« L'argomento della mia poesia è la condizione umana in sé considerata: non questo o quello avvenimento storico. Ciò non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volontà, di non scambiare l'essenziale col transitorio. Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia. Pensai presto, e ancora penso, che l'arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato.» Cit. E. Montale in "Confessioni di scrittori (Intervista con se stessi)", Milano 1976
Non è giusto, c’è trasparenza oggi nell’aria,
i contorni delle case e delle cose sono netti,
i colori sono troppo puliti, sono intellegibili.
Il nostro abbraccio mattutino, e quel bacio,
ci hanno allontanati di un altro paio di gradi
dallo zero assoluto, dal riposo quantistico:
e siamo tipi da funerali di stato, tu ed io,
siamo tipi peccaminosi, satanici, illuminati,
in attesa dell’alba e del risveglio spirituale.
Non siamo nati per lavorare, ma per studiare:
Aleister Crowley, il Raja yoga, le arti occulte,
il triangolo dell'Abracadabra rivolto verso l'alto.
Tanti inutili passaggi, tante immense bugie,
poi l’incuria e il thelemitismo, lo gnosticismo.
E Aiwass, prima tuo, ora mio angelo custode.
Non è giusto, non ho avuto stele di rosetta io,
non avuto accesso ai libri di Thot, alla magia,
al soprannaturale, all’arte degli incantesimi.
Ma dalla nostra nuova casa, Boleskine House,
possiamo ancora sentire l’eco di Jimmy Page,
l’esoterismo che in musica diventa quasi vero.
Pesca, amore mio, un altro tarocco ancora,
e la via sarà descritta, sarà libera e aperta,
ma così fredda da bilanciare il nostro amore.
Non so cosa scegliere, fra la Qabalah e Dio,
fra il mostro di Loch Ness e il volto dei Santi,
allora scelgo te, che sei la mia pace interiore.

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Ringrazio anche per la citazione molto interessante