Amavi la vita
come la conoscevi
tu. Un meriglio
di misteri apparivano
remoti mentre invece
erano sempre presenti
Non ti lasciavano mai
ormeggiati su quella barca
che si teneva tutto dentro
ed in silenzio ascoltava
nascondendosi nel buio
con la nebbia che saliva
e piangeva pentita
per non aver parlato
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Ormai ho fatto la frittata!
Che giornata sventurata!
Pensavo di incontrare una fata
ma era solo una strega mascherata,
volevo farle una bella serenata
ma la prima nota l'ho steccata.
Volevo scrivere tutta la nottata
ma pure la luna si è oscurata.
Da bambino sognavo una vita incantata
eccomi, scornato, che suono la ritirata.
Ricordavo con cura quella data
ma il calendario se l'è mangiata,
e quando col cuore l'ho fotografata
bè l'immagine è venuta tutta sfocata.
Eravamo seduti ad una bella tavolata
ma la cena lo sai? si è bruciata.
Pensavo fosse dolce e delicata
ma il suo sguardo è una pugnalata,
le mie lacrime scendono a cascata,
la mia felicità chi se l'è rubata?
Ho capito non è proprio giornata,
sono entrato dalla porta sbagliata.
,
 
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Sciami e baruffe
Una corrente fredda
sposta le stelle
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Stasera ti scosti, forse non hai molta voglia,

ripensi al coraggio di chi adesso si spoglia.

Ripensi alle stanze che vanno a gonfie vele,

ti domandi se solo lì si distragga il male.

 

Quello che hai adesso non domanderò,

forse meglio che ti lasci un po' stare;

il silenzio è l'unica certezza che ho,

era l'ultima offerta di poterti toccare.

 

Si spengono le luci senza soluzione,

ognuno è da solo dalla stessa parte.

Le tende si muovono al ritmo del tuo tremore,

gelide feritoie sbattono le porte.

 

So lo sbadiglio del vento in una piazza pulita,

i pochi abitanti di uno sgabuzzino chiuso;

non vuoi più guardare una gonna sgualcita,

chi butta mai i simboli di un abuso?

 

Ti senti un mostro se hai provato piacere,

ma il piacere è un bandito senza comando.

Ride fra le perle rubate a alle signore,

naviga in putridi mari cantando.

 

Ti rannicchi per custodire ciò che è rimasto,

dimmi se fa freddo senza corazza,

il giorno forse tornerà presto,

l'alba uscirà di casa come una pazza.

 

Stasera ti sposti, piangi in dormiveglia,

ci pensi che il mostro ha pure famiglia?

Ci pensi alle danze di mosche nelle ragnatele?

Ti domandi se erano danze o il destino fatale.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Cosa vuoi sentirmi dire,
che sono pentito?
Che mi sono fatto calpestare dal tempo
che ho succhiato il nettare dalla luna
abbeverandomi dalla luce delle stelle?
Cosa vuoi sentire dalla mia bocca
che mi sono fatto rapire
egoisticamente
corpo e mente
dal vento e dalle carezze
di angeli camuffati da fate?
Il più delle volte
ho rischiato di affogare
nelle pozzanghere formate
dalla pioggia delle mie malinconie
e molte volte ho cercato di fuggire
per cercare il punto d’unione
del corpo e dello spirito
in quel posto infinito
dove nidifica il silenzio.
La poesia mi ha afferrato dal collo
mi ha calpestato e insultato
e poi come unguento
mi ha sanato le ferite
fino a farmi sanguinare sostanza.
Adesso che sono un uomo
ho lasciato il cuore sepolto
in qualche parte nascosto
nella buca delle mie certezze.
Tu cercalo
e bacialo in silenzio
io da questo balcone fiorito
ti guardo e mi commuovo
vivo il momento
come l'eterno soffire;
poi lascialo marcire
nella terra che non ha riconoscenza.
 
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Mentre scrivo
mi bevo le parole
tra le righe
come nettare fruttato e aspetto.

Aspetto il tuo rumore
nell'incanto della sera,
una carezza nella voce e
il tuo pensiero pensato
che mi anima.




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Occhiaie come il colore del mare profondo,
quelle rughe increspate come le onde
quel bianco diventato ormai itteroso, giallo,
come il riflesso di una luce fioca 
sull' acqua calma

quei capillari mezzi rotti 
simili ai raggi del primo sole
sopracciglia poco curate 
come poco cura le nuvole il vento

quei tuoi occhi così stanchi
ma così immensamente veri
specchio di una cosa che senza forza 
non vi è possibile arrivare ad ammirare,
l' alba.
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Profilo Autore: saci  

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Tasche vuote di poeta distratto,
solitario grigio di pensiero calvo
dissennati passeggiano
mentre parallelepipedi stonati
volteggiano
nelle strade semivuote
descrivendo ruote
di fuoco atavico.
Io disperso
tra le tue diagonali,
voglie e manie,
seguo percorsi
paralleli alla schizofrenia.
Il segmento più breve
tra i pensieri di due amanti
è il ritorno
verso la casa
dopo l'esodo invernale
che gela i sentimenti e le parole.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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La stupidità non ha valori.
L'ignoranza non è un verbo,
ignorare va di moda.
Creder d'esser superiori,
dicendo che ti è stato insegnato,
puoi insultare, dare calci
o perfino spezzare la vita
di un bel fiore che una madre
ha pasciuto con amore.
L'ignoranza della mente
lei la schiava tu il padrone.
Ed è triste dover dire
c'è chi sa e non vuol parlare.
La violenza, l'omertà,
l'indifferenza...
Non son moda ma ignoranza
e fan perdere il valore
di un bel fiore
che voleva tanto amore...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Volo di nibbi il contrario di un disegno di bambino,
e non alberi blu o marroni con una grossa matita,
andare a segmenti in perimetro spezzettato
per poche foglie

e nel contempo intravedere un'ombra di sangue
scivolare da un pinnacolo sgualcito,
giostra gondola cavalluccio fermi di parole
proprio come a vivere illusioni.


