La felicita e una delusione ...
la nostra mente si illude spera in continuo di star bene
il mondo e cosi grande e noi siamo cosi tanti -e pure sempre soli
sono dentro una stanza -ci sono quattro muri e nessuna anima...
Ci sono io con i miei pensieri,con i miei sentimenti e mia tristezza
Tu non Ci sei...e io ci speravo
Speravo che aprirai quella maledetta porta...
sento freddo...mio corpo e gelato
metto le mani sull petto -prego.....
Lacrime scendono sulla mia guancia
come cristalli salati cadono...
Rifletto e non capisco perche per quale motivo Dio mi ha creato
Una volta avevo tanto coraggio ora non ho manco questo
sento una macchina-la gente viene e se ne va... e anche tu te ne andrai
ti sei fermato come un autobus-su una fernata
appena mi giro la porta si chiudera e tu starai sul finestrino a guardarmi
allontanando ti sempre piu lontano ...
ti chiamero ma tu ormai non mi sentirai piu
andro via guardando a vuoto...
cercando un domani
la nostra mente si illude spera in continuo di star bene
il mondo e cosi grande e noi siamo cosi tanti -e pure sempre soli
sono dentro una stanza -ci sono quattro muri e nessuna anima...
Ci sono io con i miei pensieri,con i miei sentimenti e mia tristezza
Tu non Ci sei...e io ci speravo
Speravo che aprirai quella maledetta porta...
sento freddo...mio corpo e gelato
metto le mani sull petto -prego.....
Lacrime scendono sulla mia guancia
come cristalli salati cadono...
Rifletto e non capisco perche per quale motivo Dio mi ha creato
Una volta avevo tanto coraggio ora non ho manco questo
sento una macchina-la gente viene e se ne va... e anche tu te ne andrai
ti sei fermato come un autobus-su una fernata
appena mi giro la porta si chiudera e tu starai sul finestrino a guardarmi
allontanando ti sempre piu lontano ...
ti chiamero ma tu ormai non mi sentirai piu
andro via guardando a vuoto...
cercando un domani
Rosa bianca ormai schiusa
sussurra parole d’amore
vestendo viso d’innocenza
e corpo controluce
al cospetto dell’azzurro
dipinge peccato d’amore
su stagione lieta
e ricca di frutti
spruzza gocce di dolcezza
tra riflessi di sole
porta il suo sguardo lontano
di sola in isola
rosa bianca mai appassita
ascolta vento di freschezza
che risuona come lacrima
in bianco cielo
vicino alla fiamma
segna e modella
anima sciolta
in labirinto d’amore
spruzza gocce di dolcezza
tra riflessi di sole
porta il suo sguardo lontano
di sola in isola
vola via sopra il mondo
attraverso cuore ed occhi
di un pensiero innamorato
e mai tramontato
sussurra parole d’amore
vestendo viso d’innocenza
e corpo controluce
al cospetto dell’azzurro
dipinge peccato d’amore
su stagione lieta
e ricca di frutti
spruzza gocce di dolcezza
tra riflessi di sole
porta il suo sguardo lontano
di sola in isola
rosa bianca mai appassita
ascolta vento di freschezza
che risuona come lacrima
in bianco cielo
vicino alla fiamma
segna e modella
anima sciolta
in labirinto d’amore
spruzza gocce di dolcezza
tra riflessi di sole
porta il suo sguardo lontano
di sola in isola
vola via sopra il mondo
attraverso cuore ed occhi
di un pensiero innamorato
e mai tramontato
Cos'è che mi si avvicina, Ninon,
non è significativo
che stia forse per piovere
un respiro profondo e trattenuto
a gonfiare nuvole come serrature,
la mandibola non più sorretta
cade a spegnere un urlo,
aspetta il momento
di attraversare piano la strada
La mia testa
all'altezza sospirante
delle acacie.
