Mi hai detto che ero come la polvere nera
e che bruciavo in modo lento e innocuo io:
proprio come il vero elisir dell’immortalità,
la panacea, la vita con un tocco d’alchimia.
Ti ho detto che eri come un granello di ghiara tu
e che bruciavi piano come una fitta colata lavica:
bella in modo assoluto, immortale e onnisciente,
un pugno di polvere rossa nel sogno dell’Athanor.
Ma non siamo nient’altro che cristalli di brina, noi,
che quandanche simmetrici non saranno mai uguali:
tu, la neve tonda che non si vede mai sul nostro mare,
io, un cristallo di galaverna, un fiore di ghiaccio scarlatto.
Sono passato dal Medioevo
e c'erano simboli senza prospettiva;
poi dal Rinascimento,
ma tutti fotocopiavano carta ingiallita;
poi dal Barocco,
ma le cose strane evitavano argomenti importanti;
poi dall'Arcadia,
ma si annoiavano anche le capre sarde;
poi dall'Illuminismo,
ma tutto quel cercare di capire metteva fame;
poi dal Romanticismo,
ma mandare il cuore da solo in giro
è stato come dare un mitra a un pazzo;
poi dalla Scapigliatura,
ma i ragazzi ragionavano solo con la rabbia;
poi da Naturalismo e Verismo,
ma di naturale c'ero io fotografato appena sveglio
o l'operaio che si malediva per non aver studiato;
poi dal Futurismo, ma nessuno sa ancora cosa sia.
Così sono arrivato a te,
che segnerai un'epoca tutta nuova.
Nel bene o nel male, sia chiaro.
Ti auguro di essere diversa
da tutto quello che è esistito.
come la mente di un operaio
in una catena di montaggio
un altro uomo si è arreso al potere
e ha perso il coraggio.
Con un'altra vittoria immeritata
in una battaglia immeritata
un'altra dittatura è aveanzata
nell'ennesimo silenzio
che le ha dato il diritto
di rimanere inviolata.
Intrappolato in se stesso
quell'uomo anche oggi
ha preso parte a una guerra
in cui l'ammesso non è concesso
in cui si va contro il progresso.
E lui rimane da solo
a scuoter la testa
disteso per terra
in attesa
del passaggio di una stella
per esprimere il desiderio
di uscire da un contesto
per lui deleterio
e poter vedere nella giustizia
qualcosa di più serio.
credo in questo ove sei tra i miei pensieri
tra la voglia di quanto non c'è e di quanto in realtà
poi abbiamo.
credo che quando dici ti amo
lo dici con il cuore
che il sentimento
non è invano
e che le parole hanno tutto un altro suono.
l'affetto l'effetto prendimi è un fatto..
dentro e fuori da un letto...
nei giorni negli attimi
vivimi e se puoi...
non smettere..
credo che non potrò cedere..
se questo fuoco lo alimentiamo... non
vedremo cenere.
credo che il mondo gira
e che non sta ad aspettare
mentre io rimango indietro..
credo che non mi importa raggiungerlo
ho già una meta a cui non so più attendere
io ti voglio credere.
l'attimo quel battito
che anche se non son sveglio sai
che sta pulsando
che se non sei tra le braccia
sarai di certo dentro un sogno
credo che non metterò
alcun filo all'aquilone
la direzione è il vento
in amore è sentimento.
e nasce un altro raggio donando
un candido mattino..
sarebbe dolce il risveglio
se non fosse che abbraccio un cuscino.
Del vuoto ho le palle piene
ancor peggio delle pene.
Dipingo un quadro?
magari di me stesso
mentre me ne vado?
O canto a squarciagola?
Sfogo questa rabbia
che pian piano mi divora.
Avete il vomito?
Allora scrivo della luna
delle onde, del mare e delle ombre
scrivo delle stelle e delle fronde.
Come dite?
Sono cose scritte e riscritte?
Allora scrivo delle fitte
dei fendenti che mi arrivano al cuore
lasciandomi ogni giorno nel languore.
Che orrore!
Avete ragione
sono un continuo lamento
e vi ha stancato il mio tormento.
Ho capito
scrivo dell'amore
dell'erotismo e della passione.
Con questi versi son sicuro
sarò acclamato vero poeta
Angelo dei mille fiori
e di sicuro non vi annoierete.
Ma forse è meglio che stasera
metto a tacere la mia vena
sarà meglio aprire la finestra
per lasciare entrare
una ventata d'aria fresca.
Noi due,
due semplici turisti
in questa stanza degli spettri.
Noi due,
due esseri imperfetti
sia con che senza specchi.
Noi due in mezzo a una guerra
nella quale non c'entriamo.
Noi due in mezzo a un mondo
dal quale ci estraniamo.
Noi due persi in quell'attimo
in cui ci siamo resi conto
semplicemente
che viviamo.
Così m' innamorai
-dal niente
m' innamorai
-dolcemente
come un lecca lecca
-semplicemente
si poggia sulla lingua di un fanciullo
-innocente
così m' innamorai
-come il vento
m' innamorai
-per le onde
che mi spinsero
-oltre l' orizzonte
e vi rimasero come barche
-ormeggiarono insieme dentro, dentro.
Come il nostro amore che
-dal niente -dolcemente - semplicemente -innocente -come il vento -per le onde -oltre l' orizzonte ,
le anime nostre che
-ormeggiarono insieme dentro ,dentro.
fitta, buia, perigliosa selva,
ape intenta a pollinar
un fior di petalo morente.
