C’è un pressoché
d’irrazionalità
che crea confine
tra la fuga
liberatoria
della prima ora
e la nostalgia
d’essere casa
tra le parole
scritte
e non più dette,
quella porta
che segue
l’alone
delle spalle
sfumate
nel concetto
della mia
incredulità
e regala
un anticipo
di solitudine
nella bestialità
di una promessa.

 

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Profilo Autore: Libero  

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Ecco la stella... lassù, nel cielo,
la sua coda ha creato un velo,
che di notte ci illumina e guida,
la seguirà il mondo che si fida.
*
Ecco la stella che per noi brilla
il suo bagliore scalda e oscilla,
fa da richiamo per tutta la gente...
è il suo ruolo di stella cadente.
*
Ecco la stella, di più s'avvicina
all'ora del pianto di quella vocina,
del bambinello che nasce povero
in una stalla che fa da ricovero.
*
Ecco la stella, or si è fermata,
anche Maria ne è affascinata.
L'avvento, oggi, ancora si allieta
con questa stella chiamata Cometa.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Ieri ho letto una poesia.

Parlava di te

parlava di me. Insieme.

Non faceva i nostri nomi

ma eravamo noi

come dipinti in un quadro.

C'era la luna. C'erano le stelle.

E poi baci, lacrime e petali di rosa

e tutte quelle stupide cose

che si scrivono quando

siamo presi dall'amore.


Era nascosta in un libro

la poesia

e ho rimesso il libro

sul tavolino.


Era ieri.

La poesia.

Nel libro.

Sul tavolino.



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Profilo Autore: Tea  

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Hai potuto vedere
un giorno-
trascorrere ,finito-
e nel suo incedere costante-
(so che) hai notato
l'adattarsi delle tinte. 
Quando i suoniluce
del mattino-
senza argini discreti-
trasformavano dolcezza-
in acuti gracchiamenti.
Eppure ti sei arresa, innamorata-
con la rabbia dei folletti-
e hai cercato goffamente-
un'inspiegabile ragione.
Per poi accorgerti all'istante-
che fa parte del riassunto-
il procedere sfrenato.
Mentre il Gufo si rintana-
una sirena mugula terrosa.

-Slitta ancor la nevicata.-

E il cuore osserva rassegnato-
scruta l'erta-
attende il transito.
Quando affievolendosi il baccano-
il tuo Lupo dalla vetta-
osserverà di te l'odore-
di quel vento,
sulla strada.-
"Nessun dorma"
quando sbraita.

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Profilo Autore: Riccio maschile Carmine  

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Al freddo, quello giusto, da sfruttare
ogni minimo pretesto di calore antico
in sguardi nuovi e non bugiardi,
profitterò di questa sera cheta.

Mi arrancherò su per la collina
portando dietro un sacco di peccati
ed imperfette scatole d’acciaio
ricolme di speranze inaspettate

che - giunto ai piedi della Luce -
dopo aver fatto anch'io la fila,
consegnerò in ginocchio e muto
al posto dell’incenso, oro e mirra.

Nessuna nebbia nell'ovattata notte
saprà nascondere la scia perfetta
di una cometa finalmente a vista
che da una vita seguo e non seguo.

Sull'asfalto del moderno inverno
non si vedono impazienti pastori.
Solo i canti d’uomo insoddisfatto
accompagnano questo cammino.

Tese al nostro mondo intero,
mani escono da cappotti fuori misura,
riciclati in cambio di una lacrima
o di una frase in lingua straniera.

Magre, le dita si giovano da ora
della bontà di un solo giorno all'anno
per esser messe risolute in tasca
e poi riaprile al prossimo viandante.

Guidaci, cometa delle meraviglie,
a presentar lamenti a un Bimbo,
a rinnovargli la preghiera eterna
di farci giusti e di assecondarci.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Bevo dalla tazza fumante

nel terrazzo

sul mare di maggese e brina,

e mi torna alla mente quando

intorno ai miei vent’anni

trattavo la vita come una sgualdrina

…parlandoci insieme.

Allora sognavo d’esser per te la lanterna

che ti  riportava a casa ogni notte per miglia

da in fondo al presepe, senza sapere che poi

ci si ritira ognuno dentro la propria ombra.

Così oggi da questa mia bottiglia

vuota tra questi scogli senza attracco,

le luminarie dai miei occhi si spengono

sulla colla che sborda dalla tua statuina.

Un altr’anno forse staremo vicini…

per intanto mi lascio trasportare nel fondo

della tazza, nel movimento della brina.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Amami

sulle alture pietrose
senza alcuna remora

sui deserti senza miraggi
e nei campi inariditi

Amami
nelle vigne innevate
d’aprile, quando i fiori del pesco arrossiscono

E se la morte, ancora
si presenta sulle onde del mare
amami, perché del tuo canto soave godrò
sugli eterni soffi dei venti che dolci
nella linea di fuga del tempo

possenti di spinte
l’Amore ameranno
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Profilo Autore: sasha  

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Dietro la luna
Stanno i miei sogni, 
diventeranno poi stelle
a ricordare le persone 
che ho amato 
e non ci sono più, 
lassù, nell 'immensità...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

Questo autore ha pubblicato 312 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

In cuore molce il suo ricordo,
l'enfasi m'apre delle ore
che liete danzano fanciulle

e lenta scorre la linfa
nelle vene del suo collo
come in arco tenero virgulto,

un sussurro di carezze calde
mi scrolla il ventre diaccio
che palpita pel mano lieve.