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ti sento addosso

come una coperta d'inverno

come un'ape sul fiore

come una rosa tra le dita

 

ti sento dentro al mio vivido viso

mentre calpesti il buio della notte

e come il grano maturo a luglio

travolgi ogni mio senso

 

sei la storia infinita

che alimenta goccia dopo goccia

il campo di battaglia dell'anima

 

ed io come sempre sconfitto

mi perdo nei tuoi raggi di sole

con il cuore colmo d'amore

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Nessuna risposta. 
(Cosa ci faccio qui?)

Ho domandato alle radici sotterranee
e alle fronde ondeggianti dei platani;
ho interrogato le onde degli oceani 
e le multicolori colonie dei coralli.
Sono salito sulle cime dei monti
e ho guardato nel buio profondo dei crepaci;
ho considerato le sguaiate risate delle iene
e i melodiosi canti mattutini dei passeri.
Ho pure indagato il pianto vitale dei neonati
e le urla senza speranza dei moribondi.

Non ho trovato nessuna risposta.

Ho guardato allora dentro di me,
fra le diramazioni neurali del mio cervello 
e le innumerevoli curve delle mie arterie;
ho valutato il contorto cammino 
che congiunge la mia sapida lingua 
all'estremità maleodorante del colon.
Ho rivangato l'erotica sensibilità delle mie dita  
e la bramosia possessiva delle mie labbra.
Ho anche contato gli esitanti battiti del mio cuore
e misurato la salsedine acida delle mie lacrime.

Non ho trovato nessuna risposta.

Allora ho spinto l'indagine oltre i confini del pianeta,
laddove il colore non esiste e c'è carenza d'antimateria.
Ho vagato fra ondate gravitazionali e flussi magnetici,
scansato comete puntuali e lambito attraenti buchi neri.
Mi sono perso fra i quasar e le pulsar,
fra stelle appena nate e galassie già morenti.
Ho inseguito sciami di neutrini 
e incrociato tracce d’energia oscura.
Infine ho raggiunto l'orlo in espansione del nostro universo,
dopo aver sfiorato la scintilla originale che l'ha creato.

Non ho trovato nessuna risposta, 
perché non ve n'è alcuna per chi vuole sapere
ciò che non è dato di sapere.
Poiché, se c'è un Dio, Egli non è soggetto a razionali motivazioni,
e se un Dio non c'è, allora alla casualità non vi sono spiegazioni.
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Profilo Autore: Falug  

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Nello scrigno sei tu il gioiello

la tua perla brilla!

Sgrana palpiti canori

tra i raggi stendi i larghi veli.

È il canto del sole !

E tu in qualche angolo del mondo esisti :

vesti bizzarre maschere ,

sulla sabbia ,vicina ad albe chiare.

Sei nel bulbo d’ogni fiore!

Nel dubbio di una scena stimoli voglie,

lì, il gioioso giorno libra ,

appari radiosa tra i sacri lari ;

sei tu dunque la dea del focolare .

È nel prezioso canto la tua voce

il suono del mio vento ottieni,

sulle tue labbra c’è l’aria che respiro.

È nell’assurdo che spendo la mia vita;

io il rude ,voglio la dolce fata!

Voglio il sol che ride,

voglio te ….

la tempesta nei miei risvegli.

 

Ciao !

Dove sei?

 

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Siete stati il vento
che portava l’azzurro
il mare che donava
serenità blu
il fiore che cresceva
silenzioso nel giardino
la luna che pur lontana
illuminava e schiariva
il caldo che copriva spalle
nei giorni umidi
la strada da seguire
e percorrere

per questo non smetterò mai
di ringraziarVi

ci rivediamo
quando anch’io
sarò aria e terra
leggerezza e pace
e vi stringerò
ancora una volta
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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A due disgrazie di distanza,
nel concavo di un vecchio cassetto
ho trovato il tuo papillon, quello démodé;
e ho respirato attraverso la sua trama,
la speziata eco di quelle tre parole
che tu non mi hai mai detto.

Ed era già sinistramente famoso,
quel tuo segreto angolo di vita.
Un’estate troppo breve,
un’ossessione mai consumata,
un colore che è stato capace di vibrare
e di annichilire i contorni della mia conoscenza.

Ma adesso ci siamo, è la maturità questa,
la libertà di cui io mi sentivo il vate
che si abbandona all’eternità,
al suo ultimo viaggio:
alla pace che infine sovviene
con la rassicurante vista del tiretto.
 

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Profilo Autore: Charlie  

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