Non osar entrare al core mio,
pulcio ignaro che tenta
e ritenta il ritrovar di via perduta,
son sentieri più insidiosi dell'Inferno.
Non osar entrare al core mio,
ridente sole in ogne azzurro,
potresti spegnerti e mai più
irradiare cieli altrui.
Non osare ché ho paura.
Omai son serrati i miei cancelli,
vi son troiane mura.
Invalicabili, indistruttibili.
Non osare ché ho paura,
paur che non ritorni,
paura che ti perdi, che non ridi
per ogni minimo mio gesto.
Ti prego, ti prego non osare,
le chiavi dei cancelli
ho inghiottito, e ora sono in me,
nel più profondo, perdute.
Non osare scavalcare il muro,
non sono come l'"uomo",
voglio esser solo col mio Nero,
nuotando solo nel mio oceano.
Non osare... E BASTA!
Prenda esempio questo seme
capace solo d'affidarsi
ad Alto e altrui consiglio.
Non osare avventurarti
tra vermigli miei, non sai che troverai,
i cieli del cor mio son solo "notte"
sordi a amore e carchi di diffido.
Non osar ché non è'l veglio.
Sono morto...
...e sono nato.
e fuori invece nella stradetta polverosa
qualche femmina di tacchino dall'aria sconcertata e il collo pelato
gli archi in pietra lisciavano smussati il lusso di restarvi a regnare,
con un tripudio sfavillante i primi,
ventaglio verdeazzurro e blucobalto ed amarantone
aprivano con uno scatto tra una parola e quella successiva
sicché l'opera del canto potesse assumere il valore di un gioiello prezioso
da "p r o n u n c i a r e" quasi
dopo rulli di tamburo
facendo una riverenza
alla melanconia.
Aprivano il becco da morto le seconde,
guardando altrove,
le magre monache
dell'aia.
come quando stavo tra i banchi di una chiesa
e sentivo parlare ma in fondo dicevano nient'altro che quanto hanno già letto
poi guardavo fuori da una finestra ed il mondo fuori diceva tutt'altro.
fu poco più da ragazzino che già se volevo una risposta la andavo a cercare e mentre attorno a me lo facevano costruendo barriere cancelli e muri mi perdevo dentro me guardando la vita da altre distanze.
ed è da qui che scrivo che amo..
non serve andare lontano per ritrovare se stessi
ci si può perdere anche in un lungo viaggio e chiamarsi avventura
o perdersi in se per ritrovarsi e chiamarsi vita.
Correvo annunciando un amore
sotto la finestra della vecchia che svuotava il pappagallo
del marito addormentato in un letto senza più segreti;
correvo annunciando un amore
mentre il lungomare, come un serpente,
s'infilava nel seno di una montagna
fuori dalla portata dei granelli di sabbia;
correvo annunciando un amore instabile,
fatto dello stesso vuoto che le madri col pancione cullano;
annunciavo un amore schiamazzando come gli ubriachi
quando del funerale sono rimaste lacrime
che fanno crescere malerbe dalla la ghiaia del cimitero;
lo annunciavo chiamandolo per nome, senza riguardi,
come cantando una canzone i cui diritti d'autore
sono riservati al Natale.
Annunciavo un amore mentre lei tornava a casa
coi pudici pensieri rivolti ai piatti non finiti di lavare.
Annunciavo un amore rischiando di essere investito,
incurante delle strisce ormai invisibili a notte fonda.
Non finii di urlare finché il cielo non mi disse, stizzito:
"Qui ci sono santi che domani devono lavorare".
dorata nei profumi,
dolce nel sapore tra le foglie,
delicata nelle calle dei giardini,
spinosa nelle more tra i rovi,
golosa nell'odore del fieno.
Raccoglie la falce il contadino,
piega il vento il velo bianco delle spose,
i vestiti confonderanno le vie,
i sonni lunghi sorprenderanno l'alba,
d'estate di mare e di vita!
LA NOTTE, SCALPITA NELL'ARRIVARE
AVVOLGENDO OGNI COSA
SENZA PREOCCUPARSI
CHE FRA QUALCHE ORA
SARA' IL MOMENTO DI ANDARSENE
L'AURORA, NASCOSTASI TUTTA LA NOTTE
FINALMENTE ESPLODE
DEL COLORE DI LAMPONE
CONSAPEVOLE CHE NON DURERA'
NEMMENO UN'ORA
L'ALBA, DOPO FRUSCIANTE ATTESA
NASCE
SENZA TIMORE DI VIVERE
PUR SAPENDO CHE RESTERA'
SOLO PER L'INIZIO DEL GIORNO
SONO COME LA NOTTE, L'AURORA E L'ALBA
VIVO IL TEMPO CONCESSOMI
CERTO CHE
FINIRA'
tutta la giovinezza in un sorso;
e se la maturità è spumeggiante,
è perché da sempre si crogiola
nel gas silvestre delle tue bolle.
Tutto il mare sta in un'idea sola:
quella dove c'è il sogno strano,
e dove tutto si quieta col valzer.
Frugo fra i segreti del mondo io,
cerco te, amore, e l'incredulità.
La tua fotografia è un acquarello,
una coppa di Bordeaux sulla Rive,
due passi su les Champs-Élysées.
Quello che vedo solo io, che resta,
è l'impressione che segue il sogno.








