a fermare gli occhi
e neppure la notte
a nascondere l’orizzonte
non sarà l’inverno
a coprire le parole
e neppure il silenzio
a riempire le mura
continuando ad essere
continuando a sentire
ciò che l’acqua porta con sé
continuando a crescere
continuando ad ascoltare
ciò che l’acqua specchia e rivela
scorrendo lenta
scorrendo profonda
sarà facile bagnarsi
e lasciarsi andare
galleggiando sui pensieri
fluttuando sulla fantasia
seguendo il fiume
scivolando verso il mare
seguendo il fiume
nascondendo il corpo
per poi riemergere
tutto nuovo
tra scatole di buio
che scuotono dagli attimi
-quelli che scivolano-
come edera che abbraccia i fianchi
letame agli anni dopo le viole
sabbia che parla tra le dita
per diventare
libero di masticare follia
spezzando l'ovvio, il non baciare
saturo di farfalle tra i capelli
che applaudono a sorrisi
nudi da bussole, assoluti
gustando nespole col vino
seduti a un tavolo di noce stinto
e al capo tavola soltanto lei
il resto è aspettare
su di una punta d'universo
al cioccolato nero
vincere o perdere
per mangiare.
Catene. Piranha. Lo squalo. Sfera.
Salto salto salto
con te in questo cubo
salto
il secrétaire straripa di gondole molli
che s'inzuppano ovviamente d'autunno
nell'acqua ferma di limoni verdi.
Stai su un piede solo
se ci riesci
rospo
ballerino
rospo
alla fine di un salto.
s'accese nel seno di donna.
Frutto che Adamo non colse.
Frutto cacciato dall'Eden.
Vinto da irriducibile odio
s'incamminò per sentieri di sangue.
All'alba
un pianto di bimba
annunciò sentenza di morte.
Per sempre fu spenta
Piccola Fiamma.
Devono lavorare
per pochi spiccioli
affaticando la schiena
impegnandosi
con occhi che faticano
a scrutare la luce
pure se è giorno
oltre il tramonto
di un lavoro pietoso
Si sentono barricati
senza fessure, per respirare
quel cielo che li attende
da ore, rivedendoli
sospirando nel dubbio,
di non rivederli più
un giorno
in giovanissimi ragazzini
diventati uomini
rapidamente
Come due bambini
che si tengono per la mano
all’uscita di una scuola
Ascoltare il mare
ammirando l’alba
che ci respira
Volare liberi
come aquiloni e giocare
dall’amore ammutoliti
Baciarsi come vuoi tu
e vivere insieme
i sogni del presente.
Per te che sei arrivata come un regalo inaspettato.
Per te che sei la figlia che tutti vorrebbero
ma non c’e’l’hanno…..
Nessuno sa come siamo legati solo io e te.
Sei il mio orgoglio quando ridi sei come
il sole splendente rallegri le mie giornate.
Non c’e’ niente di più che io vorrei dalla vita te
e la tua sorellina.
Vivo per voi sarei pronta a dare la vita per le mie gioie.
Sei diventata grande senza neppure che me ne accorgessi
mi sembra ieri che sei nata ma invece sei già grande.
Vorrei che la vita ti regalasse tutto ciò che io non ho avuto.
Vorrei scriverti quanto bene ti voglio ma non basterebbe
tutto l’inchiostro del mondo.
Vorrei dirti quanto bene ti voglio
ma non ci sarebbe abbastanza voce per dirtelo.
Allora ti dico.
Buon compleanno sei la mia ragione di vita
Ti voglio un bene immenso.
Per la mia odorata figlia che voglio un bene dell’anima.
Buon compleanno alessia.
Giace nell'erba
goccia di rugiada
di semplice candore
Cadde una volta
come una lacrima
sopra un sorriso
da chi solo con gli occhi
seppe apprezzare
le gioie della vita.
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Ancora qualche nuvola bianca
resiste nella brezza mattutina
ma le rondini allegre
annunciano la luce,
farfalle colorate si posano sui fiori
e il vecchio calabrone
ripete il suo ronzio.
Finalmente il sole
respira la mia anima,
al di qua del mare si intravede la speranza,
un’estasi fiorita
di lacrime di gioia.
ma il mio pensiero eh già per te.
Le lacrime solcano il viso
penso a te.
Penso che non sei con me non lo sopporto
mi fa male.
Il cervello non riesce a non pensare come’
possibile sopportare tanto
Il tempo non passa mai sembra si sia
fermato.
Aspetto quell’Unico momento che
cambierà la giornata.
Hai lasciato un’impronta
indelebile dentro di me.
Ti penso quando il sole tramonta
ti penso la notte.
Non esiste tempo per pensarti
non esiste tempo per amarti.
sorse l'alba nuova nei miei occhi...
Stormi di corvi convissero e volarono con me
fino al momento del tuo arrivo,
ove in pochi attimi incendiasti tutto,
polverizzando le selve oscure
nelle quali fino ad allora
cercavo riparo e nascondiglio...
Da me fuggì l'oscurità,
scomparì la cecità nel mio cuore,
e spuntò ancora una volta
l'ormai relegato, e come da te definito,
"sorriso simpatico"...
Ma l'assaggiarti ha deluso,
l'assaggiarti mi ha illuso
di poter ricominciare a risiedere
in mezzo alle tue braccia...
E ora sono proprio quelle braccia,
nel ricordo di un abbraccio, ad imprigionarmi...
Sono le sbarre di una cella dietro le quali
ogni notte con le lacrime della luna,
chiamate stelle, innaffio i miei sogni
per cucirne un tappeto
che con me ti accoglierà al tuo ritorno...
Dietro le quali prego il sole ogni giorno di ritardare i suoi tramonti,
perchè quando tornerai,
voglio riprendere a volare eternamente
al chiarore del tuo sguardo
e alla luce di chi dà vita a quei tuoi occhi...
Allora stormi di gabbiani
ci faranno da amaca,
e sotto di loro dondoleremo
come su un'altalena,
sfiorando le onde di ogni mare esistente...
Voleremo all'infinito, scorgendo l'indefinito,
rendendo così il nostro abbraccio
"mai più finito"...!
e il suo giacchino di raso,
cremisi come il rossetto,
carezza i sussulti del seno,
mentre ride allegra
al sopravvenire d’una convinzione sublime.
E’ desiderabile,
piena di capelli,
di carne turgida,
con un sorriso leggermente impreciso
e i capezzoli appesi addosso
come un invito.
Ha un aspetto indaffarato,
con dei gesti e accenti sentimentali,
vagamente orgogliosi.
Nell’ondeggiare della gonna corta
sulle lunghe gambe,
come tronchi d’albero,
il suo corpo si muove
con andamento lento,
equilibrato, pieno di forza armonica,
portando, erta e fiera,
su quella base monumentale e sinuosa,
la piccola testa da cerbiatto spaurito.
le nervature elettriche
attrversano l'aria
precedendo lo sconquasso
del tuono terrificante.
Dal passero alla roccia
ogni essere s'inchina
al picchiare della pioggia
padrona in assoluto
della terra e del cielo.
Elementi scatenati
incutono paura
al bimbo sulla culla
ed alla vecchia sull'uscio;
temporali di passaggio
commentano gli esperti,
ma intanto, sotto,sotto,
il lampo inaspettato
fa pensare all'eterno.
Così com'è venuto
il maestoso temporale
allontana le sue nubi
verso i monti in lontananza;
è tutto regolare
da decenni e da millenni,
ma ancora la Natura
riprende il sopravvento
rimarcando la sua forza
e la potenza di Dio







