"Queste isole della desolazione i francesi se le possono tenere" Cit. James Cook
A guardarlo dal misero spazio
attraverso il quale
quel lauto filo di vento
può ancora passare;
e a sbirciare dal buco nella serratura
che si schiude come un miracolo
fra il Bambino e la Dame des Vents,
in un abbraccio che sa di storia,
il mondo esiste come nel fermo di una cartolina.
Lo vedo fra le sei tepali del Lilium Candidum
e lo sento fra i tappeti continui di Azorella e Lyallia.
La vita forse è questa, una questione di prospettiva:
così, credo, non esiste angolazione al mondo
che non valga almeno una lacrima,
un po’ di stupore, un brivido,
e una poesia.
A guardarlo dal misero spazio
attraverso il quale
quel lauto filo di vento
può ancora passare;
e a sbirciare dal buco nella serratura
che si schiude come un miracolo
fra il Bambino e la Dame des Vents,
in un abbraccio che sa di storia,
il mondo esiste come nel fermo di una cartolina.
Lo vedo fra le sei tepali del Lilium Candidum
e lo sento fra i tappeti continui di Azorella e Lyallia.
La vita forse è questa, una questione di prospettiva:
così, credo, non esiste angolazione al mondo
che non valga almeno una lacrima,
un po’ di stupore, un brivido,
e una poesia.
Seduto accanto alla tua foto
vesto l’aria di magia
bevo sorso dopo sorso
da quello che sarà
guardo dritto nella luna
proiettando nostre immagini
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
tengo ancora stretto
il profumo delle tue mani
ascolto nota dopo nota
la musica del cuore
non sono solo
ci sei tu
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
ripenso ancora al vento
che mi ha portato
frammenti di te
fino a comporre
come in un puzzle
immagine nitida
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
sono il colore della notte
riflesso dentro
il tuo pensiero
vesto l’aria di magia
bevo sorso dopo sorso
da quello che sarà
guardo dritto nella luna
proiettando nostre immagini
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
tengo ancora stretto
il profumo delle tue mani
ascolto nota dopo nota
la musica del cuore
non sono solo
ci sei tu
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
ripenso ancora al vento
che mi ha portato
frammenti di te
fino a comporre
come in un puzzle
immagine nitida
sono il colore della notte
basta solo trovare
la giusta tonalità
sono il colore della notte
riflesso dentro
il tuo pensiero
Cosa rimane di me
quando ti penso
o ti guardo di riflesso
sulla panchina?
Cosa rimarrà di te
quando saremo un giorno
un solo io, un solo tu,
basterà un sole
per distinguerci?
Avremo la forza
di mille ombre
che non chiedono
che rimanere pure
e semplici ombre,
di noi
a passeggio in questi viali
di vita sfuggente.
quando ti penso
o ti guardo di riflesso
sulla panchina?
Cosa rimarrà di te
quando saremo un giorno
un solo io, un solo tu,
basterà un sole
per distinguerci?
Avremo la forza
di mille ombre
che non chiedono
che rimanere pure
e semplici ombre,
di noi
a passeggio in questi viali
di vita sfuggente.
Se non ci fossi tu
sarebbe il vento a raccogliere
il mio sorriso.
Se non ci fossi tu
sarebbe la luna
a indossare i miei lunghi capelli.
E le foglie adagiate nel viale
sarebbero le sole
ad ascoltare i miei versi.
In silenzio ti guardo
stretta alla sera
e alle tue mani.
sarebbe il vento a raccogliere
il mio sorriso.
Se non ci fossi tu
sarebbe la luna
a indossare i miei lunghi capelli.
E le foglie adagiate nel viale
sarebbero le sole
ad ascoltare i miei versi.
In silenzio ti guardo
stretta alla sera
e alle tue mani.
Sì vorrei,
essere dei tuoi pensieri
l’essenza pura della vita.
Sì vorrei
essere il tuo sangue
scorrerti nelle vene
annidarmi nel tuo cuore.
Sì vorrei,
essere dentro ad ogni respiro
che ti fa mancare il fiato
e rallentare il passo.
Sì vorrei,
essere dentro al tuo sguardo,
regina del tuo spazio
e fino all’orizzonte.
Sì vorrei,
essere tutti i pori della tua pelle,
dai piedi e fino alla testa.
Sì vorrei,
essere la tua lingua,
che inumidisce le labbra
per un bacio.
E sì vorrei,
viverti in ogni istante,
anche quando mi sei distante.
essere dei tuoi pensieri
l’essenza pura della vita.
Sì vorrei
essere il tuo sangue
scorrerti nelle vene
annidarmi nel tuo cuore.
Sì vorrei,
essere dentro ad ogni respiro
che ti fa mancare il fiato
e rallentare il passo.
Sì vorrei,
essere dentro al tuo sguardo,
regina del tuo spazio
e fino all’orizzonte.
Sì vorrei,
essere tutti i pori della tua pelle,
dai piedi e fino alla testa.
Sì vorrei,
essere la tua lingua,
che inumidisce le labbra
per un bacio.
E sì vorrei,
viverti in ogni istante,
anche quando mi sei distante.
