Le ruote di ruggine,
la vita di ferro,
scrivo per una bougainville
che dall'arco del muro aspetta
stesso finestrino
alla fermata
delle ventitrè.
Dorme il suo ladruncolo
in giacca,
gemelli,
camicia,
maglietta,
una mazzetta
di banconote slave nascosta
nel portacenere della notte.
autunno, le sue malinconie
girovaghi
per strade senza umore
vuote di rabbia e pazzie
mentre nostro divenire
è un ballo di infiniti rimandi.
Lasciamo trasportar
dal caldo l’incantato limbo
di due corpi incastonati su un letto
mentre fuori risuonan nell’afa
gli strilli di un bimbo
quando al nostro aver spoglio
rimane l’illusione
del possesso d’un istante.
Lasciamo comporre
nostro destino in barocche sinfonie
composti funerali di fiori stordenti
calme notti estive che nascondon
parole nulle ad alimentar manie
ad avvilir animi con discorsi e volti
usciti da scatole d’immagini
surreali consunte dal nulla.
“Se ti dicessi che ti amo”
centrarono il cuore e la mente
queste tue parole
dette anni fa,
io ti amai dal primo istante
diciassettenne introversa e timida
vivevo come brutto anatroccolo
in un mondo di cigni
La mia bocca rimase muta
la gola si seccò
deserto senza una goccia di saliva ….
mi ama, mi ama, diglielo anche tu e
te lo sussurrai piano
si aprì di luce il tuo sorriso
“Se ti dicessi che voglio sposarti?”
“ se ti dicessi che aspetto un figlio?”
pioveva quella sera di febbraio
danzammo sotto la pioggia
ridendo abbracciati
cantando felici
Ripensandoci ora
che favola l'incoscienza della giovinezza
nel tempo in cui anche le scelte importanti
sono dettate dall'entusiasmo
dalla non consapevolezza del futuro
La nostra storia nacque così
ancora oggi mi dici
“ se ti dicessi che ti amo
che sei la cosa più bella che ho
che non vorrei lasciarti mai,
ma dovrò farlo … “
io urlo si anch'io ti amo
ed ovunque vai tu verrò io
Sono frasi leggere
quelle che non recano Odio…
sono parole che volano
accanto ad aquiloni di carta velina
scivolando sulle righe di una poesia.
E poesia sia…
nella trasparente purezza
dell’Anima che sgorga
infinite storie d’Amore e d’Amicizia.
Poesia che come raggi di sole
colori i giorni nostri e doni
luce all’oscurità del pensiero
e che serbi nel suo seno
il verbo della serenità !!!
sorsi di Luna nuova
nella notte appena andata
solo ieri ho saputo
rispondere alla domanda
di domani
Ho raccolto
spiccioli di fine estate
aspettando nei tuoi occhi
l'arrivo dell'autunno
e tu amore mio
non sei accanto a me
Ho bevuto ho raccolto
ho lacerato
e tu hai suonato
melodie antiche
tu hai lasciato la notte
portandomi con me
Meravigliosa tu
ai piedi di un cristallo di zucchero
con intarsi a forma di piuma
una clessidra di lacrime di rose
su un soffice cuscino .
Un piccolo mondo sognato
col singhiozzo sospeso
intatto, tremante di felicità
nel silenzio il canto di una sorgente
una goccia di morte vibrante
memorie di musica racchiusa
in note lontane di un tempo antico.
Come fienili sul pendio irrequieto
i ricordi riparano la vita
ricoveri di invisibile dolore.
Ora che la scalata segna il passo alla stanchezza
si deposita una luce sul fondo dell’anima
con amore si chiudono gli occhi al sole
e la notte sospira la luna dietro la croda.
Dalla stanza arroventata
Dove ardeva un lumicino
Di poesia ricercata
Vedo un fiore colorato
Sento voci di bambini
Respirando soddisfatto
Scruto i volti dei vicini
Mi soffermo sulla via
Guardo vedo sento tutto
Apro gli occhi all’allegria
Quanti beni ho ricevuto
E mi viene una preghiera
Per la vista per l’udito
Per l’aurora e per la sera
Del miracolo infinito
Dei miei sensi e per l’amore
Che mi dai in questa vita
Ispirandomi nel cuore
La poesia ch’era scritta.
Ed ora posso chiamarti amore
Anche se sulla porta
Ti ho vista rientrare
Hai deposto la corona di fiori
La dove il mio nome è inciso su una insegna di marmo
Ed ora posso chiamarti amore
Anche se il mio corpo
Nuota nel PIAVE
Anche se la luna mi appare vicina
Sono lontano
Ed ora posso chiamarti amore
Anche se resta piccola la speranza di riabbracciarti
Muoio abbracciando un fucile
E un camerata
In questa trincea troppo stretta per tutti
Ed ora posso chiamarti amore
Mi hai amato e mi porti nel cuore
Son morto e ho dato un fiore
Per chi giungerà dopo di me

Un tocco leggero
è il cuore che batte,
questa è l'ultima notte
col respiro del mare.
Con il cielo e le stelle
al soffiare del vento
vuoi parlare d'amore
cominciando a sognare.
Un tocco di donna
vorresti sentire
é un po' che ci pensi
non sai più che fare,
la smania che hai addosso
non ti lascia stare.
S'allontana la luna
aldilà della notte
questo cuore che muore
languendo d'amore...
il giorno iniziato è da poco
il sole è tiepido
l'aria frizzante
non vige più l'afa
che toglieva il fiato
e lacrimare di sudore
faceva la pelle
circondata dal giardino
che pace mi dona il profumo dei fiori
che curo con amore,
dell'erba appena tagliata
punteggiata da perle
della prima rugiada
una sigaretta, le gattine che giocano
dolci buffe allegre
mi fanno ridere
non tutto è buio nella vita
Assaporo questi attimi
come un dolce alla crema
deliziando il palato e tutti i sensi
regalandomi questi attimi di solitudine
per rinvigorire il cuore
persiane che aprono gli occhi
annunciano che l'ora è scoccata
eccomi amore arrivo
da questo momento
sono tutta per te
come fosse l'ultimo
questa è la nostra regola ora
perchè la sorte cè la imposta
per poter così
continuare a vivere
una vita normale
nella più grigia anormalità ….
tu, rifiuto tra i rifiuti,
con la vita in un cestino,
e nessuno che t'aiuti.
C'è una pietra dentro il petto
di una madre senza amore
che ha voluto un taglio netto
per un figlio dell'errore.
Verso lacrime di sole,
ma la bocca non ha suono,
sono morte le parole
e con esse il mio perdono.









