Lasciamo aspettar
autunno, le sue malinconie
girovaghi
per strade senza umore
vuote di rabbia e pazzie
mentre nostro divenire
è un ballo di infiniti rimandi.
Lasciamo trasportar
dal caldo l’incantato limbo
di due corpi incastonati su un letto
mentre fuori risuonan nell’afa
gli strilli di un bimbo
quando al nostro aver spoglio
rimane l’illusione
del possesso d’un istante.
Lasciamo comporre
nostro destino in barocche sinfonie
composti funerali di fiori stordenti
calme notti estive che nascondon
parole nulle ad alimentar manie
ad avvilir animi con discorsi e volti
usciti da scatole d’immagini
surreali consunte dal nulla.
autunno, le sue malinconie
girovaghi
per strade senza umore
vuote di rabbia e pazzie
mentre nostro divenire
è un ballo di infiniti rimandi.
Lasciamo trasportar
dal caldo l’incantato limbo
di due corpi incastonati su un letto
mentre fuori risuonan nell’afa
gli strilli di un bimbo
quando al nostro aver spoglio
rimane l’illusione
del possesso d’un istante.
Lasciamo comporre
nostro destino in barocche sinfonie
composti funerali di fiori stordenti
calme notti estive che nascondon
parole nulle ad alimentar manie
ad avvilir animi con discorsi e volti
usciti da scatole d’immagini
surreali consunte dal nulla.

Commenti
Grazie per la condivisione e buona giornata.