Non sa ch'io l'amo pio
per la beltà ch'effonde intorno,
donna mirabile di sue virtù,

mi concedo ai lai d'amore
in un sussurro già prolungato
che sfiatò tra lisce dita.

In cuore non c'è più spazio
che mi consenta d'essere beato,
in meno di un attimo sarò sfiancato.

S'accresce ora il silenzio gaio,
adagiato sul seno, smarrito aio. 

 

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Profilo Autore: Libero  

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Lascio te e questa stanza...
e i pentimenti di un letto disfatto.
con l'odore tra le lenzuola,
e l'ardore di queste mani
che mai più ti toccheranno.

Lascio l'istinto mio animale,
i sentimenti di questo cuore,
le candele mezze consumate,
e labbra avide che per sempre
resteranno in attesa delle mie.

Lascio al caso, il mio destino,
ed i miei malinconici sorrisi,
dopo aver chiuso tutte le porte.
Lascio chiudere il passato
con dentro il mio innamorato.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Mettendo accanto
Le immagini di ieri
Gli scatti dell'oggi
Senza nulli spazi.
Domandandosi
cosa sei
cosa fingi di essere.
Tutte le sfumature
Che possono essere percepite
Dal pensiero assorbite.
Calcando le vie passate
Nel caleidoscopico ricordo
Di momenti felici
All'interno
di intrecciate tele
Racchiuse in eteree cornici.
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Profilo Autore: Renato  

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Oh fra tenere mani lieta posai
e di quel dolce cullar riposai a
deliziar dei tuoi sorrisi e
quando piangevo pian piano
gli occhi m’asciugavi.
Nonno dalle mani fredde e
il cuore caldo, nelle tue braccia
feci placido riposo.
Nonno a raccontar favole e
ricordare storie vissute
ad ascoltar le ore mettevano le ali.
Nonno a profumar di terra e
verdi foglie e quel profumo di
legno vecchio e ramoscelli secchi
intrisi di sudore ...
Nonno un punto fermo nella vita e
fui bambina sopra le tue ginocchia ed
or comprendo quanto m’amasti e
ben ricordo quanto c’amammo!

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Mi ero riproposto di telefonarle per chiederle scusa.  Da due settimane avevo chiuso con lei.
 Due settimane consegnate al silenzio che avevo architettato per una insana voglia di vendetta. Lei aveva avuto alla fine, dopo reiterati sospetti, la certezza che fossi di un’altra e aveva mostrato la sua rabbia con un’indescrivibile scenata di gelosia.  Non potei discolparmi per dirle ch’era stato solo un gioco. Glielo avevo fatto credere per spezzare la monotonia del nostro rapporto: scarse amicizie, difficoltà a parlare di noi, necessità di curare egoisticamente i propri interessi, serate silenziose sul divano a seguire film scialbi. E rare occasioni per fare l’amore. Lei era metodica e programmava “ l’amore” solo nei giorni della settimana in cui non andava in palestra. Mai effusioni improvvise secondo il mio desiderio… solo ordine e compostezza anche nel fare l’amore.  In quei momenti mi ricordava la moglie del principe Tomasi di Lampedusa , descritta dall’autore ne “ Il Gattopardo”. Una donna ossessionata dalla paura dell’atto coniugale, tanto che il principe suo marito non le aveva mai visto l’ombelico…
Quella sera sul divano, prima di addormentarmi, mi ero convinto che pensavo ad un’altra donna.
C’era una lei che mi piaceva, un desiderio nato al mattino d’impulso come quando decidi di alzarti per andare in bagno e soddisfarti. Potevo dare una scossa alla mia vita, certo potevo farlo per sentirmi vivo. Lei la ritrovavo quasi ogni volta che uscivo di casa. Scendeva  o saliva le scale con studiata lentezza, come se volesse impedirmi di scansarla. Leggevo ogni suo pensiero nel movimento sussultorio delle natiche, era un invito a seguire i suoi passi per incollarmi alla sua schiena.  All’ultimo gradino si voltava e mi sorrideva mostrando il candore dei denti perfetti.  I suoi silenzi erano eloquenti come un’ orazione pro suo corpore.. .L’altra, quella con cui avevo chiuso, non l’avevo mai desiderata con la stessa intensità.
Avevo sollevato la cornetta del telefono, deciso a chiedere perdono… Qualcuno aveva suonato alla porta. Era la ragazza delle scale, pronta a perorare.

 

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Profilo Autore: Libero  

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Brilla la neve 
attorno alla capanna, 
un rifugio trovato 
per caso, un riparo
per noi fuggiaschi. 

Nel cielo all'improvviso
una cometa: stella che vai
verso luoghi ignoti, 
portaci fortuna...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Sto morendo in questo abbraccio,
dove il respiro manca nella gola.
Sento forte il sapore dell'addio,
sa di amaro, misto malinconia...
e già so che mi rimane addosso
fino al bagliore di un nuovo cielo.
*
Sto morendo in questo bacio
dove un sospiro se ne va col vento,
resta il tormento per il troppo dolore.
Sa di vita, sa di amore sparito,
che cerco invano di afferrarlo ancora...
di chiuderlo a chiave dentro al cuore.
*
Sto morendo in questo momento
dove una lacrima scende sul viso
sta bruciando su di una ferita...
sa di sale, mi marchia la pelle.
Nell'indelebile e nascosto sorriso
ormai perso nell'emergere del pianto.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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