Così la mia ansia si fa berlusconiana:
bella muta, decorativa, erotizzata.

La mia ansia è di plastica
ma da grande può diventare quel che vuole:
l'importante è che arrivi cinica al punto,
che abbassi il registro e infine si addormenti
sfinita dall'ansia.

La mia ansia è una velina:
decorazione o provocazione?

La mia ansia, bionda, sorride.
Fottuta da quel vecchio noioso sull'altra rete.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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"Il giorno in cui riserverò agli altri la stessa indifferenza che riservano a me, sarò forse più arida, ma più libera. I legami troppo stretti lasciano segni: meglio nodi larghi, che si sciolgono senza ferire."

Un bel giorno capii che la libertà non è sempre un volo. A volte è uno scioglimento lento, silenzioso. Come un nodo che si allenta da solo, senza strappi.
I legami, quando stringono troppo, soffocano. Restano impressi sulla pelle, sulle braccia, nelle mani. Ma più di tutto lasciano tracce nel cuore, invisibili agli altri, indelebili per te.
E così imparai che l’indifferenza non è assenza di sentimento, ma difesa. È il modo in cui smetti di sanguinare, senza smettere del tutto di sentire.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sei fuggito,

 nel cuor triste lamento.

Mi turba il sol pensiero tuo.

Non m’appartieni, come cielo stellato,

 apparso e ben presto grigio e uggioso sei scomparso.

Dell' abbandono, sol un triste ricordo rimane,

sbiadito va scomparendo anche il tuo volto.

Sol un buio impenetrabile resta,

un altro giorno attende,
ricordi sbiaditi dal tempo,

riposate silenziosi 

 

(1973)

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Un petalo 
si stacca lieve 
come un sospiro 
vola sopra il fiume 
il sole lo bacia
e gli canta 
una ninna nanna d'amore 

Attraversa città 
di pietra e ombre 
dove nessun'anima 
alza gli occhi al cielo 

Nella notte si posa 
su un campo di stelle 
sogna radici lontane 
e terre mai viste 

Al mattino riparte 
senza fretta né meta 
porta con se
il segreto del tempo 

Poi svanisce 
nell'azzurro infinito 
il viaggio è morire 
in un respiro di luce
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Ovviamente, mancando il  Kigo ed il Kireji, non è certo un vero Haiku, ma la struttura metrica è quella, come un Haiku all’italiana abbiamo un quinario, un settenario (sdrucciolo in questo caso) e per finire un altro quinario.


 

Eppure t’amo…
contro qualsiasi logica,
ancora t’amo¹!


¹: non tanto catulliano come concetto: manca l’odio; a meno che non si voglia tener conto dell’odio per me stesso, non certo per lei.


 

ioffa, 24/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate.


Nuovamente turbato tra me spècolo:
che diranno di noi figli e nipoti
che vivranno il venturo nuovo secolo?

Sempre che non diventin più beòti
ma che sappian pensare e ancor parlare
spersi in mondi virtuali oggi remoti…

Dovranno il fallimento là studiare
dei sovranazionali organismi
che dalle guerre e fame tutelare

avrebbero dovuto e dai razzismi
proteggere l’umana specie intera
da sempre minacciata da egoismi?

Esisteranno scuole in quell’era
e sarà contemplata anche la storia
tra le materie? Certo non leggera

apparirebbe quella senza gloria
ch’è relativa al secolo ventuno
che dimostrò d’aver scarsa memoria

di atrocità con gas e con digiuno
fatti anni prima da Benito e Adolfo
per trasformare un popolo in nessuno.

