Vai pure avanti
mio caro amico
la strada è infinita
in questo cielo azzurro
sei libero come il vento
anche se il mondo corre
e questa vita scorre
come quel fiume vicino casa
che quando piove forte
fa un rumore assordante.
Caro amico ritrovato
quanto tempo è passato
tu sei sempre uguale
il solito burlone
ma dietro quella faccia
così allegra
si nasconde un uomo
che di sfortune nella vita
ne ha avute tante
ma è sempre andato avanti
perché la strada è infinita
non è un fiume
che quando non piove
rimane secco e non fa più rumore...
AD UN CARO AMICO.....
non sorridi? Mi chiede,
le farfalle dalle ali d’oro
svolazzano felici nel tiepido sole
e osservando la mia tristezza scompaiono,
le rondini sfrecciando basse
agguantano al volo moscerini
e garriscono nel loro splendore
intuendo la notte sui nidi.
Io solo confuso e infelice
nel mezzo del mese più dolce
non so a chi pensare,
idee più nere che chiare
offuscano gli occhi
e tutto è un abisso di niente,
con solo il pensiero
di andare annullare la mente.

neri.
Si formano delle fessure in cui si intravede
un po’ di cielo più chiaro.
Il vento spinge le nuvole il cielo diventa
sempre più limpido.
Spunta un timido sole che fa splendere il tuo
sorriso i tuoi occhi splendono.
Il tuo viso si illumina le nuvole scrivono il
tuo nome.
Mentre un arcobaleno spunta in lontananza.
scivolano delicatamente e arrivano sulle labbra
salate-come l acqua del mare-non parlano
ma dicono tanto,le raccolgo con il fazzoletto
e guardo sulla finestra.Piove-il cielo piange con me,
rimango un altro po a guardare forse esce il sole
Yok yok
yok yok
non c'è non c'è
anche se aspetto,
con la spalla urto
la campana della vacca
quando mi abbasso
alle margherite.
Qualche cigno nebbioso è rimasto
non troppo lontano dalle lacrime,
ancora piegano il collo,
guardandosi intorno,
era un fosso.
un artiglio,
strangolato
sulla carrozzina
da neonato,
ho la malizia
del primogenito...
Sei tu,
poligono imperfetto,
dinamico cilindro
di sensazioni cubiche...
Io ti afferro,
tu mi atterri,
con quelle ciglia
che solo allo sfioro
mi scaraventano
sul divano,
narcotizzato
dalla tua estasi...
E tu
sei come fossile,
appari descinta,
ad aspettare
un giubbotto
nella cava
di piume:
sono io,
il portatore
di un celebre dono,
è soltanto
la pelliccia dei sensi...
D’eco s’inonda il pensiero
nel lieve giovine tornar
e il rinverdir
dei giochi, in strada
sovviene all’acre tempo
che l’animo cheta.
Di letizia or la mente
avvolge l’invito del sol
che mi accarezza
mentre di vita
gli occhi si cibano
e il tuo amor
fa lieto il presente.
Future notti
culleranno ancor
la nostra presenza
tra stelle e risi della luna
e ogni tuo tenero bacio
m’inviterà sempre a sognare.
Ho visto una donna
su una sedia a rotelle
girava e girava
con la figlia in braccio
guardandola pensavo
a come sono fortunata
di non trovarmi
al suo posto
potendo camminare
e leggere la vita
dall'alto dei miei passi
Una persona giovane, che mi ha molto rattristato, nel vederla cosi
dai mille colori
lei avrà un po’ del mio profumo
e con lei ricorderai
i tempi … i nostri tempi.
Il colore candido
lo terrai per te
a ricordare il momento
dell’ingenuità
di ragazzina innamorata.
Il rosso della rosa alla passione
del tuo diventare donna
il rosa e l’azzurro i colori…
i colori di quando
sei diventata mamma.
Tanti i colori mescolati
con l’ardore tuo
nel gongolare
di essere
per la prima volta nonna.
Il resto dei colori
lasciali per noi, per il nostro futuro
per annusare ancora quel profumo
che non svanirà mai e regalarlo
al nostro amore!!!
nella luce rimasta, la poesia geme
carezza sacra di crisalide divina
essenza d’echi amorosi e conviviali
prima della creazione, emozioni bambina
sorgente fresca di intima purezza.
Cullo la neonata tra le labbra
alternando gioia e tristezza,
nel pudore di vedere in volo il sole
il silenzio lasciato ai piedi dell’armonia.
Aspetto la morte del giorno per vivere
indifesa nella morte di lacrime.
Urla ininterrottamente la dolcezza
e ha la camicia di forza la sua tenerezza.
Trema e vacilla.
Perché l’amore rende la vita così bella.
Il caso mi ha dato te sulla pelle.
La fragile isola, naufraga m’uccide.
Si muore per sempre
solo se, pur chi osa
non può esser amato
senza il pianto di una rosa.