Sei una goccia di mercurio:
la bellezza dell'argento
nella suadenza dell'acqua.
Il tuo colore è ammaliante,
la tua essenza sconvolgente.
Idrargirio!
Ti amalgami ma non ti smarrisci.
Ti fondi ma non ti disperdi.
Ti rinnovi e ti trasformi.
Sei solida e liquida al contempo.
Sei ciò che sei:
purifichi l'oro.
E vali molto.
la bellezza dell'argento
nella suadenza dell'acqua.
Il tuo colore è ammaliante,
la tua essenza sconvolgente.
Idrargirio!
Ti amalgami ma non ti smarrisci.
Ti fondi ma non ti disperdi.
Ti rinnovi e ti trasformi.
Sei solida e liquida al contempo.
Sei ciò che sei:
purifichi l'oro.
E vali molto.
Il posar mio
dinnanzi allo sguardo tuo
è del mio fare il modo
d’aggancio alla tua beltà.
È il ringraziar mio
per presenziare
in cotanta grazia col
desiderio d’amare che m’accoglie.
Dolce amata dalle vesti
lunghe dai ricami sulla vita
stretti , cinta dal busto canapino
fermato dai lacci di cuoio.
Dama dell’antico tempo
apparsa nel sogno mio
racconta dell’amor antico
ed amami nel presente !!!
Fantasma dell’oggi
donna di ieri
sognami com’io m’affretto e…
amami nell’ombra dell’ombre tue nascoste.
dinnanzi allo sguardo tuo
è del mio fare il modo
d’aggancio alla tua beltà.
È il ringraziar mio
per presenziare
in cotanta grazia col
desiderio d’amare che m’accoglie.
Dolce amata dalle vesti
lunghe dai ricami sulla vita
stretti , cinta dal busto canapino
fermato dai lacci di cuoio.
Dama dell’antico tempo
apparsa nel sogno mio
racconta dell’amor antico
ed amami nel presente !!!
Fantasma dell’oggi
donna di ieri
sognami com’io m’affretto e…
amami nell’ombra dell’ombre tue nascoste.
Parlavamo di politica,
di tutto ciò che ci affligge,
non trovavamo la matassa del discorso,
dei disoccupati, dei cassaintegrati
dei poveri,degli ultimi, e mentre parlavamo,
mangiavamo e bevevamo,
anche più del necessario,
allora è partito il discorso della fede,
del mistero di Dio, di Adamo ed Eva
dell’incesto, di come è iniziata la Genesi
della Creazione,del Principio,
anche di Gesù, che ha detto che è nostro fratello,
figlio di Dio, quindi anche noi siamo figli di Dio!
E quale fortuna, quale?
Se siamo suoi fratelli siamo anche noi piccoli dei!
Tutto inutile, è il mistero che accompagnerà
l’umanità fino alla sua fine.
\
di tutto ciò che ci affligge,
non trovavamo la matassa del discorso,
dei disoccupati, dei cassaintegrati
dei poveri,degli ultimi, e mentre parlavamo,
mangiavamo e bevevamo,
anche più del necessario,
allora è partito il discorso della fede,
del mistero di Dio, di Adamo ed Eva
dell’incesto, di come è iniziata la Genesi
della Creazione,del Principio,
anche di Gesù, che ha detto che è nostro fratello,
figlio di Dio, quindi anche noi siamo figli di Dio!
E quale fortuna, quale?
Se siamo suoi fratelli siamo anche noi piccoli dei!
Tutto inutile, è il mistero che accompagnerà
l’umanità fino alla sua fine.
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Piogge lunghe e fitte,
continue, insistenti,
uggiose, dirotte,
battenti, abbondanti,
torrenziali, senza fine.
Il paese si copre
di nebbie biancastre
che stagnano nelle valli
e sul lago di Occhito.
Sorgono da uno sfatto biancore,
come isole
su un informe mare di malinconia,
le cime dei colli dauni.
