anche senza dizione e verrò con te.
Cantami d'amore, entra nel mio cuore
come un treno a vapore e amerò te.
Bastano poche parole,
se accompagnate da un fiore
hanno un altro colore.
Come un quadro d'autore:
parole, tante parole,
tutte parole d'amore,
il mondo sarebbe migliore.

Farò di questo amore
eterna passione.
Scriverò un romanzo
con parole incancellabili.
Parlerò col vento
sottovoce...
Porterà a lei
dolci parole.
Stringerò le mani al petto.
Batterà forte il cuore,
vedrai amore
sarà fortuna...
Lei dice che ha paura,
non era abituata
ad essere trattata come un fiore.
Trasformerò quest'amore infinito,
diverrà come catena
forte... Inossidabile.
Poi... Farò i conti col cuore.
Dirò che ha vinto,
un'incredibile sentimento
m'ha colpito dentro.
Nel mio cuore non si può più disegnare
Forse perché nel mio percorso ho incontrato persone che sapevano solo odiare
Io non ti posso amare
Lasciami andare
Ho provato a rimediare
Ma poi riesco a ingannare
Non posso dare sicurezza
Non sarò mai una certezza
Ma vivo con la consapevolezza
Di non costruire nulla
Perché a me non mi e stato regalato nulla
Vorrei cambiare il passato
Forse già avrei realizzato qualcosa
Ma in ogni cosa occorre tempo
Vorrei vivere in eterno
Per lasciare un segno a chi mi ha voluto bene
perché con l'inganno l'amore non si ottiene .
diranno che sei un'incomoda zavorra;
diranno che non servi piu'
e sarai scartato inevitabilmente dal tessuto sociale,
perche' avvolto dalla malinconia
di non avere piu' nulla da dire
e nulla da fare.
Sarai il miglior compagno di giochi
del nipotino,
lo affascinerai con il viso rugoso
e le argentate chiome,
lo accarezzerai con mani purtroppo tremanti
e anche se la forza delle braccia
e' un pallido ricordo,
solleverai quel bimbo piu' in alto che puoi,
come non hai mai fatto.
Affoga il respiro
nel pozzo dell'oblio.
Pallida luna, mi veste di suo chiarore.
Eclissi d'eutanasia lunare
morente luce in barlume
dannata notte
cupa...
Violazione, Perdizione
di non visivo spettrale.
Intingo nero inchiostro
foglio di magie.
alla guida nel buio
la strada sembra infinita e perigliosa
solo i fari dell'auto solitaria
illuminano la via scura
Una piccola forma bianca immobile
illuminata attende incuriosita
cattura la mia attenzione
e nascono improvvisi quesiti
Un coniglietto insonne e lesto
rincorre la luce che avanza
davanti all'auto rallentata
Sorrido incredula e meravigliata
dell'insolita presenza
nel luogo e nell'ora tarda
Il sonno scompare
lasciando il posto
a fantastici pensieri
e sguardi attenti
alle movenze e alle smorfie divertenti
del coniglietto affascinante
È gentile e premuroso il coniglietto
ad accompagnarmi per la strada
ma decide di gran lena
di donarmi la buonanotte
allontanandosi
e perdendosi tra l'erba folta
Sogno o son desta?
la via di casa
ora più breve e tranquilla appare
e la natura ancora una volta
la sua maestosa grandezza
quella notte
mi ha voluto mostrare
perchè essa non brilla di luce propria,
non ti posso chiamare stella,
perchè non sempre la si vede brillare,
non ti posso chiamare pianta
perchè non hai bisogno
di stare sempre al sole per sopravvivere,
tu che spesso ami stare in disparte
Non ti posso chiamare amore
perchè sicuramente arrossiresti,
ma ti posso chiamare aria
perchè anche se a volte
non mi rendo conto della tua importanza
appena provo a smettere di respirarti
mi sento morire,
tu che sei
l'unico battito
che mi fa veramente
sentir vivo.
non più l’eccezione,
non le grandiose immagini inebrianti
e rutilanti, che penetrano la mente
e travolgono i sensi.
Si è capovolto il mio mondo di luci e colori,
ed è emerso un gelido vuoto inatteso
e un buio profondo, là dove
c’erano stati carnevale e sogni senza confini.
Vorrei essere stato meno ciarlatano e meno giocoliere
al tempo che mi regalava ore spensierate.
Ora sogno un forte appiglio, un porto sicuro,
che mi faccia sperare e lasciare alle spalle
questi ultimi anni turbolenti, che pensavo felici,
ma che nell’anima hanno seminato
un vago senso d’incompiuto
ed un gran bisogno di calma e certezze.
Ora guardo quello spiazzo verde sulla montagna
e ti penso.
Fu come un sussurro il pensiero
nel sussurrato volo
si congiunse ad un altro pensiero
Lì, dove nulla sfiora
s’incontrarono in un abbraccio
così lieve quasi timoroso
ma così voglioso del contatto
Fu come un sussurro sognato
aprirsi nei silenzi e negli sguardi
vi nacquero gesti garbati
lasciando vibrare la carne
libera di sussurrare parole
E fu un sussurro vibrante
nello spasmo bramato
che solo la mente sa accendere.
nel buio della ragione
vaga come un'ombra
fino a farsi risucchiare
da una voragine,
sprofondare in un buco nero
boccheggiando
ad occhi chiusi
in apnea
il battito si ferma
il sangue si congela
t' abbraccia a tradimento
un nero mantello
Su questo sopraelevato rametto canti
dell'upupa ogni sera
a mezza città
regalo della natura.
Sorrido alla luna
attraverso la finestra
nelle domeniche di quasi settembre
di cadute volpi umide. Allora
su questo sopraelevato rametto
per te canto ancora.
(Un grazie a Brigida Liparoti per avermi dato il permesso di elaborare il testo della sua poesia "Il sorriso della luna")
Rivolgi lo sguardo Paterno
ancora alla via di Damasco,
destrieri d’acciaio feroci
son pronti con fuoco e con fiamme
di là a seminare la morte,
deserti infuocati di nuovo
si fanno le Bibliche Terre,
terrore negli occhi dei bimbi
che cercano invano la mamma,
Signore, per Lei disarciona
quel male che Paolo ha sofferto,
l’umano delirio perdona
fermando le briglie infernali,
ascolta le grida innocenti
di quanti con lacrime e pianti
invocano ancora la pace.
Signore del cielo e del mare
degli aridi ostili deserti
dei cuori e dell’anima pia
rivolgi lo sguardo Paterno
e ferma ti prego il massacro
perché siamo miseri e tristi
ma siamo pur sempre tuoi figli.
abbracciami e baciami subito, qui!
Non possiamo sempre stare a pensare,
che è ingiusto per lei, per lui.
Non possiamo farci niente se l'amore,
ci ha rapiti e ci ha invaso il cuore.
Glielo diremo, non so come faremo,
e pensarci è disperazione.
Non ne posso più di questo struggimento,
ma l'amore non può diventar tormento.
Non so viver più senza di te,
e se è accaduto questo ci sarà un perchè.
Quello che so è che non ho più parole,
e ti prego, amiamoci della luce del sole!













