Ti regalerò tutte le stelle,
le parole sono sempre quelle,
sono quelle che, che tu già sai
ma le stelle ancora non le hai.
Ti regalerò la vita mia,
quel che dico no, non è bugia,
ti regalerò il mondo intero
la vita è vita, non un cimitero.
Ti regalerò anche il sole,
per scaldare il tuo grande cuore,
luce, pace, immenso dolce amore
sia la vita tua senza dolore.
Che la gioia grande del mattino,
sia con te sempre e nel cammino,
ma non andare mai troppo lontano
tu l’amore l’hai dentro la mano.
Ti regalerò la luna piena,
per far luce alla nostra cena,
illuminar le lunghe notti buie
e scacciare via le nostre noie.
Ti regalerò l’immenso cielo,
sarò servo tuo con tanto zelo,
bisogna amar la vita, tutte le ore
con affetto e, con tutto il cuore.
volti grigi nell'asfalto nero,
cuori senza cuori... nel cemento
di un disagiato tempo,
ormai consumato e corrotto
da un male intenso, che dentro...
sgretola carne e ossa.
Poi guardo avanti e capisco.
Capisco che un mal d'amore
arriva solo per far l'amore,
in una notte dove tutto si scorda,
attraverso un piacere che dall'anima
passa al corpo per poi uscire e...
non rientrare più.
Sei una parola detta in silenzio,
tra fiumi di discorsi insensati
persi e ritrovati nel caos.
*
che lascia entrare un giorno di luce
che sa di tempesta è malvasia.
*
Sei l'altra metà di quello che non so,
forse... di ciò che vorrei che fosse,
che ancora non è, ma sarà.
*
Sei un bacio mancato sulle labbra che
sigilla con un trasparente apostrofo,
la passione che ancor vive dentro noi.
negli abissi
d'un volto chinato
nel rincorrere i sassi
di un velo stracciato
dalle urla avide d'immenso
TU
Figlio Reale
scacciato dal vento
farai nascere la notte
nella nostalgia
delle onde
nel nodo
che porta il tuo sangue
nei giardini adorati di spine
risplenderà
la purezza di Venere
In libera Ascesi
su rovi a digiuno
sia la tua guerra
nel professarsi innocenza
su empie corone
impadronite di tempo !
Cerco a est
il chiarore cilestrino
scivolando ai vetri
il tempo che passa
cerco ad ovest
le pieghe del sole sui monti e
tutte le primavere e gli autunni
dei campi
cerco nel mio cuore
la consapevolezza dei miei capelli bianchi
l’ora tarda delle stelle
umettate di brina
e il cortile di Maggio
che indugia le rose.
per mettere alle spalle la mia notte
e cerco la tutela dei ricordi
che stentan tuttavia a farsi volti.
Di là dal davanzale l’aria cheta
felpata mi raggiunge, mi accarezza,
sminuzza grumi gonfi d’incertezza
rimescola il tempo dell’attesa.
Non più mi giro e mi rigiro a letto,
ho smesso di grattarmi a sangue il viso.
Lo sguardo or s’adagia sulla tela
ov’è un mare stufo d’aspettarmi.
Avverto in lontananza il respiro
del fico mai sazio del suo sole,
del tiglio al tocco delle prime luci
e tutto ciò mi veste e mi colora.
M’accosto al vetro per cercar conferme
ed ogni cosa fuori e dentro vive.
C’è silenzio
qua dentro
talmente intenso
da avvertirne
il v u o t o
nero
asciutto
ruvido
Eppure la gente c’è
passa
scivola
fluttua
Poi
ci sono io
che non mi sento più
per questo esco
al Sole
di lui
avverto
il senso p i e n o
Gridano i bambini festosi in queste ore di ristoro;
ancora non sanno dei mondi paralleli
e spero mai, da grandi, arrivino a percorrerne le strade:
che portano lontano… sì…
ma bisogna essere bravi a ritornare,
fermarsi al punto giusto…
per non rischiare di non riconoscersi più.
nei momenti dove le luci
occupano le strade delle città
Il tempo passa lento
seppur con fatica senza fermarmi
andrò avanti, non sparirò,
non lascerò che i fiori strappati dall'inverno
siano solo un ricordo.
Ritroverò la mia ombra accanto a me.
Lassù alla fine del cielo
si illumineranno le luci del Natale.
Sarò lì per sentire ancora emozioni
senza nostalgia.
I ricordi riaffiorano,
il coraggio diventa speranza
per continuare a sognare.
Sono loro
le persone che rendono magico ogni sentimento.
Quell'atmosfera
quel luccichio
che fa battere il cuore.
Vorrei non essere io
e concedermi la parte
che vi si addice,
rivoltare il calzino
della vita e credere
che l'interesse cieco
urti in contraddizione
coi propri desideri.
Vorrei essere specchio
e soddisfare la curiosità
che resta appesa alle smorfie
di un giorno da incominciare,
credere che non v'importi
se taccio o smusso i pensieri.
Vorrei essere lingua lunga
che dileggi con falsi verbi
le improprietà dell'egoismo,
scrutare lontano i miraggi
che creano solitudine,
piegare le barriere alte
dell'indifferenza muta.
Vorrei essere un faro
che illumini i disastri
della notte affamata,
essere il ripensamento
che allontana il dolore
e dare un premio d'oro
a chi non conosce la via.
e strofini la tua pelle al mio profumo...
e ti cerco ogni volta che sogno
e ti penso dietro ogni sguardo
Ti senti quando attraversi
la strada dei miei pensieri
quando per sbaglio sorridi
quando per volontà ami
Ti sento anche ora
ora che sono triste
solo in questa stanza
con una lametta in mano
Ti sento nelle mani
delle mie bambine
di cui condividi lo sguardo
di cui ami i bei capelli
Ti sento anche da quassù
ora che tutto è finito
ora che non ho più realtà
ora che non ho più tempo
Ti sento e ti osservo
perché non smetto di amare
perché non smetto mai
di osservare i tuoi passi
che hanno costruito la mia vita
Ti sento e ti penso
anche se non posso più pensare
perché il sangue ormai è versato
perché il cuore non batte più
Ti sento e ti vedo
darti colpe che non hai
la mia vita è finita
ma la tua
deve ancora iniziare









