Ed ora che non scriverò più cosa farò,
ora che hai ucciso anche la mia fantasia,
uscirò a prendere un po' d'aria,
spingo sull'acceleratore e vago senza meta,
piangono anche i lampioni sulle strade,
mentre i fogli bianchi
aspetteranno a lungo la mia mano
inutilmente,
non scriverò più versi che fanno male,
guarderò dalla finestra
il tempo appeso alla luna.
Si lascia catturare
in tutta la sua bellezza
nel camino dei ceppi delle sere
che si fondono assieme
infilandosi fra lenzuoli
bramando completa passione
con luci spente, ed il tempo
volando magicamente
attorno alle stelle infuocate
che sussurrano, vita avvolgente
Come una lingua di fuoco
avvolgi le incognite della mia mente,
come una brace bianca
scaldi la zuppa dei miei pensieri.
Come un filo di edera
abbracci la mia misera forma,
ed intrecci il mio sogno con i tuoi.
Ed ecco che mi ricordo di Dio,
mentre di nascosto guardo
la tua ombra cerulea
riflettere un corpo troppo umano
per essere fatto di luce.
Nei giorni
stanchi di fine stagione
pensi al domani
con la voglia del rinnovo
che t’accoglie e
d’incanto t’appresti
al nuovo germogliare.
Ascolti il cinguettio
felice delle capinere
e dei pettirossi che
l’ ultime bacche d’autunno
stanno a cercare e
neve devono
assaporare.
Sai in cuor tuo
che l’inverno giace
nella sua coltre di turbe
innevata e t’appresti
al caldo del sentimento
che di brace arde.
Guardo ancora questo mare
che culla i miei pensieri,
libera la mente,
con la calma del suo movimento,
sembra in quest’oggi
udire un concerto,
un lento dondolio andante.
I miei pensieri,
le mie parole vanno,
salgono su per scoprire
quelle note che,
come ali di gabbiano
scivolano nella nebbia
vaporosa nell’oggi apparsa.
M’attardo senza rendermi
conto del passar del tempo,
aspettando fino al silenzio
dell’ultimo violino,
con il sorriso
del sole che radioso
l’orizzonte regala
al mio vedere.
A voi che in questi freddi mesi mi avete dato una scossa
A voi che con poesie e racconti mi avete divertita e commossa
A voi che avete accolto i miei scritti abbandonati in un cassetto
A voi che con i vostri commenti mi avete incoraggiata e dato affetto
A voi amici del club poetico: Auguri di cuore
Che queste feste vi portino solo amore
Auguri speciali ad Enzo l’Amministratore
che al sito e al nostro libro ha dedicato tante ore
con il suo talento, gentilezza e tanta passione
ha fatto della poesia la sua missione.
un Natale senza luce
senza gioia dentro il cuor.
E cammino tormentata
il dolore mi accompagna
non mi accorgo della corsa
dei regali
nè vetrine illuminate
sarà triste caro padre
non vedere più quel viso
che mi amava senza fine
sarà triste il santo giorno
la tua foto però sta li
e ti guardo
ma le lacrime
poi scendono.
E' Natale senza te.
E le nostre grida
arriveranno al vento
con polvere di vita
e lenzuola di fantasmi
Non Uccidete. Gli uomini
hanno mille voci
da liberare dal fango
e mille catene da spezzare
dai giorni che portarono
fredde sembianza
di vecchi addormentati
Non Uccidete .Gli uomini
hanno bassi indumenti
di bianco colore
e dolci suoni nascosti.
(14/11/1978)
Un quadro d’arte terribile
pelle infetta, occhio di cataratta
d’anni ruggenti ha perso il piglio
Scoperto lo specchio, fiato di tana
a fronte di un crudo rimorso
sfide, le polveri intorno
soffiate nell’illusa distanza
dell’io spezzato
eri lì quel giorno..
ti ho desiderato,
e in un attimo eri di fronte a me.
Ti bramavo, cercavo il tuo sguardo..
Quel giorno ho scoperto la calda freddezza dei tuoi occhi,
ho trovato la tenerezza amara del tuo sorriso.
Non osavo toccarti,
poi un brivido sulla mia pelle,
e nell'anima la sensazione di un piacere spaventoso,
la voglia di un tenero peccato.
Silenzio tra di noi, atterrito da mormorii sinistri.
Quel giorno ho assaporato il tuo bacio,
nessun pensiero ci tormentava,
mi hai stretto,
non ti ho respinto.
Un viaggio tra le tue braccia scarne
ma forti.
Un abisso ci separava, ma nessuna distanza ci era nemica.
Ero tua, persa, smarrita.
Nessun ricordo, poi l'oblio, infine l'indifferenza.
Il mio cuore è morto con te
quando mi hai lasciato,
nessuna vita ora domina il mio corpo.
Quel giorno ho conosciuto te,
ho confuso il mio nome con il tuo,
ti ho strappato dal resto..
Quel giorno è questo giorno,
io sono te
MORTE
Orgasmo
La mente pennella e spennella
forma e deforma
ritocca e sbotta
Sfioramenti
Urlo
Orgasmo
La mente penetra
fonde e sfonda
rilassa e sbotta
Freddo
Brividi
Orgasmo
La mente incalza
sveste e denuda
morde e graffia
Quiete
Urlo
Brividi
Orgasmo
La mente dona
padrona e schiava
santa e puttana
La mente è amica di chi
sa amarla, trattarla e domarla
Non è padrona e neppure cogliona
dona e toglie in men che non si dica
è meglio forse dir
in men che non si scopa.
Piangono le luci degli alberi
addobbati a festa,
acquosa di lacrime la carta colorata
avvolge doni che mai verranno aperti,
in quelle case mute
dalle risate cristalline di bambini
dalla frizzante serenità
che solo un piccolo cuore puro
può donare
Le loro anime han visto
salendo al cielo i corpicini loro
straziati come gattini buttati via
appena nati
La vita recisa come un fiore dal campo
da deflagrazioni che fuochi d'artificio
non erano ma colpi di pistola
nelle mani di chi forse nemmeno cosciente
del perchè ha distrutto un giardino
Che follia sia, che malattia sia,
la morte ha usato la mente di un giovane
le sue mani,
sogghignando divertita ad una danza di orrore
dissetandosi del sangue
che a fiumi scorreva
Udire essa non potrà il coro di voci bianche
che dal cielo cantano inni al Natale
solo ai sopravvissuti allieteranno i cuori
mentre persi nella nebbia dell'incredulità
accarezzano piccole bare bianche
UN ABBRACCIO ALLE FAMIGLIE DEI BAMBINI UCCISI NELLA
STRAGE IN AMERICA, ALLE FAMIGLIE DEI MAESTRI E MAESTRE
A CUI LA VITA E' STATA TOLTA IN MODO ASSURDO ....
NEL CUORE RESTERA' SEMPRE IL RICORDO DI GIOVANI VITE
CHE VITA MAI AVRANNO ....