Ma l’infernale odore dello zolfo
nel novecento giunto alle narici
delle altre genti rese come Astolfo

le altre nazioni tutte accorritrici
per terminare insana vil barbarie
che al mondo dava nere cicatrici;

vennero fuori idee straordinarie
per scongiurare un nuovo atroce abisso
di cui tante ne furon firmatarie

e un nuovo manifesto al mondo affisso¹
che renderà impossibili in futuro
per razza genocidi o crocifisso…

Tra i membri c’è di certo uno spergiuro,
più d’uno: criminal di guerra detti
guidano stati e eseciti al sicuro

stando nei lor protetti gabinetti
scagliando droni e missili su gente
che da decenni son solo reietti

e a cui ormai non resta proprio niente,
neanche la vita, adulti oppur bambini…
è poco dire popol sofferente…

Ma i criminali sono ancora inclini
a continuare il gioco sulla pelle
d’uomini, donne e miseri bambini

che in cielo vedon missili e non stelle,
che in cuore han solo incubi e terrore,
in pancia vuoto, o schegge per budelle².

l’ONU impotente, solo spettatore…
e i Sapiens Sapiens che nel mondo stiamo?
Occhi sgranati, sguardi di stupore,

ma giunti al dunque cosa mai facciamo?
Qualche lamento, un po’ di carità
ma per esempio in urne poi premiamo

chi è connivente con le atrocità.
Non siamo in questo soli noi italiani,
poco protesta intera umanità.

Cosa diran di noi quindi domani
quei che verranno, se potranno dire³,
studiando il sangue delle nostre mani,

macchiate sì, perché d’intervenire
nessuno ancora trova la maniera
lasciando alle canaglie il loro agire

e al massimo diciam qualche preghiera?


¹: lo Statuto dell'ONU, in vigore dal 24 ottobre 1945;
²: variante per il plurale “budella” insolita ma scelta per la rima, il significato è identico;
³: non sono molto fiducioso né in una futura libertà né in una futura capacità di parlare e/o pensare; ma voglio ancora illudermi di essere troppo pessimista.


 23/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sento quel odore,
che mi reclamava ricordi
e tutto ritornava a ieri,
dove piccola credevo
al domani, e ovattate
le parole mi accarezzavano
la fronte, raccogliendo i pensieri.
La pioggia mi lavava,
e sotto gocce fredde che 
erano come lame io
correvo, e mi lasciavo indietro
le nuvole.
Ora so cosa vuol dire un 
cielo di ombre, e sete.
Ora non conto le parole
riesco solo a calpestare.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Un sole raggiante
Spiccava allegro
Tra le linee del tempo
Un uomo
Stordito dalla fame
Stava passeggiando
Tra le crepe
Di un muro di cemento
D’un tratto un languore
Lo fece voltare altrove
Una macchina
Un cane
Le strade
Il piccolo mondo
Sempre uguale
Dentro i suoi occhi
Ondeggiava una cartolina
Senza sbavature
Dal fondo dell’oblio
Fece capolino
Una donna
Dai capelli lunghi e neri
Sul suo volto
La bellezza disarmante
Di un atto silenzioso.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ah, se potessi mettere in sordina il dolore
e spogliarlo dei suoi abiti scuri...
lo vestirei di tinte tenui:
userei un pastello per disegnare i petali bianchi
e lo adagerei in un’anfora marina.
Come profumo, lo inonderei
dell’odore delle magnolie a primavera.
Ah, se sapessi mettere a tacere il dolore,
gli insegnerei i canti più belli
e lo lascerei suonare
da mattina a sera.
Ah, se riuscissi a trattenere le lacrime sul nascere,
ne farei acqua per gorgoglianti ruscelli.
Ah, me misera,
me incapace,
me tapina...
ho dimenticato d’essere umana.
Non posso annullare il dolore.
Ma posso ancora credere nelle favole.
E allora sogno:
un giorno, il mio bel principe tornerà,
mi sveglierà con un bacio,
mi tenderà la mano
e insieme saliremo
sul cavallo bianco.
Andremo a vivere
nel nostro bel castello e vivremo per sempre felici e contenti.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sono stato bambino

anch'io come te

ed avevo molti sogni

e giocavo con le piccole cose

che rendevano felice la mia età

ai miei tempi

non c'era la malinconia

nel paese c'era solo allegria

e passava ogni mattina

quello che vendeva nelle case

e i miei occhi erano così grandi

quando ho visto

per la prima volta il mare.

Sono stato bambino anch'io

ed il tempo è volato via

tra passaggi di paesaggi

e di gente che non c'è più

le mie mani sono come il vento

fermano la pioggia

quando cade giù

il mio mondo è rimasto un incanto

come un libro di favole e giganti.

