Eppur per sua natura è scura
tranne quando sequestra la luna.
La zittisce, lungo i tondi la ritaglia
e la incolla dove il cielo raccomanda.
Poi la stacca, falce o palla la riprende,
l’accarezza, la plasma, l’ammaestra
e la spreme contro l’offuscata volta
perché succo d’una luce se ne ottenga.
E allora, come fa la luna a colorare l’anima?
Eppur per sua natura è luce riflessa
tranne quando sequestra il mare
o di un suo spicchio s’accontenta
e lo incolla dove nascono gli amori.
Bagna l’acqua, calda o fredda la pareggia,
la dispiega, l’addolcisce, la inganna
e da riva all'orizzonte la percorre
perché incanto alla vista se ne ottenga.
E quindi, come fa il mare a colorare l’anima?
Sssss…….vi prego!
Lasciamolo fare, all’identica maniera
di come nella vita ci si innamora.
A che serve chiedersi il perché?
Bosco
indecisa foresta
o giungla è l'Unione
parola di certo
da ogni albero sboccia
anche tra rovi di razzismo
diamantati divari
del diffidente sottobosco
dove, non matura mai
mentre pregevoli frutti
restano in attesa
che l'uomo si ritrovi
distante da ceti
di razze impure
che senza pulpito
con spregio tacciano.
Martellanti colpi
di clacson suonati,
calzatura usurata
di superiorità presunta,
per mantener privilegi,
all'unità recano danno
ma forse è voluta
per lo scimmiottare
di qualche umile servitore
... a trovarne!
Facciamo non resti
un'Europa ceca ...
non trovo ragioni
oppure colpe.
Non trovo spazio
per le parole.
Tutto diventa incomprensibile,
quando i pugni
battono in testa
o contro il muro.
Occhi smarriti nel buio,
dove scorre il tempo
si dissolve
nella nebbia.
Appesa a un filo la vita.
Ripenso a quelle lacrime
che hanno rigato il viso.
Mi abbandono alla tristezza.
L'orizzonte è vicino
tutto diventa più difficile.
in un giorno di pioggia,
aprire l' ombrello
e vedere i tuoi occhi verdi,
che mi guardano
con tutta la loro meraviglia.
Vorrei incontrarti sulla mia bocca,
come il primo bacio,
che fa arrossire le guance.
Sentirmi bambina
e ridere cosi all' improvviso.
Vorrei incontrarti tra tanti profumi,
sceglierti sulla pelle.
Svegliarmi al mattino e trovarmi
come adesso,
la tua mano che mi
accarezza con dolcezza.
in soccorrono alle sofferenze.
Le lacrime si fermeranno
per assaporare il dono
che ci porterà questo viaggio
quando arriverà nella nostra vita.
Vale più dell'oro,
vale la vita.
Già parliamo di te...
Ti aspettiamo
come un raggio potente
che si affaccia nella tempesta.
Non più minacciosa,
diventando dolce,
Sorridono...
Si sorridono
a te che sei in viaggio verso di noi.
Sorridono a te che arrivi fra noi
nella nostra vita.
Attraverseremo il deserto per te,
come i Re magi,
ci batteremo contro tutto e tutti,
piangeremo dalla felicità al tuo arrivo.
Un dono prezioso
che riceveremo per l'eternità.
che avrebbero dovuto
non posso non capire
quello che ormai è già.
Ma nel mattino il sole,
davanti a questa pace
ci trova a camminare
e poco importa ora
la chiave che al contrario
la porta resta chiusa.
Ci siamo detti tutto
abbiamo perso tanto
ma adesso siamo qua,
le mani nelle mani
e non ci fermeremo.
Il lago è così bello
la vita anche di più.
Essere capiti.
Forse perché noi stessi non ci capiamo
Da chi ci è vicino.
Molte volte mi chiedono:" Se potessi avere un superpotere, quale sarebbe?"
Di solito darei una risposta banale,
Ma oggi direi
"Vorrei che il mio dolore fosse capito".
E in fondo lo vorremmo tutti.
Essere capiti.
Saremmo tutti un po' più felici.
Riassunti d’anima perduti
all’indirizzo del silenzio
colano sulle lune emozionali
d’un raggio d’autunno
come dividendi d’infinito
a soccorrere pensieri solitari
sulla battigia del tempo.
