugio per il tuo
sguardo eclissato
da un errore,
 
Mio.
 
 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Muta l’essere con
il passare del tempo,
cancellando idee
che adornavano la mente.

Alture scalate
e vette conquistate dall’anima
evolvono il respiro
che non si è fermato
davanti alla porta
della coscienza.

Sillabando il vento
accarezzi la musica
dell’orizzonte
che delinea l’essenza
del sogno reale.

Terminando il cammino,
nella luce che trapassa
lo sguardo,
dall’alto
delle montagne raggiunte
spicchi il volo,
verso l’ignoto
consapevole.


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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Vivo in un deserto freddo

Vivo in una fabbrica di numeri

Vivo in una scatola di ghiaccio

Forse sono morta senza saperlo

Sono al buio

Una mano invisibile mi stringe la gola

mi manca l'ossigeno

vorrei la luce e il calore del sole

Vorrei risorgere

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Profilo Autore: Barbara  

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Quando vado il tuo corpo
modo in cui le sensazioni
riflette nella mia pelle.

Come scolpito vecchi tempi
culture e tradizioni.
Unione di due mondi opposti
da diverse civiltà,
dove il colore, razza o lingua
non importa.
La nostra pelle e il sangue
flusso di permeato e
alle parole e sguardi,
vita rottura delle barriere,
e senza catene e via Wi-Fi,
per alimentare a distanza
il cibo dei nostri cuori,
lo sguardo dei nostri occhi
e il desiderio dei nostri sogni.


Vidas Wi-Fi.

Cuando recorro tu cuerpo
camino por sensaciones
plasmadas en mi piel.

Como tallados de viejos tiempos,
culturas y tradiciones.
Unión de dos mundos opuestos
por civilizaciones distintas,
donde el color, raza o idioma
ya no importan.
Nuestras pieles y nuestra sangre
fluyen y se impregnan
a las palabras y miradas,
rompiendo las barreras de vida,
ya sin cadenas y vía Wi-Fi,
para alimentar desde la distancia
el alimento de nuestros corazones,
la mirada de nuestros ojos
y el deseo de nuestros sueños.

¿…Como no luchar a tormentas,
lluvias o vientos
para tener nuestros mundos
conectados de tecnología
e impregnados de este amor?

De Maru Parodi


 

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Profilo Autore: Maru  

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Platone

noi non lo vediamo
vediamo le immagini
mentre gioca
spettacoli di marionette
sulle pareti delle caverne

ci sono alberi
che crescono attraverso le fessure
pareti di mattoni
in fase di realizzazione
attraverso stanze di parole
ricerco
 le parole nella mia bocca secca

percezione
è nulla
amore
è nulla
più di questa
mano sul vostro
è niente di meno
di due pianeti
in
collisione.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Inutile tacere nascondersi

dietro lacrime

che fermare non posso

Futile rifugiarsi in un sonno

che ristoratore non è

perchè al risveglio

nulla è mutato e mai più

diverso sarà ….

Vedo lo sgomento nei tuoi occhi

che al mio si accompagna

le parole son difficile

da domare

per questo ti dico in poesia

la rabbia che provo verso la vita,

questa vita che ti illude

come un bambino innocente

ed all'improvviso

ti fa crescere sabotando

il cammino con equazioni irrisolvibili

Non ti amo di meno

e come potrei, sempre sei l'uomo

che ho voluto a me accanto

bramo le tue braccia

a me intorno, i tuoi baci caldi e passionali,

sento così il tremore

che vive in esse

quel maledetto nemico imbattibile

incontrollabile

che pare voglia allontanarci

sto cadendo nella sua trappola

a testa bassa mi allontano

Perdono elemosino da te e da Dio

chiedo solo tempo

l'amore farà il miracolo

Senza di te non ho vita

solo il nulla mi appartiene

vincerò questa battaglia

come molte altre nella vita

noi siamo un'anima sola

uniti dal cielo

e nel cielo nascerà, composta

sulle nuvole una sinfonia

colonna sonora della vita futura ….

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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