I terreni argillosi
cominciano a sciogliersi,
a colare lenti lungo i pendii
di Cocciabella e Vallepare,
scivolando in basso,
fino alla Piana dei Limiti;
grigi ruscelli di terra
in un mondo liquefatto.
L’urlo metallico delle gocce
che cadono sul tetto
risuona, nella mia camera,
come una pelle tesa
e si unisce ai ringhi
e ai sibili del vento freddo
che strapazza i cavi dell’energia elettrica.
Dalla finestra entra
la luce fosca e incerta
delle colline
e si rifugia tra le mie braccia,
addormentandosi dolorosamente
in uno squallore brumoso.
continue, insistenti,
uggiose, dirotte,
battenti, abbondanti,
torrenziali, senza fine.
Il paese si copre
di nebbie biancastre
che stagnano nelle valli
e sul lago di Occhito.
Sorgono da uno sfatto biancore,
come isole
su un informe mare di malinconia,
le cime dei colli dauni.
I terreni argillosi
cominciano a sciogliersi,
a colare lenti lungo i pendii
di Cocciabella e Vallepare,
scivolando in basso,
fino alla Piana dei Limiti;
grigi ruscelli di terra
in un mondo liquefatto.
L’urlo metallico delle gocce
che cadono sul tetto
risuona, nella mia camera,
come una pelle tesa
e si unisce ai ringhi
e ai sibili del vento freddo
che strapazza i cavi dell’energia elettrica.
Dalla finestra entra
la luce fosca e incerta
delle colline
e si rifugia tra le mie braccia,
addormentandosi dolorosamente
in uno squallore brumoso.
È una città fantasma
Dalle sue pietre
Puoi sentirne ancora
Le urla . . .
È una città dannata
I dei che la inventarono
L hanno abbandonata
Le chiese che un tempo
Regnavano sui popoli
Giacciono silenziose
Sopra le dimenticate notti
Degli amori perduti
Puoi sentirne ancora i pianti
Le preghiere respinte
Danzano furiose
Tra i sassi e le selvagge rose
Il sole qui non è più risorto
E la luna inizia a puzzare di morto
Dalle sue pietre
Puoi sentirne ancora
Le urla . . .
È una città dannata
I dei che la inventarono
L hanno abbandonata
Le chiese che un tempo
Regnavano sui popoli
Giacciono silenziose
Sopra le dimenticate notti
Degli amori perduti
Puoi sentirne ancora i pianti
Le preghiere respinte
Danzano furiose
Tra i sassi e le selvagge rose
Il sole qui non è più risorto
E la luna inizia a puzzare di morto
Un timido raggio di sole
sgomitola fra i nuvoloni,
è caldo sincero, di maggio,
resiste anche al freddo di oggi,
si apre una breccia
che sembra pregare
al giorno che già s’incammina,
è tiepido e bello
piacevole e chiaro,
è stretto fra nuvole nere,
s’affaccia sorride scompare,
ritorna dal monte su valli, sui prati
con gli alberi alti più attenti
al suo coraggioso brillare.
Per oggi non può,
domani saprà esser forte
per forse, scaldare la Terra.
Ricorda la vita, la vita che avanza,
con l’anima stretta e rinchiusa
che aspira a capire l’eterno.
sgomitola fra i nuvoloni,
è caldo sincero, di maggio,
resiste anche al freddo di oggi,
si apre una breccia
che sembra pregare
al giorno che già s’incammina,
è tiepido e bello
piacevole e chiaro,
è stretto fra nuvole nere,
s’affaccia sorride scompare,
ritorna dal monte su valli, sui prati
con gli alberi alti più attenti
al suo coraggioso brillare.
Per oggi non può,
domani saprà esser forte
per forse, scaldare la Terra.
Ricorda la vita, la vita che avanza,
con l’anima stretta e rinchiusa
che aspira a capire l’eterno.








