osservando quel cristallo
d’asfalto gelato.
Perfino l’alba china
sullo specchio
per vedere il buongiorno
riflesso.
Cumuli di neve leggera,
argentea corona cristallina
posata sulle foglie di
cicoria selvatica
che sopravanza il ciglio
alla destra del fosso .
Cielo e mare uniti
da languidi sguardi,
fusi nel gonfiare le nuvole,
con lo stesso amore
e la voglia di veder fioccare.
Un taxi nell'albicocca
è arrivato alle tre di notte
sosta di fronte
a un lampione
colto dal nero del giorno.
Brillanti d'acqua da lì sono caduti
quando ho chiuso le finestre
e sono uscito
per venirti in braccio,
l'alba sul treno
avrà il vuoto di una bocca
in cui piove appena
e si vive altrettanto.
ciò che stava per accadere
poi un bel giorno mi ritrovai
a fare il conto alla rovescia.
Lo attesi tanto
desiderandolo, sognandolo.
Come magia
quel giornò arrivò.
Portato dal vento
fu un'estasi di sentimenti, emozioni.
Mi stravolsero l'anima completamente
fino a farmi perdere la testa.
Coronai f
finalmente un sogno.
Un giorno
speciale.
Restò impresso nei miei ricordi
riempiendomi la vita.....
Sfarfallio di emozioni
accarezza il petto.
L’autunno nello sguardo
si accinge a varcare
la porta della stagione finita.
Il mare d’inverno
che abbraccia un tronco di albero
dove leggere i cerchi della vita.
Un’ armonica dimenticata
sullo scaffale impolverato
che piange il soffio di un bacio,
una lettera ingiallita
che profuma di abbandono,
di un qualcosa di inesorabilmente
finito da tempo…
Un pezzettino di carbone
incenerito e solo
che nasconde nel cuore
il ricordo del fuoco ardente,
un desiderio disegnato
in un respiro
sulla finestra di casa
e in quell’ alone
scrissi il tuo nome…
Tristezza.
*****
Non ero poi così lontano
Sentivo bisbigliare i vostri discorsi,
rimanevo nascosto,
ad osservare tutto ciò che non m'accompagnava,
tutto ciò che non accompagnavo.
Camminavo tra la polvere
giusto per disturbare un po' l'aria
giusto per distinguere con massima distrazione,
il giro del vento da quello del cielo.
Le bestemmie uscivano da sole,
non mi sforzavo poi tanto,
non mi pesavano nel palato quelle ancora tra i denti,
giusto un po' per dar fastidio.
Ri Torno,
vuol dire almeno una doppia partenza,
vuol dire almeno una seconda valigia,
non scommetterei un soldo bucato
su ciò che mi fa restare.
Nutro il bisogno di perdere tutto,
spesso,
così da riscoprire il peso dei ricordi,
così da sentire forte l'abbraccio sognato,
quello che mi fa dire:
"quasi quasi
Ri Torno".
Il tempo scorre
ogni attimo è vita che fugge via,
che non ritorna
e ogni minuto senza di te è morto,
è passato, non ritornerà più.
Gli attimi che son passati
potranno solo restare un ricordo
se vissuti
o attimi illusori andati via,
è tempo che ti fugge tra le mani
come sabbia che passa tra le dita
nulla rimane
se non vivere un momento ancora
e imprimerlo nel fondo del tuo cuore
perché sparisce come neve al sole,
diventa ieri , passato inafferrabile.
Il tuo momento bello arriva
ma sparisce subito…
Ieri è passato,
il domani non esiste ancora,
c’è l’oggi
prima che scappi..... afferralo!

LA RINASCITA “21/12/2012”
Non tremiamo di paura
l'esistenza del mondo mai si compirà
agli occhi non arriveranno
fiamme e fuoco dal cielo
al corpo terremoti e catastrofi
Il globo terrestre si ricco
di bellezze naturali
Dio creò per nostro godimento,
vivrà un cambiamento
magico, surreale,
vero come l'aria respirata
La quinta Era di oro vestita
è giunta alla fine
croce santa tra Sole e Via Lattea
partorirà l'albero della vita,
la terrà purificata sarà
dal putrido che le strade ricopre
dall'egoismo di creature che di umano
han ben poco
Il solstizio d'Inverno nelle mani
ci consegnerà la rinascita
dono prezioso di cui tesoro fare
vita nuova da assaporare,
di energia cosmica illuminata
ricca di forza per ricominciare
Uniamoci insieme figli di Dio
bianco, nero, giallo
diverità non esiste agli occhi suoi,
l'anima è di un solo colore
con canti di gioia abbracciamo
questa novella di buon auspicio
che da molto lontano arriva
rivelazione di speranza …..
