le irti pianure di un lontano passato
fresco nella mia mente
e mentre viaggi tu ti trovi
li da me
rivedi ciò che io non posso più conoscere
non posso apprezzare
ti inchini sulla sedia
a pensare
hai un vuoto e ti riempie
le gesta erotiche
le ricordi
a spasso con me
nella stanza a VENEZIA
ripetuti a LECCE
e mai voluti dimenticarli
per tua lussuriosa inibizione
ribollono enzimi e
vogliosi sguardi
rubati dalle mie mani di acrobata della vita,
l'altalena dei ricordi
riporta il cuore e il sestante
verso la rotta del mio desiderio.
Ci unicono ora i dolci declivi
dei tuoi sapori, dei tuoi sospiri,
sempre in ritardo nella
clessidra delle mie attese
molecolare rugiada mattutina
precario equilibrio
eterea
gocce di mercurio
pesantezza dell'uno
sferiche molteplici rifrazioni
solida
liscio muro verticale
fitta lattiginosa bruma
silenzioso volo di un barbagianni
sfuggente
Galleggio sull'onda
inseguo il profumo
di donna che mi affonda
sono vetro e mi frantumo
contro l'illusione
bella come il mare
di un miele d'amore
che vorrei assaggiare
tu pero 'hai deciso
nessuna possibilta'
devo far buon viso
accettare la realta'
rimarrai un sogno irrealizzato
l'immagine di un sorriso impressa
il respiro diventava affannato
ti ricordero' come scommessa persa
ma spero cessi la tua melodia
col vento che spazza il dolore
prego che piu' presto vada via
non sono abituato alle pene d'amore
ho vinto spesso stavolta cado giu'
hai preso l'asso , hai vinto tu .
trovo un magico splendore,
che mi inebria i sensi
e mi fa innamorare di te.
Vestiti a festa e profumati
con acqua di rose,
sciogli le trecce
e non farti prendere dal caldo,
rimani fresca.
Se i raggi del sole ti sfiorano
pian pianino la pelle
e ti fermano il respiro,
riscaldandoti il cuore,
tu non far patire l’anima,
come sai fare tu.
Fin dal primo momento
mai più scorderò le tue grazie,
la quiete sento sulla pelle
e di notte la rugiada scivola
lieve,
come il respiro che neanche si sente,
alchimie le tue di desideri sopiti.
Sprigionano nell'aria
intensi desideri e silenzi fatti
d’amore,
indossa ali di colomba e vaga
nei sogni,
vieni da me e nel silenzio
attraversami il cuore,
fallo volare come sai fare tu.
Già è fiorita l'ultima,
e sfiorita la prima,
delle campane lontane,
non se ne sentono più,
ma si dice sempre che ritorna,
a dire la messa silente,
un latte fresco che cola
da sotto le mutande -
quale baratro ora m'inabissa,
starei chiuso in un cancelletto chiuso,
tra parvenze di un lillà sofferente,
un richiamo marino liberato da chierichetti grigi -
svolazza un'ape sull'altare,
della stagione ch'era iniziata
a braccia piene di rametti.
l'immenso
soffio gelido dell'inverno.
Agli occhi
una tela di nuvole grigie
la Domenica pomeriggio.
Conchiglie stremate
dai marosi argentati.
Te ne andrai calato
con il volo delle rondini
e un arcobaleno imbrunito
del cielo a Primavera....
Se l’ambizione ottenebra la mente
così che ritrovandosi l’umano
sognante, s’insegue vanamente.
Vorrebbe avere tutto nella mano
vive sognando potenza e onore
e ciò, dormendo, si canta lo strano
sempre più illudendosi nell’ore
e ben cantando con voce squillante
travolto è dall'effetto dell’umore.
Soldi e potere son migliore amante
della vita che non può capire
bruciando l’intorno sull'istante
così nell'intento ben riuscire
sognante, canta pure a voce muta
senza capire dell’imposto agire!
Devastante é più della cicuta
il fare male e provocare dolo
e se imprime in lingua biforcuta
l’illusione lo rimette in volo
figura quindi che sta guadagnando
ma sopprimendo si va lì da solo.
Con la vita che si sta giocando
non distingue ciò che va inseguendo
in acque tempestose ora nuotando
senza capire quanto sta soffrendo
d’altri non gli importa e fila via
e i fratelli va così colpendo!
Almeno avesse colto l’eresia
per convertire senso dell’altezza
aggiornare così la sua via
abbandonare quindi la scaltrezza;
che solo danni potrà fare ormai
all'imporre egoismo per grandezza.
Soldi e potere non bastano mai
d’incolparlo più non me la sento
maledetto è chi sobilla ai guai
dell’agire che apporta sgomento;
colpa all'umano non gli posso dare
ma ripararmi voglio da quel vento.
Agli idoli ci vuole assoggettare
il perfido e mal conquistatore
e se riesce l’uomo a controllare
se la canta pure a buon tenore
e nell'andar per conquistarsi parte
ascoltato è come buon cantore.
