pensare a te ,stupendo
gioire di te, un dono .
Tra le periperzie della vita
nel nostro cammino di esseri umani,
ti apprezzo ogni giorno
perche’ doni pace al mio cuore,
amore ai miei sensi,
... pacatezza al mio Spirito………...
……….sei Unica anima mia !
File di pioppi come scheletri
nebbia sospesa tra terra e cielo
tappeto di foglie prive di vita
case avvolte da solitudine
La malinconia mi trafigge
i miei pensieri si fermano
mi lasciano, oltrepassano i vetri
si fondono con la nebbia
Viaggiano nel tempo
tornano trasformati
un orco mi assale
lo riconosco, non lo abbatto
Lo sopporto, lo confondo,
raccolgo briciole di anima
ripartono i miei pensieri
Sono ancora viva
cavalco le nuvole, spengo candele
conto le lune, nascondo i compleanni.
Nel dubbio
cerco grotte calde,
golfi accoglienti e sabbie antiche,
risacche ridenti molto generose.
Nel dubbio
scrivo di grandi amori,
di battaglie e di invincibile eroi...
tanto per distrarmi dal tuo volto.
Nel dubbio
ho smesso di produrre fantasie
e osservo bene quello che mi dai.
Nel dubbio
ho imparato a cancellare i dubbi,
non sei tenuta a darmi vero amore.
Amare è tutto meno che un dovere
ed io, nel dubbio, cerco grotte calde,
golfi accoglienti e sabbie antiche,
risacche ridenti molto generose.
Niente battaglie e nemmeno eroi...
e mi perdo nelle pagliuzze dorate
dei tuoi occhi.
Vorrei urlare alla vita
tutta la rabbia
racchiusa nell'involto sgualcito
che è ormai il mio cuore,
sputare fuori l'amarezza
come vulcano in eruzione,
che scuotere fa le mia palpebre
rendendomi cieca se pur vedente
Chiudere gli occhi arsi
da tempo lacrime più non ho
da versare,
dormire, dormire, sognare
una favola a lieto fine
perchè solo nell'oblio del sonno
esiste “un lieto fine”
Ma sono muta e fiato non ho più
sul petto un macigno
mi opprime, le spalle atterra
con le sue mani di pietra ….
decido di lasciarmi andare
non ha più senso lottare
In quel cruciale ultimo istante
una voce sussurrare sento
una voce calda, profonda
nasce dal cielo ….
troppo tardi è ormai
una lacrima cade
sulla mano di pietra
agitata da pugni
sopra ring
di scatenate
emozioni
Rabbia sfogata!
Vita colpita!
Una brutale
rivincita
segnata da corde
che delimitano
il campo
di un destino,
con
mani rotte
per spaccare
i tanti ghigni
frantumare impersonali
maschere
che ridevano
di amare
stentate
esperienze
che ora
appaiono
come pallidi
demoni
nei corpi
di avversari
abbattuti
dalla rabbia
di un pugile.
“Non sprecar parole, gesti e sorrisi”
giunse un eco…
"Di sprecato non vi è nulla".
Son regali lanciati all’universo
capace d’accogliere e di rilanciare
La destinazione, la destinazione spesso
è casuale, non mirata
e tu, pacifica ed ingenua forse
continuasti la tua strada
a volte lentamente, a volte di corsa
Tra respiri, lenti e ansimanti
hai attraversato il mondo, quello vero
dove ogni cosa ha il suo giusto nome
Hai toccato con mano la gioia
per poi ributtarla nella gioia
anche il dolore hai toccato
e anche lui lo hai ributtato nel dolore
Hai toccato l’amore, vero forse
oppur sbagliato ma poco t’importava
lo hai toccato per poi ributtarlo nell’universo
Ti piaceva pensare che qualcuno
ne gustasse il sapore, godendo del suo calore
proprio come è successo a te
amazzone ribelle che cavalchi contro corrente
Ti strusci e annusi tutti i sapori
gustando ed elargendo doni
il sorriso sul tuo viso non manca mai
occhi, bocca, guance e persino il nasino
s’inchinano alla vita, quella vera
e non a quella storpiata e
devastata dall’essere umano
Continui a cavalcare intrepida e coraggiosa
tocchi, guardi, gusti…e poi
e poi, sai bene che non esiste il possesso
ogn’uno il proprio cuore
ogn’uno il proprio amore.
Mi manchi
in questi giorni senza sole
nelle parole che dicevi
e riempivano il mio cuore.
Mi manchi al calar della sera
quando cercavi un conforto
e raccontavi di come stavi male
la felicità leggevo sul tuo viso
al mio arrivo e un sorriso
mi donavi anche se sapevi
che un giorno saresti andato via.
Mi manchi lo sento addosso
vorrei vederti anche sofferente
ma vederti.
Mi manchi e solo Dio lo sa.
Il mio uomo
Il mio uomo anche in silenzio
Non mi lascia sola
Divide con me gioia e dolore,
stupido storpio,
tra le travi
un vedovo missile
che versa scintille
tra le coste
dell'infinito...
Traumatico,
traumatico ordigno
si è mosso
tra le rovine
del passato,
con le natiche
su quel che non esiste,
tra la tirannia
di chi prima passò...
E lo fece
così dileguare,
tra poche nebulose
di ciano,
squarciata la miseria,
rinata l'empatia,
ma il missile perì...
Trattò con le intemperie,
mi scoppiò in mente,
forse un attentato,
fottutamente insano...
Forse un reperto,
forse questo mi rimane
con un pezzo di mina;
si dice sia pericoloso:
è l'esplosione più bella,
non sono timoroso...
Mi disse in francese
malinconia
e nel dirlo
apparve un cappello
a falda obliqua,
lunare
ripetutamente le onde
scintillano sollevando
il porticciolo
dal sale sotterrato nelle barche.
I remi massicci e gli anelli
coi polsi di ferro -
eppure -
volare.
L'ombra mia segue la tua
che tremula fiamma di candela avanza
sulla battigia sferzata dal vento,
spegnersi non vuole
lotta muovendosi in una danza propiziatoria,
viva vuol rimanere ancora
I miei passi poso nelle orme
lasciate dai tuoi
munita di una scatola di magici zolfanelli
se dovesse spegnersi quella fiamma
che forza ti da
potrei riaccenderla mille e mille volte,
senza te non posso esistere
sei il nutrimento da cui traggo vita,
la linfa che dolce come miele
stilla dagli alberi
Chiederò alle stelle di farsi amaca
dove stanco possa tu riposare,
dove unire i nostri corpi
nella leggerezza dell'essere
pura essenza d'amore
Sarò l'ancora a cui ti potrai aggrappare,
la fonte d'acqua di vita da cui rinascere
se l'arsura ti dovesse bruciare,
vento soffierò nelle tue labbra
per continuare finchè tempo vivrà
il nostro viaggio terreno,
ritrovandoci nell'eternità
che va oltre questa vita