Ed ora che son grande

e degli anni miei ho perso il conto

ma il cuore no!

Non ha perso i sentimenti.

Vorrei volare lontano anch'io

come una rondine

per poi tornare

in questo vecchio mondo che lasciai

e rivedere la mia vita

per cancellare gli errori miei.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 720 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

E tu

che accogli il bacio mio

quando m’accosto alle tue labbra

e lieve penetro

in ogni intarsio

ai cuori

che approdano all’unisono

in terre emerse

Non ti portare dietro gli olocausti

perché d’amore è il mio narrare

 

 

 

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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 263 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
( la brutale tecnica del panno freddo e stata spesso utilizzata fino al 1970 nel Sud Italia, in particolar modo in Sicilia per liberarsi delle figlie femmine )

Sono nata in una terra velenosa
come l'oleandro
E ruvida come le scorze di mandorla

Se avessi potuto
avrei posato il passo
sui campi di carrubo
senza posa

Invece giaccio sotto un masso
tra le radici d'essa
pur amandola

Mi hanno avvolta in un panno bianco
come una sposa
Un panno ghiacciato

Tra le labbra trattengo
ancora una goccia di latte materno
e l'incredibile colpa
dalla quale mi astengo
di essere femmina
d'essere il sesso debole
in un calvario eterno

Sul mio sepolcro scriveranno
nata-morta
la mia voce resterà
un lamento inascoltato

Mentre sarò ancora assorta
in un canto flebile
anche per coloro che ho amato.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Seguito del mio ultimo “Erotismo tra ricordo e fantasia”. Il passato e l’attuale contrappasso. Autoparodia tra reminiscenze leopardiane, dantesche e infine belliane.

Sempre caro mi fu l’ameno colle
che fu monte di Venere chiamato
laddove or la passion non più ribolle,
laddove ho dolcemente naufragato

ognor che un mio destin lieto lo volle
e il passero socievole ha cantato
ogni suo tono e diesis e bemolle,
con passere che in aere avea incontrato.

Or più armonia non erra in questa valle
e volge a sera il canto alla campagna
e qual per contrappasso è duro calle (*)

al passero salir in pompa magna
or che lui ccala e crescheno le palle (**)
e quel colle divien erta montagna.

(*): Il contrappasso dantesco è un principio dell’inferno secondo il quale la pena è correlata al peccato commesso.
(**): “E pell’ultima bùggera der mazzo (e cquesta fa ppe’ voi, sor Gammatista), crescheno li cojjoni e ccala er cazzo”. Da: “La vecchiaglia”, di G.G. Belli.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Ciao, anima viva tra sogni e silenzi
tu che cammini col tempo negli occhi
ogni passo un pensiero, ogni sguardo un ricordo
che danza tra ieri e un domani da scrivere
Non serve sapere il tuo nome esatto
perché ogni battito ha la sua melodia
e tu sei una canzone che non ha bisogno
di essere capita per essere vera
Se oggi sorridi, trattieni quel sole
Se oggi fa male, lascia che versi
come pioggia gentile sul campo in attesa 
ciò che germoglia ha bisogno di tutto
Ti conosco? No. Ma forse un po’ sì
perché chi cerca parole ha già un mondo dentro
E se questa poesia ti sfiora appena,l
allora in qualche modo ti ha riconosciuto.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

Questo autore ha pubblicato 193 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vorrei  sapere a chi è venuto in mente
proporre questo Spot da deficiente!

'Na coppia è apparecchiata al ristorante,
legge 'l Menù e s'appresta ad ordinare,
ma egli chiede, con enfasi allarmante:
"Facciamo alla Romana nel pagare?

Sale 'sto mese l'Assicurazione!"
Ella lo guarda quasi esterrefatta:
un Can propone già la soluzione!
Chi assiste a questa scena allora "sbratta":

"Chi te l'ha detto di far quest'invito?
Se i soldi non ce l'hai, stattene a casa!
Non puoi mettere limiti al convito!
Già lei pensa di far "tabula rasa"!


D'essere Splendido non  è occasione:
hai fatto la figura del Cencione!"
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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