« Tutto ciò che c'è di maestoso e solenne, che possiede le qualità dell'eccellenza e della virtù ed ispira un sentimento di meraviglia, è considerato kami »
(Motoori Norinaga)
Siamo poesia su carta zucchero,
siamo intima e fragile complessità,
l’illusione che segue la luce riflessa
e che imprime bellezza sul foglio.
Siamo spiriti guardiani,
sentinelle sulla via del divino,
siamo due origami votivi
in attesa del cambio
di forma.
A metà tra i poli opposti ,
lungo la scia stupita dei nostri occhi,
sopra valli, montagne, abissi e foreste,
fra il buio ardesia e il blu mirtillo,
c’è la vita oltre la morte:
la pace e l’armonia.
Io seguo da sempre
la zampa del gatto Tama,
lo spirito e la materia,
la meraviglia:
ed ovunque
trovo te, l’amore,
che sei la sola risposta
ad ogni mia domanda,
che sei chi mi ha salvato
dallo scroscio sordo
del fulmine.
L’amore di donna
è un attimo infinito
sa parlare col cuore
è la madre dell’amore.
Un giorno nuovo
poi un altro ancora.
Lontano dagli occhi
che hanno un colore
immagini del cielo azzurre come il mare.
L’amore di donna
ti stringe attaccandosi addosso
e ti porta oltre confini infiniti.
Non hai più tempo di pensare ad altro
c’è lei soltanto il resto è niente.
Lontani gli occhi
Sempre vicini al cuore
L’amore di donna
è madre della terra
seme portato dal vento
frutto di un peccato
immensamente desiderato.
AUGURI....
il trascinar le vesti e le membra
nelle selve beate di pascoli incolti
alle tenebre volti del lor maturar
di mistico sentor, pronte e viluppate
nello scarno elimato valimento
che sapidi pertugi, irte lingue
tagliavan bellamente in due, senza tremor
Tribolate urla, di bava rivestite
attendean quasi giocose
le gesta di ghigliottine
pronte per il cader, di qualche vita
Soddisfazione non fu data
a sogghigni di genti di cuor mancanti
di nullo amor
che restarono impietriti
davanti a cotanto fulgor
Sconfiati e pomposi
cagion di altrui danni
lasciarono levificati
cader le loro vesti.
gli occhi chiusi
e cercare riparo
in un angolo ideale
la normalità
di una casa come tante
la paura del disagio
di anni incastrati a forza
Anestetizzati nelle coscienze
proni di fronte
le rassicuranti parabole
dei loro idoli
dalle vesti d'oro
come incantatori di serpenti
suonano sempre
la stessa litania
La loro ombra
ora è paura
insegue bramosie
di un tempo che rimane
come foglie
rincorse
in una giornata autunnale!
Un giorno mi ritrovai al margine
di una strana foresta di alberi bianchi,
avevano solo due rami.
Su ogni albero un nome e due date
tra le date, vent'anni.
Non davano ne frutti ne fiori
la loro linfa era esangue,
le loro radici affondavano nei cadaveri.
Era il giardino di....Guerra
e Lei, dal suo palazzo di fuoco,
vedeva crescere la foresta
ogni anno di più, in ogni luogo.
Dal tempio dell'oro
uscì l'uomo zecchino
e disse alla Guerra:” noi siamo amici,
spero di avere da te, presto, una nuova foresta,
bianca “.
Sarà, ecco che questa comincia già con un sarà,
con lo stilo cacciato della speranza in un occhio,
un puntale di canna di bambù
tagliata di netto dall'aspra lunare montana luce.
E che dire della melodrammatica bocca
spalancata a respirare le nere viole infreddolite,
o del guizzo di ghiaccio del tetto,
parola perfetta
e il mio cadere tra le stelle.

l'intera esistenza,
in ogni inizio è
insita una fine...
Le mille storie che
ogni giorno vivi,
ogni momento
tornerà al tramonto
Le lacrime e le gioie
sono frammenti
della tua vita.
La fine è l'essenza
di ogni istante...
quando prenderai
la mia mano tra le tue.
Incontro lo sguardo
che mi da' tremore.
L' urlo di piacere
muto sula bocca,
chiuso dentro lo stupore,
brilla dentro gli occhi.
Non aspettero' la fine dell'inverno
per vivere la primavera....
perche' e ' qui adesso
nell'aria che respiro,
nella gioia.
Tua.
Perduta,
come il fiore proibito
da cogliere.
quando sei venuta a scegliere me
hai detto: quell'uomo non è più mio
adesso sei tu
che mi conquisti.
Come fosse festa ho bevuto
come fosse follia ho gioito
e poi
di ieri non v'è traccia più
sei tu nel ricordo di domani.
TANIA.
Ti sento
quando il sole
si disperde nel crepuscolo
e il silenzio incanta
il manto del cielo.
Allora con un bagliore
insistente d'amore
ti cerco
tra le stelle.
E ti ritrovo
in un amore nostalgico
e speranzoso,
ti ritrovo
nell'opache pieghe dei miei sogni,
nel disegno della Tsolitudine
e mille note infinite.
Aspetterò
con la culla di una melodia
lo sfiorire dei miei anni
insieme a te.
disteso sul mio corpo
per tramutare magia
in perfette promesse
sulle mani appena i primi raggi
riflessi dal mondo
per accendere fuoco
e bruciare amore
arcobaleno blu
fatto di fantasmagorie
che avvolgono semplici gocce
e piegano profumo
in sottile organza d’amore
Non posso che pensarti ricurva,
china, piegata dal peso dello Zeitgeist,
da quella forma preesistente e primitiva
che si tramanda ormai dalla notte dei tempi.
E dove vuoi andare tu che sei l’insieme dei ricordi?
tu che sei il sentimento del passato
e l’incertezza del futuro?
Lascia per un attimo
ciò che è stato e che mai più sarà,
ed io perderò conoscenza di ciò che è lontano:
rimarrai tu, madre, il dato di fatto,
e questo vago movimento
cosmico.
volte le strada
appare oscura,
non perderti in
dubbi e incertezze...
in ogni cosa
troverai luce
e oscurità.
Un rimpianto pesa
nel cuore molto più
del fallimento...
le parole non dette,
le cose non fatte,
non abbiamo
un'altra vita...
Ho di te
solo parole scritte
macchiate d'inchiostro
e di pensieri.
Ho di te
solo tasselli ad incastro
e nostalgia nel cuore
a ricordo di ieri.
E resto qui!
Decisa a raccogliere un segno.
Un volo di una rondine
a far primavera!
Forse...
se butto due molliche di pane
sul davanzale arriverà...
fiore schiuso a calice di silenziosa luna
mille angosce d’avorio sparse sul ponte dell’anima
accartocciate avare lacrime in magra semina.
Scherza la mente con l’alba armata di poesia
in memoria ricerca le glorie di fanciullesca follia
odori antichi d’armature stese al sole
urla al vento d’oriente dalle gonfie vele
d’inseguire la purezza sulle rive in tormenta.
All’angolo prima di stringere l’addio in strada
copre piccino il capo, il cuore in difesa
spogliato di sogni il cielo in preghiera
ignora la sorte senza nessuna pretesa.
Calda accoglienza il cuore d’inverno dispera
ha nel fuoco le promesse della mia primavera.
Attraversa il ponte in fiamme l’anima di cera.








