A - ALDO MORO
Or piango negli aloni impetuosi
di una Patria mortale;
piango, sugli eventi stolti
che,
nell' aère bella e antica
si diffondon maestosi regni di tenebre.
Muti, tutti intorno gli Italiani,
piangon salme di prima vita,
guardano il cielo nuvoloso e tetro,
tutte le città intonano canti di pace.
Onde di venti distruttive e acri
flagellan il Sacro impero della pace,
allontanando lo sciame fecondo dell' amore,
orgiando nelle notti zampate di belve.
Tu Madre, dal petto in fiamme,
che di passati rauca è la tua voce;
troppi inganni gelan tanti figli tuoi
e muta e sorda l' anima Tua
guarda le pazzie di stolti di Tua polvere,
guarda ancor quanta vita dindinna
nei loro cuori di sangue.
Strette le mani al viso penso il distruggervi,
voi, moscerini dell' ultima uva
andate, uccidete le lealtà della vita
cacciatori di un' età perduta
e la meta di voi Brenni
cadrà, sotto una nuova libera Italia.
Dove cadrete flagellatori di Dio,
quando le avversità sismiche della vita vostra
troveranno lo scontrarsi della morte!
Allora, gli occhi e il viso pallido
percorreranno le tenebre dell' infinito
e di passo, un male precoce e indefinibile
piomberà come un vostro sparo
in presenti di pentimento...!

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