Ed una connessione di brine
agiterà le confidenze del destino,
firmerà l’antologia dei tramonti
sgridando orizzonti smarriti
ed un aritmico incontro di sguardi
mi si spegnerà addosso
come voli spezzati d’aquiloni
a disegnar l’universo mio ferito.
L’ultimo beatnik
Io qui un beat generation,
ancora in attesa di qualcosa,
di un mondo migliore,
di una speranza,
di un sogno;
beat,
beat,
è ancora non rinuncio,
ancora non lascio perdere,
me ne frego del sociale,
e di questo mondo
falso e bigotto,
non guardo in faccia a nessuno,
e vado per la mia strada,
sino in fondo,
e la mia vita non la cambierò mai,
se potessi,
farei anche di peggio;
beat,
beat,
ribellione,
rabbia dentro,
sempre beat,
in cerca di libertà.
nel sussurro
appare smarrito
il lento sbuffare
di file generose
in un celeste straniero
di un pomeriggio e non altro
Aspetterà Settembre
verde nei polsi
nell'eco infante
d'origini e dimore
Sfuggendo fortezze divelte
abbracceremo l'oblio
di grida verticali
su panchine
di lune e di neve
negli anfratti dismessi
da ogni parola .

Quanti ricordi!
diciassette anni,
il tempo dello studio, del diploma,
e te, l’amore di una vita.
Mi brillavano gli occhi al vederti,
al sentirti una forte emozione.
Mi chiamavi con buffi soprannomi
ma ero la tua vita
e tu la mia .
son passati gli anni
sei
interminabili,
il servizio militare,
la lontananza
e poi lo studio, gli esami, l’università
e poi i contrasti,
e poi le lacrime,
la gelosia, e te ne sei andato,
neanche il coraggio di dirmi perchè…
un po’ mi amavi
un po’ no.
poi ti sei lasciato trascinare,
hai chiuso quella porta e te ne sei aperta un’altra.
Forse è stata più furba di me
forse eri stanco di essere ostacolato.
Mi hai rivista dopo tanti anni, un volto triste, sofferente, ma pur sempre bello.
lei ti siede accanto,
un volto sprezzante,
di chi ha ottenuto tutto
malgrado tutto.
Hai visto le mie foto,
hai letto i miei scritti,
forse anche un colpo al cuore
poi hai chiuso la finestra.
Forse hai avuto paura,
forse non ti senti libero
neanche per guardare,
forse non hai dimenticato
ma anche io ho chiuso la finestra,
lascio entrare il sole,
per un breve attimo, la nube ha oscurato il cielo,
una pioggerella ha bagnato il mio viso,
ma non era la pioggia
era solo una lacrima l’ultima rimasta
dopo averne versate tante
in un mare in tempesta.
Il tempo non torna indietro,
gli anni passano, la bellezza sparisce
i sentimenti restano.
addio.
A volte ci penso sai,
amica che sto imparando a conoscerti
…la tua nonna senza troppi
puntini di sospensione avrebbe detto
Bimbo, tu parti da una ciabatta…
Farò il nodo mezzo windsor
e indosserò il rispetto che sta bene
con tutto, ma l’amore resterà strozzato
e non dalla cravatta sulla gruccia.
Allora madre, quando te ne andrai
guarda sotto il mio completo nero…
di quelle ciabatte che vestirò
ne ho fatto cuoio di qualità, nonostante
la tua scelta di non starmi al fianco.
La vita merita rispetto, anche quella
di chi non ha voluto esserci per me…
in fondo è da tanto che te ne sei andata.
Tra nebbie che si intravvedono negli occhi
arrossati e ormai stanchi.
La vita riserva sempre limiti insoliti,
pochi aliti di vento e scaltri brividi
percorrono questa terra schiva,
di inutilità.
Libertà, libertà, dove risiede questa ricchezza impropria,
dove non si sa.
Pace concetto quasi ridicolo,
in questi giorni tristi e pieni di malinconia.
Ricordi aspri e amari
nel contesto di ipocrisie narcisiste.
Attimi di scene ingiuste, insignificanti.
Questo è il tempo che si rappresenta
sotto forma della menzogna e finzione,
luce che abbaglia
dentro all'animo oramai
scolpito.