Perciò restare non voglio in disparte
dall'ambizione che rovina gente
perché non s'indottrini come arte
nella debolezza della mente:
raccomandare a fonte benedetta
e coglierne l’essenza totalmente!
Solo amore l’anima si aspetta
e null'altro potrà andar pensando
che solo lì l’umano si rimetta
così di più si andrà purificando
senza che si pensi abbandonato
e nel male non si veda più scialando.
Scordarmi non voglio del passato
magnetizzato in fragile ragione
dagli idoli sempre perseguitato
ero confuso come un ubriacone:
ma dall'imprevista scesa in campo
mi si sta diradando l’illusione!
L’essere colpito da quel lampo
strano effetto mi ritrovo in testa
anche se non ha prodotto stampo
non si è trattato certo di una festa
e della mente vecchia e malandata
molto meno sento che mi resta!
Quando mente dal cuore è separata
prevalgono ambizione con lamenti
e se da fredda luce è comandata
si può diventare anche dementi;
cerca di capire condizione
per stare lontano dai tormenti.
E se stagnante riprendi canzone
forse troverai la porta aperta
così ben ti si schiarirà ragione:
ma potrai finire giù in coperta;
lascia curvare dunque ciò che vira
e ti ritroverai con la scoperta.
Dal recepire chi le fila tira
che del potere discerni il valore
e se lo tieni pure sotto mira
il senso svanirà del cacciatore
che più non aspira ad azzannare:
per la riscoperta del suo cuore!
Ora comprende dove vuole andare
senza più del vecchio pensi l’uso
che quanto più cercava di minare
ancora più vagava nel confuso;
e con lo strano dire che mi leggi
cerca sintonia che non abuso.
Spero più col male non mi albeggi
per non riabbracciare i sensi umani
restare solo in te che mi proteggi
e fondere le mie con le tue mani
in questa vita che sto riprendendo
la mente a separare dai soprani.
Finalmente bene ora comprendo
quei venti tormentosi e furibondi
così pericolosi che colpendo
riducono sempre da moribondi;
ma a nuova vita son risuscitato
per cibarmi di ciò che ridondi.
Mai pelli in spalla mi son caricato
anche se ero lontano dal mistero
e nella nuova era quel passato
lo butterò nel mare e più non spero
e non c’è paragone in questa vita
rispetto a ciò che sono e che non ero.
Ora entrando in un’altra partita
con Dante si collega la presenza
dove la gente non si è mai pentita
bruciando nell'inferno l’esistenza
riposta tanto bene sulla carta
e spero anche nella nostra coscienza.
Ascolta e non permettere riparta
che altrimenti finirai da fesso
e se incanali come fece Marta*: *Giovanni 11, 27
rimanda al cuore o ti ritrovi lesso
così che disponendoti sereno
meglio comprenderai tu da te stesso.
Non sposa il divino col terreno
e il citare dell’inferno e paradiso
alterna tenebroso con ameno
stando sempre vicino al nostro viso;
e pure ti confermo a cuore affranto:
ascolta o ti si spegnerà il sorriso!
Il viso mio s’è bagnato dal pianto
ora che sto scrivendo il raccontare;
l’essere importante questo canto
in burrasche e freddo a riscaldare
e ciò che descrive l’Alighieri Dante
esistono: accogli e non scherzare!
Ascolta che morir potrai all'istante
o vivrai l’eterno in fuoco e gelo;
t’insisto, mantieniti bramante:
reali sono gli enti del Vangelo;
un giorno per mano accompagnato:
disperazione, allo scorrere del velo.
Per tutti è questo invito rimarcato
povero, ricco o ministro d’altare
con i quali il male si è sposato
e agire quindi quando ben gli pare;
e se non ti accorgi prontamente
rischi di trovarti in alto mare.
In alcuni convive nella mente
senza poterne rendersene conto
così che si nasconde facilmente
e solo per agire resta pronto;
ed anche quando bene hanno colpito:
a chiedere non pensano lo sconto!
Nulla davvero vale quel vestito
se non lo si pulisce dal crostore
né mai si accorgerà del pervertito
ma forte si vedrà e conquistatore
e beffardamente ride il maledetto
per ciò che ha consigliato al lottatore.
Impedito all'eco del suo petto
seppure si considera cristiano
non si muove come un prediletto
stando ben lontano dal malsano
del male nega invece l’esistenza
ma lui da lì non resta mai lontano.
Ma se avesse colto la presenza
dell’ente benefico od opposto
considerato avrebbe compresenza
e alle conseguenze poi risposto;
accogli dunque bene il mio tenore:
pensa al cuore ed evita l’imposto!
Se mentre navigando nell'ardore
ascolti e pensi ciò che stai facendo
discernerai colomba con astore
in ambito reale convergendo
il vero senso capirai del vento
e salvo ti vedrai oppure morendo.
Dedica a pregare ogni momento
ed anche a te meglio comprenderai
e dal respirare l’aria di convento
come un lenzuolo bianco tornerai
così che del se che s’è spostato:
tu poi naturalmente scriverai.
Santi carismi accetta o battezzato
che son rivelatori del mistero
e meglio d’ora mai sarai tu stato
con indossare solo abito vero:
dell’ente spirituale conoscendo
può defilarsi l’ego, da com'ero.
