Una sera
senza bussare
sei entrata
e come una sottile falce di vento
hai reciso
il fiore delicato
della sua anima.
Sei volata via così
una sera.
Una sera carica
di dolore di stelle e di silenzio.
Hai detto sono pronta
hai sussurrato di aprire quella porta.
Ci hai inondati
di serenità
una sera
quando giocando con la morte
hai calciato nella rete
le sue angosce.
Ci hai lasciati così
una sera.
Una sera carica
di dolore di stelle e di silenzio.
In punta di piedi
aprendo quella porta
l’hai accostata
senza voltarti
una sera...
A ricordo di mia suocera
non intralciano
ricerche.
La luna rischiara
radure di boschi misteriosi,
la montagna ascolta richiami
e rimanda echi.
Tu scomparsa da giorni
dal campeggio,
ci hai addossato
Angoscia e paura,
ma la speranza
si aggrappa a tutto...
… E poi ti sei sposata,
cugina mia del cuore tanto amata,
Io ed il cugino tuo fratello,
ti seguivamo anche sotto l’ombrello.
Eravamo gelosi di chiunque ti venisse dietro,
ti difendevamo con le unghia e con i denti,
ricorderà bene anche tuo marito
che tanto ha fatto finché c’è riuscito.
Qualche volta gli abbiamo lanciate pietre,
ma poi gli abbiamo chiesto scusa,
eravamo ancora troppo bambini
e l’amore, si sa, non ha confini.
Ma tuo marito ci ha perdonati,
forse era un poco più sensato,
ti amava tanto e, tanto ti ha pensata
che sull’altare presto ti ha portata.
Un grande amore che ancora dura,
da 50 anni non si è mai sciupato,
il frutto sono il figlio e la figlia
che insieme fanno gran bella famiglia.
Il mio augurio è di una lunga vita,
con amore grande senza limite,
il Signore certo l’ha benedetto,
che sia per sempre senza alcun difetto.
in anticamera,
dimenticato come
un oggetto d 'arredo.
Indossato da un uomo
che amava il bello
ed il buono della vita,
burbero ma generoso.
Padre mio,
quel cappotto
l'ho regalato
a chi serviva,
intanto il suo fantasma
vaga per stanze vuote.
Troverà un posto
perenne nel Mio cuore.
a quegli amori innati e poi implosi,
feti ingabbiati in anime impazienti
e quindi vite, zucchero filato?
Viaggiano in emisferi sconosciuti,
sorvolano l’inedia dei sorrisi,
planano poi su piste apparecchiate
del ben di Dio della felicità.
Fanatiche stelle pronte al fragore
si nutrono dei forzati silenzi
e - stizzose - accompagnano quei cuori
al santuario dell’eternità.
Maria è il nome di mia cugina,
uguale a quello della Madonna,
forse per caso, forse per segno,
Dio le ha dato il suo disegno.
Una vita sana, giusta e Cristiana,
come Madonna, un figlio ha generato,
grande mamma che con gioia ed amore,
ha accolto il dono di nostro Signore.
Grande donna e stupenda creatura,
combatte sempre tra casa e lavoro,
in vita difficile pur sempre da amare,
ha modellato una famiglia esemplare.
Ama la musica, la poesia e l’arte,
è bella e solare, gioiosa e serena,
una persona adorabile e speciale,
alla sua famiglia fa da guanciale.
Dolce come il miele, addolcisce l’amaro,
profuma di rose e profuma ogni cosa,
limpida e fresca come acqua di fontana,
quando serve però, è calda come lana.
E’ la donna ideale dell’uomo esigente,
la mamma perfetta del suo unico figlio,
la moglie adorata per chi l’ha sposata,
fortunato lui, per averla incontrata.
Il tempo racconta
ciò che sei stato
un ragazzo colmo di estro e manualità .
Con l’intreccio di nuvole e di vento
i pensieri sussurrati alla nebbia
e l’ombra di una collina
che ti abita da sempre .
Il susseguirsi dei giorni
con il ricamo delle tue mani
tra crudi fiabeschi e cotti singolari .
Sei il poeta dai mille sapori
che induce ad immaginare
di ogni cosa l’appetibilità.
E mentre l’affettatrice va
gli occhi seguono la direzione delle fibre muscolari del pezzo,
le fette perfette quelle belle da guardare,
la sensuale voluttà che ne procura l’assaggio.
La percezione che rimane
tra le virgole
è il tuo viaggio
e in quegli spazi indefiniti
di grandi emozioni : il coraggio.
Tasti bianchi e neri
violentati
dal disprezzo
e dalle dita
di chi alla buona musica
ha preferito
invece
la sinfonia omicida.
Sulle note
struggenti
di una supplica
che diventa
un grido.
Poi più niente.
Nel nome
della madre
soffoca
il respiro.
In ricordo di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla follia razzista di chi lo doveva, invece, proteggere.
che sembra dimenticato,
quel sorriso
che risuona nelle orecchie,
la ricerca dell'amicizia
che sembrava impossibile
la ritrovo in quegli occhi
sotto quel cielo azzurro.
Tutto diventa magico
nel tuo sguardo,
nei tuoi occhi.
Le tue parole risuonano
nelle mie orecchie,
nella mia testa
ancora
come il primo giorno.
Mi travolge
la tua immagine
che riflette ancora
come il primo giorno.
Che il sole del mattino
sia calore a voi vicino,
sia tepore che mai muore
che vi scaldi senza dolore.
Sia luce al vostro cammino
con speranza per il Divino,
sia affetto e tanto amore
che per voi porto nel cuore
Sia guida sicura e giusta
a quello che più vi gusta,
a cose di cui c’è bisogno,
evitare che resti un sogno.
E’ l’augurio mio di sempre
da marzo fino a settembre,
quando vi vengo a trovare
per andare insieme al mare.
Di pienezza e compimento
dove il vento inebriante rallenta i passi e imbianca il respiro ,
sulle finestre dorate dal sole
dove l’alba infiamma il mattino.
Calabria piena di sentimento nelle nuvole in viaggio ,
con la sabbia chiara e le onde schiumose di sale ,
i camini scoppiettanti di fervido passato ,
il candore fiocchettato sui tetti a Natale ,
l’odore muschiato dei rigagnoli in discesa ,
il fermento nei campi del grano raggomitolato .
Appesa alle stagioni con i tremuli calici rossi
che affardellano la memoria,
prepotente con i pizzichi rosso vermiglio
che affatturano il palato .
Di riverberi i borghi lucenti di ulivi ,
gli olezzi al bergamotto tra le pareti ,
i pizzi e i merletti sui gradini ad affrescarsi ,
tamburelli e chitarre a rallegrarsi ,
d’ambrosia le mani sui grappoli e
fichi spinosi nei cesti intrecciati.
Calabria di zagara e poesia con
il ghiribizzo di Dio nelle foglie
le albe inattese di voglie
e la luce a ventaglio
profusa sul mare.
Quel ramoscello spezzato nel riflesso
mogano dei giorni di ieri, caduto
leggero e accomodato… ecco scelgo
quello con tutte le sue ombre.
Le pagine, di quelle fanne un imbuto
di carta per il vento sulle mani.
Leggile, come leggi i miei silenzi
sulle dita… ripartiamo dalla matita
colorata sulle labbra, dal pavimento
dove in tutta calma sfiori i miei sensi.