BARROS (storico antropologo) disse: C'E' BISOGNO DI TUTTI.
NON SEI QUI SENZA UNA RAGIONE . OGNUNO DI NOI E' QUI PERCHÉ'
HA UNO SCOPO IMPORTANTE.E' UN TEMPO DIFFICILE MA IMPORTANTE.
ABBIAMO L'OPPORTUNITÀ' DI CRESCERE, MA DOBBIAMO ESSERE
PRONTI PER QUESTO MOMENTO NELLA STORIA "
E se lo dicono i Maya perchè non crederci?
dove si confonde,
la linea di confine
tra mare e cielo,
sarò là
dove il raggio
flette sull'acqua
lasciando, variopinte
luci, che ti obbligano
a socchiudere gli occhi,
fra alba e tramonto
fuoco e ghiaccio,
sarò là
un puntino bianco
confuso
sulla neve candida
ma ci sarò.
quella fatta di mille luci colorate
dai profumi di oggi mescolati a quelli antichi
Si sussurra l’organizar dei giorni
cibo e bevute in quantità da far scoppiar la pancia
Si sussurra il numero dei pacchetti regalo
Si sussurra…
Oggi non è come lo scorso anno
o come i remoti anni
Oggi
si piange
sul carrello del supermercato vuoto
si piange
in quel cammino obbligato sotto le luci che ornan le vie
si piange
per un pacchetto regalo che è fantasma
e si piange ancora
perché forse quest’anno hai anche perso la mamma
Ci sono ancora lacrime in questa valle di lacrime?
Forse no, rimane tuttavia
la rabbia di una vita che non è più vita
si sopravvive senza veder futuro
Occhi secchi e pance da sfamare
ecco cosa sarà questa festa
una festa da dimenticare.
camminiamo in silenzio.
Camminiamo
nella tranquillità incontrastata
di un bosco di cedri,
misto a pini d’Aleppo,
che urla messaggi di pace
nelle nostre orecchie.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Camminiamo
su antichi selciati,
in angusti vicoletti,
e, alla fine, rimaniamo storditi
dalla quiete circostante.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
L’incedere è una metafora centrale
del pensiero e della parola,
una semplice azione che va a braccetto
con filosofia, letteratura e religione,
ma anche con quotidianità,
tradizione, cultura e meditazione.
E racchiude in sé
mille e nessuna motivazione.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Camminando apprendiamo la vita,
avanzando conosciamo gli aspetti delle cose,
spostandoci saniamo le ferite del giorno prima.
Non riusciamo a meditare
se non camminando;
appena ci fermiamo non pensiamo più
e il nostro intelletto
si mette in sincronia con i piedi.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
Il camminare è la cosa più ovvia
e più oscura del mondo,
è l’antidoto contro la vulnerabilità
che deriva dalla complessità della vita,
è un’attività poetica
che può guarire la società dai suoi mali.
Camminando superiamo la paura della fatica
e la mente diviene più lucida e aperta.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E i nostri passi smarriscono facilmente
nella religione, in politica, nella storia,
nel suono aulico di un pianoforte,
nel paesaggio, nell’anatomia,
lungo i dirupi e sulle colline,
nell’allegoria e nel crepacuore.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E non sono solo gli occhi
a cogliere la bellezza dei luoghi.
I sassi delle strade sono briciole,
la polvere dei sentieri è nebbia di cristallo,
giallo è il colore dei campi
e giallo è il colore di una masseria
risistemata da poco,
bianca è la luce
che arriva dritta nelle pupille,
mentre nel cielo avulso
si dimenano mandrie di nuvole.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E il cammino è una terapia antidepressiva
che realizziamo, lentamente,
a contatto con la natura
e nel cammino ritroviamo noi stessi
e l’essenza briosa della vita.
Così l’incedere diventa un caleidoscopio,
un fine, una sintesi,
un’alba luminosa,
un tramonto incantevole,
una connessione, quasi dimenticata,
tra corpo e mente,
tra gambe pesanti e testa leggera.
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
E dopo il cammino
portiamo a casa i canti,
i suoni del silenzio,
le parole non dette,
le risate con i viandanti:
tutti miti dell’amore
per il lento incedere.
E portiamo a casa, soprattutto,
la voglia di camminare ancora.