Per rivederti così risorgendo
ora che il bene ben ti sta guidando
eri primo pilota e mai perdendo
in podio che più non stai sognando;
e in consapevolezza che la vita
a nuova vita ti sta riportando.
Mi hanno imposto limitare uscita
meno peso dando alle chimere
e non sopporto più la mal partita
stando lontano da soldi e potere
che non m’interessa e lascio l’arte
ben conservando solo nuove ere.
Lontano il male resti più di Marte
ora che più vicino a te mi voglio
e non sentir tirarmi d’ogni parte
per stimoli che provoca l’orgoglio;
restando a te vicino eternamente
dell’insani sensi mi si spoglio.
Propendere dobbiamo veramente
il senso della vita alla passione
trasformante cuore d’ogni mente
in buon sentimento nell'azione;
volando via lontano dal passato
e dal perfido gioco di ragione.
Un posticino in cielo ho già trovato
voglio pensarmi soltanto tuo figlio
non lasciarmi al male abbandonato
l'umana dimensione crea scompiglio
come ho fatto a vivere nel viale
in passato che più non consiglio.
Voglio la vita salvarmi dal male
la devo salvare oggi lottando
con forza trasmessa dal regale
che più non si vada insinuando
in quest’altra vita che conosco
e sento di trasmettere pregando.
E lì, nel delirio della veloce salita, tutto si trasforma, curvata dalla luce, la realtà prende nuova forma."
Un mare di foglie
circoscritto da muschio cangiante
sostiene il passo dei folli
labirinto di bucaneve
un solo respiro,
inquieta il pellegrino
tra il folto dei rami.
rapace volo verticale
liberi da legami
giovani e vecchi
nel senso contrario
ritornano al principio
Oltre la nebbia
che offusca gli occhi,
soffoca i cuori,
non consente visioni
ma immaginazioni.
Nebbia
che copre, cela, imbriglia,
chiude.
Cammino nella nebbia,
ombra con le ombre.
Tra fumi di antichi odori
e sapori,
soffio patine di ricordi.
Nella lentezza del mio andare,
intreccio memorie disperse,
registro echi, respiri, richiami,
sonorità di esistenze lontane
e nascenti alchimie.
Trame,
tra la nebbia e oltre.
vivono perché li vivo.
molto prima che amiche.
Qualche
collega di lavoro.
Una compagnia
nata fra aperitivi, cinema e pizze.
Tutte pronte
ad organizzare le uscite.
Fra risate e battute
è nato questo gruppo.
Ragazze, mamme, amiche
stiamo bene insieme.
Ci divertiamo
con poco.
A cinquant’anni si torna indietro
a godere delle piccole cose.
Che prima non si aveva il tempo
o le persone giuste...adatte.
Una serata,
una pizza.
Per farci vedere la vita di tutti i giorni
con più fantasia.
A cinquant’anni
si ricomincia a vivere.
A respirare
dalle piccole cose.
un caro saluto per un viaggio
nel domani,
un calore che sciolga
le troppe distanze
tratteggiate da mani
invisibili ed ostili.
Ameremo ancora
quella delicata nenia
dispersa tra fumi antichi di camino
e labbra lontane,
oltre il tunnel dei tempi
che ci incatenano gli occhi.
Complice la geometria del tuo amore,
sapremo espandere quel trattino
tra le date estreme
in una linea indefinita
ogni oltre ciclo
di assurda pesantezza.
l’ombra pendula del fragile al mondo
Arroventata dal vuoto d’ultimo moto
ne impollina l’estroso verso di cielo.
Recide il fuoco alla terra complice e schivo
il rifiuto d’impeto nell’ingoiare il suolo.
Intimidisce le barbarie al giungere arco
il racconto mite dal complice orgoglio,
S’incammina sul filo dell’ultimo molo
mano nella mano col silenzio scavato
nella memoria affogata del mare in ascolto
Al rimorso di lui il suo solo perdono
serra i denti stringendo l’indugio al freno
mentre la sera restituisce il buio all’aria
e l’Intuizione di malizia a intesa catena.
Legata alla sua stessa natura
la malìa ha preghiera sgretolata in vena
il cielo scioglie ciò che promette il mare
e ritorna a cavalcare l'azzurro predone
fin che il destino li riconosca insieme
fin che la risacca sia voce che fa male.
il sole già nascosto dai cirri
tagliati dagli stormi che cercano il tepore
vicino alle case
nei capelli degli alberi
nei secoli vivi
accoglienti e casa
anche di quei raggi affannati, servili
fra l'aria fredda della neve caduta dietro le ultime colline
di campi quasi finiti, di tralci cadenti
fra quei baci di calore
dall'alto comparsi, che la vista importunano.
Si sentono le campane aprirsi un varco, fino a qui
svegliando questo Venerdì
alle prime ore
confondendo il gallo nel suo canto
avvertendo nel dormi veglia, il tranquillo abitare
che fra qualche ora
con frenetici gas e grida
trasformerà i colori
di quanto alla vista
ora.