Lo chiedono le mie notti bianche
lo chiedono i miei neri tormenti
ti cercano gli occhi silenti
chiudendo le palpebre stanche;
il sole al mattino stupito
aprendo lo scrigno all’aurora
non riesce a comprendere ancora
e s’alza nel cielo incupito,
la luna del buio regina
s’affaccia dai monti lontani
e inizia i suoi circoli arcani
delusa e ritorna piccina,
le stelle da eterne splendenti
che sanno dov’è il paradiso
nascondono il loro sorriso
e sfrecciano tristi e cadenti.
Il cuore pietoso dei miei
turbamenti di lacrime e pianto
si dà disperato ad un canto
perché non sa più dove sei.
lo chiedono i miei neri tormenti
ti cercano gli occhi silenti
chiudendo le palpebre stanche;
il sole al mattino stupito
aprendo lo scrigno all’aurora
non riesce a comprendere ancora
e s’alza nel cielo incupito,
la luna del buio regina
s’affaccia dai monti lontani
e inizia i suoi circoli arcani
delusa e ritorna piccina,
le stelle da eterne splendenti
che sanno dov’è il paradiso
nascondono il loro sorriso
e sfrecciano tristi e cadenti.
Il cuore pietoso dei miei
turbamenti di lacrime e pianto
si dà disperato ad un canto
perché non sa più dove sei.
Cielo nuvoloso e mobile,
color metallo,
vento fresco,
odori di foglie
macerate e pioggia.
La campagna è offuscata
da una cortina di acquerugiola,
fitta e sonora,
che fa fiorire i fossi
di effimeri tulipani bianchi,
increspandone la superficie lattiginosa.
Nelle vigne l’uva è pronta
e al mattino si vede solo la nebbia.
E’ biancastra, spessa,
con la sua coltre copre ogni cosa,
annulla i rumori.
A tratti, soffia il vento occidentale
ma troppo debolmente
per spingere le nubi
e fugare il sole alto e ciarliero
nell’orizzonte maestoso.
Ho aperto la porta,
lentamente,
dopo nemmeno
vent’anni di polvere;
un colpetto di tosse,
mezza lacrima,
e Dio non c’era.
Ma entrava il sole ora
in quella casa,
e la nostra caducità
era sempre più chiara.
Siamo assorbimento,
siamo rifrazione e trasmissione:
siamo la luce che interagisce
con la materia.
Tutto in un batter di ciglia,
per poi tornare ad essere
polvere di stelle,
e a vagare:
verso la propria anima gemella,
verso l’annichilazione.
Il soffio di questa vita
è leggero,
si sa;
è il bagliore di un riflesso.
Nei tuoni, il cielo si spalancava
come invadenti fumi di cenere, le nuvole
sotto, lo scorrere di torrenti
d'illusioni metropolitane
con l'attesa nelle ossa
in fradici segmenti di carne
mai esibiti, solo accennati
il corpo tuo esile
i polsi filiformi
inondavano
dando ordine al trambusto di un corpo
come punti di rottura
intercapedini nei muri
tutto di noi, era nostalgia
come invadenti fumi di cenere, le nuvole
sotto, lo scorrere di torrenti
d'illusioni metropolitane
con l'attesa nelle ossa
in fradici segmenti di carne
mai esibiti, solo accennati
il corpo tuo esile
i polsi filiformi
inondavano
dando ordine al trambusto di un corpo
come punti di rottura
intercapedini nei muri
tutto di noi, era nostalgia
Ero nella serra, ho contato i passi fatti,
e è di solito dopo quel numero
che accade qualcosa. Stavo immobile
un vellutino bianco-polvere che se ne andrà presto dalle foglie.
Ricoprivi tu le zolle con spaventosi ombrelli marroni.
Saldo io ero già tenuto tra le mani del mattino.
Ti fece sbocciare di verbi un briciolo
poi anche gli occhi, inventati ad est, sorrisero.

e è di solito dopo quel numero
che accade qualcosa. Stavo immobile
un vellutino bianco-polvere che se ne andrà presto dalle foglie.
Ricoprivi tu le zolle con spaventosi ombrelli marroni.
Saldo io ero già tenuto tra le mani del mattino.
Ti fece sbocciare di verbi un briciolo
poi anche gli occhi, inventati ad est, sorrisero.

Sentimenti nascosti
faccio fatica ad ammetterlo.
Forse per paura
per debolezza.
La testa impazzisce al pensiero
di quello che provo.
Strano e bizzarro di colpo
sono felice.
Mi ritrovo a sorridere
a persone che prima odiavo.
Mi emoziono
al pensiero di te.
Un brivido parte dal cervello
non mi fa ragionare.
Ci sei solo tu
esisti solo tu.
La fantasia
galoppa.
Ritrovandomi
a camminare canticchiando.
faccio fatica ad ammetterlo.
Forse per paura
per debolezza.
La testa impazzisce al pensiero
di quello che provo.
Strano e bizzarro di colpo
sono felice.
Mi ritrovo a sorridere
a persone che prima odiavo.
Mi emoziono
al pensiero di te.
Un brivido parte dal cervello
non mi fa ragionare.
Ci sei solo tu
esisti solo tu.
La fantasia
galoppa.
Ritrovandomi
a camminare canticchiando.







