fissi nel tempo,
quante storie nascono
sempre nello stesso posto.
Li ci siamo incontrati,
li è nato tutto,
li altri amori son nati,
chissa con quale epilogo.
Gli anni passano,
si ritorna in quei luoghi,
un pensiero leggero,
ti stringo più forte.
Sia di buon auspicio,
quel bar del primo aperitivo.
Io ti guardo negli occhi,
ringrazio il destino.
Il tempo si dissolve
nella singolarità di un bacio
Nell’attimo in cui tutto
proclama la propria esistenza
e la vita non conosce forma,
l’anima varca il confine ultimo
dell’eternità
Nel caos si rigenera la materia del mio corpo
ugualmente a tutta l’energia dell’universo
indistinguibile dal mio spirito
dove la morte si congiunge alla vita
e tutto ciò che percepisco
divampa nell’oscurità
come la sola incapacità di comprendermi.
Per la festa del Santo Patrono
dalle cascine vecchi maghi
che stringono nella mano
meravigliosi ricordi per tutti
i bambini capaci ancora
di ascoltare, piano piano
raggiungono il paese.
La sindaco negozia
con un piccolo pel di carota,
invece di parlare di politica
come solitamente fa,
l’ora di andare a letto.
Mentre sulla ruota panoramica
un barbagianni ultracentenario
regge un sacco di caramelle
a riccioli d’oro, come un mulo
carico di cotillons il curato
chiama inutilmente il diacono
che inventa favole sul calcinculo
strane e fantasiose per la nipote.
Dall’autopista lo sbombone
si atteggia con accendino
e Malboro alla menta salutando
Miss Nonna di quest’anno.
E scorda il piede nel mocassino
sul respingente.
Due adolescenti dietro l’autoscontro
dentro il giornalino di Gian Burrasca
si danno il primo bacio, quando
il nonno di riccioli d’oro tossisce
incurante sul suo orologio da tasca.
Era un po’ così anche lei
pargoli, un quadretto
che non aveva bisogno di cornice.
Comperai questo ritratto
al negozio in fondo alla strada…
qui nonna di mamma sembrava felice.
Rivoluzione francese,
uno spartiacque importante
e cruciale per la storia europea;
il terzo stato,
il volgo,
il popolino,
stanco delle dissennatezze,
dei re francesi e dei loro
sgherri e dignitari,
con una classe politica corrotta,
il terzo stato diventa protagonista
di se stesso;
dapprima con fermenti e tafferugli,
disordini e proteste,
poi c’è la svolta,
con la presa della Bastiglia;
da quel momento,
gli eventi precipitano;
gli enciclopedisti,
filosi e gli scrittori,
come rif de la bretone,
avevano previsto e anticipato
gli sviluppi a venire,
scrivendo del pericolo
di una rivoluzione,
nei loro scritti,
ma rimasero inascoltati.
L’acqua lucente s’increspa
L’uragano è nel secchio.
Galleggia a stento un granello
su, giù
riaffiora trascinato dal vortice schiumoso.
Allungo la mano.
- potrebbe essere qualunque cosa
un seme
una briciola di pane
una caccola...
Lo appoggio sul muretto assolato.
Un attimo, due, il granello si scuote
si liscia le antenne
spiega ali trasparenti
vola via.
Sono dio nel mio giardino.
Alterchi lunari
arano l’anima mia
come un bocciolo di rose
smarrito nel tuo pensiero
ed uno scarabocchio di tristezza
danza in un volo infranto
come rimprovero d’autunno
su sguardi d’infinito.
Sbagli socchiusi decorano
il silenzio del mio io,
rincorrono la pelle del cielo
come questa scrivania di cuor
dimenticata dal tempo:
nulla più m’appartiene
in questo rifugio di stelle.
Lo zaino sulle piccole spalle
a pochi centimetri da terra
è strano quanto somigli
alla cartella sullo scaffale
tra scatole e i ricordi
della cantina… che oggi
m’accompagna viva nei pensieri.
Mi stringi e con la mano piccina
saluti il primo giorno di scuola.
Ne sento il richiamo.
Sento il rumore
dell'onda salmastra,
tra i voli roteanti
e il closcar
di mille Gabbiani,
mentre affondo
i passi nella sabbia.
Ed eccolo! Quanto Mare!
Quanto orizzonte
per soli due occhi!
Cos'è che mi fa stare qui
ogni volta stupito?
Ad aspettare e gioire
nel vederti arrossire
al sorger del Sole.
Cos'è, non lo so!
Ed è così che,
mi lascio andare
nel tuo ventre.
Per poi risalire
e tra i flutti e l'onde,
col pensiero,
verso l'infinito navigare.
Scorre sul pelo dell'acqua la musica,
prende il corpo, ritmica entra
nelle vene e cancella
dolori , attimi eterni,
parole, lacrime.
Piccole onde si muovono
accarezzate da note,
vocii e canti raccolgono gli schizzi
del blu intenso,
e il mare sconosciuto respira con te.
Similitudini tra anime si fermano sospese
Danzano, e legano con intenso vigore,
ciò che resta tra un bacio e una parola sussurrata.
Senza fare rumore...
Viziati da melodie d’orizzonte
assaporammo un calice di stelle
caduto sulle pagine dell’eternità
e sparecchiammo le giuste parole
incise su respiri d’inverno
e bastammo ad un pianto di luce
taciuto ai garofani del mio petto.
E spesi la mia anima
a smarrire i capitoli incompiuti
d’un temporale di malinconie
ed allor, nevicami sul cuor
come i colori di un addio
inginocchiato ad un lacrimar di baci.









