Orrore la pianta si pesa
gelatina 
gonfiata di neve
nei corni svuotati dei polpastrelli
  d'un secco zampillo barbato. 
Là dove d'estate
grappoli 
profumano
infettano
l'aria

che cade e coagula 
sulla fronte disumana.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Lucidi i miei occhi,
osservando quel cristallo
d’asfalto gelato.
Perfino l’alba china  
sullo specchio
per vedere il buongiorno
riflesso.
 
Cumuli di neve leggera,
argentea corona cristallina
posata sulle foglie di
cicoria selvatica
che sopravanza il ciglio
alla destra del fosso  .
 
Cielo e mare uniti
da languidi sguardi,
fusi nel  gonfiare le nuvole,
con  lo stesso amore
e la voglia di veder fioccare.

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Profilo Autore: elvio angeletti  

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Un taxi nell'albicocca
è arrivato alle tre di notte
sosta di fronte
 a un lampione 
colto dal nero del giorno.


 Brillanti d'acqua da lì sono caduti 
quando ho chiuso le finestre
e sono uscito
per venirti in braccio,
l'alba sul treno
avrà il vuoto di una bocca
in cui piove appena
 e si vive altrettanto.


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Tace il buio
seduto sulla finestra,
uno sguardo il suo
di pietà condivisa.
Cerchiamo la luna
che darà sollievo
alla paura
illuminando
con la sua luce soffusa
le corde dell’altalena
prima del volo.
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Siamo 
arrivati 
 le ciglia 
di tasti 
neri

tutto l'incivile non esiste.
Sale in me dallo stelo
estratta dal vuoto 
dimenticando
l'origine
 azzerate 
le deserte stazioni secondarie
dove si cullava negli angoli
dolcemente
 le fredde scarpette.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ho visto le mani
di un bambino,
cercavano di prendere il sole.
 
Ho visto
il sorriso di una mamma,
inseguiva il suo amore.
 
Ho visto
ali Angeli volteggiare,
nel sogno cercavano me.
 
Ho visto tanto,
forse poco,
non ho visto te.

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Profilo Autore: elvio angeletti  

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La tua vecchiezza
fragile e nobile
allo sguardo m’appare
 
la stringe il tempo
e si respira nell’aria
d’amore l’assenza
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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Mai avrei immaginato
ciò che stava per accadere

poi un bel giorno mi ritrovai
a fare il conto alla rovescia.

Lo attesi tanto
desiderandolo, sognandolo.

Come magia
quel giornò arrivò.

Portato dal vento
fu un'estasi di sentimenti, emozioni.

Mi stravolsero l'anima completamente
fino a farmi perdere la testa.

Coronai f
finalmente un sogno.

Un giorno
speciale.

Restò impresso nei miei ricordi
riempiendomi la vita.....

 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Sfarfallio di emozioni
accarezza il petto.
L’autunno  nello sguardo
 si accinge a varcare
la porta della stagione finita.
Il mare d’inverno
che abbraccia un tronco di albero
dove leggere i cerchi della vita.
Un’ armonica dimenticata
sullo scaffale impolverato
che piange il   soffio di un bacio,
una lettera ingiallita
che profuma di abbandono,
di un qualcosa di inesorabilmente
finito da tempo…
Un pezzettino di carbone
incenerito e solo
che nasconde nel cuore
il ricordo del fuoco ardente,
un desiderio disegnato
in un respiro
sulla finestra di casa
e in quell’ alone
scrissi il tuo nome…
Tristezza.

    *****


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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Non ero poi così lontano

Sentivo bisbigliare i vostri discorsi,
rimanevo nascosto,
ad osservare tutto ciò che non m'accompagnava,
tutto ciò che non accompagnavo.

Camminavo tra la polvere
giusto per disturbare un po' l'aria
giusto per distinguere con massima distrazione,
il giro del vento da quello del cielo.

Le bestemmie uscivano da sole,
non mi sforzavo poi tanto,
non mi pesavano nel palato quelle ancora tra i denti,
giusto un po' per dar fastidio.

Ri Torno,
vuol dire almeno una doppia partenza,
vuol dire almeno una seconda valigia,
non scommetterei un soldo bucato
su ciò che mi fa restare.

Nutro il bisogno di perdere tutto,
spesso,
così da riscoprire il peso dei ricordi,
così da sentire forte l'abbraccio sognato,
quello che mi fa dire:
"quasi quasi
Ri Torno".
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Profilo Autore: lightWolf  

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Il tempo scorre
ogni attimo è vita che fugge via,
che non ritorna
e ogni minuto senza di te è morto,
è passato, non ritornerà più.
Gli attimi che son passati
potranno solo restare un ricordo
se vissuti
o attimi illusori andati via,
è tempo che ti fugge tra le mani
come sabbia che passa tra le dita
nulla rimane
se non vivere un momento ancora
e imprimerlo nel fondo del tuo cuore
perché sparisce come neve al sole,
diventa ieri , passato inafferrabile.
Il tuo momento bello arriva
ma sparisce subito…
Ieri è passato,
il domani non esiste ancora,
c’è l’oggi
prima che scappi..... afferralo!



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Profilo Autore: Ela Gentile  

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LA RINASCITA “21/12/2012”

 

Non tremiamo di paura

l'esistenza del mondo mai si compirà

agli occhi non arriveranno

fiamme e fuoco dal cielo

al corpo terremoti e catastrofi

Il globo terrestre si ricco

di bellezze naturali

Dio creò per nostro godimento,

vivrà un cambiamento

magico, surreale,

vero come l'aria respirata

La quinta Era di oro vestita

è giunta alla fine

croce santa tra Sole e Via Lattea

partorirà l'albero della vita,

la terrà purificata sarà

dal putrido che le strade ricopre

dall'egoismo di creature che di umano

han ben poco

Il solstizio d'Inverno nelle mani

ci consegnerà la rinascita

dono prezioso di cui tesoro fare

vita nuova da assaporare,

di energia cosmica illuminata

ricca di forza per ricominciare

Uniamoci insieme figli di Dio

bianco, nero, giallo

diverità non esiste agli occhi suoi,

l'anima è di un solo colore

con canti di gioia abbracciamo

questa novella di buon auspicio

che da molto lontano arriva

rivelazione di speranza …..


BARROS (storico antropologo) disse: C'E' BISOGNO DI TUTTI.
NON SEI QUI SENZA UNA RAGIONE . OGNUNO DI NOI E' QUI PERCHÉ'
HA UNO SCOPO IMPORTANTE.E' UN TEMPO DIFFICILE MA IMPORTANTE.
ABBIAMO L'OPPORTUNITÀ' DI CRESCERE, MA DOBBIAMO ESSERE
PRONTI PER QUESTO MOMENTO NELLA STORIA  "
E se lo dicono i Maya perchè non crederci?

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Io sarò là
dove si confonde,
la linea di confine
tra mare e cielo,
sarò là
dove il raggio 
flette sull'acqua
lasciando, variopinte
luci, che ti obbligano
a socchiudere gli occhi,
sarò là sospesa nel dubbio
fra alba e tramonto
fuoco e ghiaccio,
sarò là
un puntino bianco
confuso
sulla neve candida
ma ci sarò.
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Si sussurra che sta arrivando la festa
quella fatta di mille luci colorate
dai profumi di oggi mescolati a quelli antichi
Si sussurra l’organizar dei giorni
cibo e bevute in quantità da far scoppiar la pancia
Si sussurra il numero dei pacchetti regalo

Si sussurra…

Oggi non è come lo scorso anno 
o come i remoti anni 
Oggi
si piange
sul carrello del supermercato vuoto
si piange
in quel cammino obbligato sotto le luci che ornan le vie
si piange
per un pacchetto regalo che è fantasma
e si piange ancora
perché forse quest’anno hai anche  perso la mamma

Ci sono ancora lacrime in questa valle di lacrime?

Forse no, rimane tuttavia
 la rabbia di una vita che non è più vita
si sopravvive senza veder futuro

Occhi secchi e pance da sfamare
ecco cosa sarà questa festa
una festa da dimenticare.



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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
Camminiamo
nella tranquillità incontrastata
di un bosco di cedri,
misto a pini d’Aleppo,
che urla messaggi di pace
nelle nostre orecchie.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
Camminiamo
su antichi selciati,
in angusti vicoletti,
e, alla fine, rimaniamo storditi
dalla quiete circostante.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
L’incedere è una metafora centrale
del pensiero e della parola,
una semplice azione che va a braccetto
con filosofia, letteratura e religione,
ma anche con quotidianità,
tradizione, cultura e meditazione.
E racchiude in sé
mille e nessuna motivazione.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
Camminando apprendiamo la vita,
avanzando conosciamo gli aspetti delle cose,
spostandoci saniamo le ferite del giorno prima.
Non riusciamo a meditare
se non camminando;
appena ci fermiamo non pensiamo più
e il nostro intelletto
si mette in sincronia con i piedi.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
Il camminare è la cosa più ovvia
e più oscura del mondo,
è l’antidoto contro la vulnerabilità
che deriva dalla complessità della vita,
è un’attività poetica
che può guarire la società dai suoi mali.
Camminando superiamo la paura della fatica
e la mente diviene più lucida e aperta.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
E i nostri passi smarriscono facilmente
nella religione, in politica, nella storia,
nel suono aulico di un pianoforte,
nel paesaggio, nell’anatomia,
lungo i dirupi e sulle colline,
nell’allegoria e nel crepacuore.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
E non sono solo gli occhi
a cogliere la bellezza dei luoghi.
I sassi delle strade sono briciole,
la polvere dei sentieri è nebbia di cristallo,
giallo è il colore dei campi
e giallo è il colore di una masseria
risistemata da poco,
bianca è la luce
che  arriva dritta nelle pupille,
mentre nel cielo avulso
si dimenano mandrie di nuvole.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
E il cammino è una terapia antidepressiva
che realizziamo, lentamente,
a contatto con la natura
e nel cammino ritroviamo noi stessi
e l’essenza briosa della vita.
Così l’incedere diventa un caleidoscopio,
un fine, una sintesi,
un’alba luminosa,
un tramonto incantevole,
una connessione, quasi dimenticata,
tra corpo e mente,
tra gambe pesanti e testa leggera.
 
Insieme al mio amico
camminiamo in silenzio.
 
 
E dopo il cammino
portiamo a casa i canti,
i suoni del silenzio,
le parole non dette,
le risate con i viandanti:
tutti miti dell’amore
per il lento incedere.
 
E portiamo a casa, soprattutto,
la voglia di camminare ancora.
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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